La serie tv cult con Nicole Kidman e Morgan Freeman arriva finalmente in streaming
Guerra, petrolio e Deep State: Nicole Kidman guida il cast all-star di questa serie tv, dal 2 agosto su Paramount
La geopolitica da salotto e il machismo militare vendono ancora benissimo, soprattutto se confezionati con il pilota automatico della prestigiosa firma d'autore. In arrivo il prossimo 2 agosto su Paramount+, la terza stagione di Operazione speciale - Lioness si presenta come il nuovo piatto forte della piattaforma streaming.
Creata dal Re Mida della televisione via cavo americana, Taylor Sheridan (l'uomo dietro l'impero espanso di Yellowstone), la serie tenta di infilare le mani nel torbido pantano dell'intelligence statunitense. Lo fa schierando un arsenale da pesi massimi: Nicole Kidman, Zoe Saldana e un sornione Morgan Freeman.Propaganda o disillusione?
La trama segue le linee classiche del thriller spionistico post-11 settembre: Joe (Saldana) gestisce il programma sotto copertura "Lioness", addestrando agenti operative per infiltrarsi nella cerchia intima dei terroristi islamici al fine di azzerarli. Quando una pedina viene bruciata in Siria, il comando recluta Cruz (Laysla De Oliveira), una marine dal passato traumatico, spedita a fare amicizia con la figlia del nuovo nemico pubblico numero uno.
A una prima e distratta occhiata, la serie potrebbe apparire come l'ennesimo manifesto iper-patriottico da reclutamento per l'esercito. Eppure, man mano che gli otto episodi della stagione si dipanano, Sheridan rivela una profonda vena di scetticismo sull'efficacia dello scacchiere militare a stelle e strisce. Non ci sono eroi puri, ma ingranaggi sacrificabili di un Deep State incarnato dalle apparizioni profetiche ed enigmatiche di Errol, un sinistro burateen della politica economica la cui moglie, una algida Nicole Kidman, funge da supervisore della CIA.
Il contrasto morale emerge potente nel finale, quando la missione lascia sul campo l'amaro sapore del tradimento psicologico prima ancora che fisico. "Abbiamo cambiato solo il prezzo del petrolio", sputa la recluta Cruz, devastata dalle sue stesse azioni di fronte alle giustificazioni geopolitiche del suo superiore. È in questa linea di dialogo che la serie trova il suo picco critico, si spoglia la guerra al terrore della sua solita retorica consolatoria.La narrazione esplora dinamiche già ampiamente digerite in prodotti superiori come Homeland o Zero Dark Thirty, ma il comparto attoriale mantiene la barra dritta. Accanto alla fisicità tormentata di Zoe Saldana e all'intensità ferina di Laysla De Oliveira, si muovono le solite facce note della scuderia Sheridan: da Michael Kelly, che ricicla con encomiabile cinismo i suoi trascorsi in House of Cards, fino a piccoli ma pesanti camei di Morgan Freeman dai corridoi della Casa Bianca.