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La sitcom con Kat Dennings che la critica odiava ha cambiato la TV (ed è in tendenza su Prime Video)

Questa sitcom su Prime Video ha rivoluzionato le commedie al femminile nonostante le critiche negative e l'umorismo controverso.

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Quasi dieci anni dopo il suo finale, 2 Broke Girls è tornata a conquistare le classifiche di Prime Video. Un risultato che, a prima vista, potrebbe sembrare inspiegabile per una sitcom che i critici hanno massacrato per sei stagioni consecutive. Eppure, c'è una logica precisa dietro questo successo postumo, una storia che intreccia cambiamenti culturali, influenze nascoste e una rilevanza economica che nel 2026 risuona più forte che mai. La serie CBS, andata in onda dal 2011 al 2017, seguiva le vicende di Max e Caroline, interpretate rispettivamente da Kat Dennings e Beth Behrs.

Due donne agli antipodi per estrazione sociale: Max cresciuta nella working class, abituata a cavarsela con poco; Caroline figlia di un miliardario che perde tutto a causa di uno schema Ponzi del padre. Insieme lavorano in una tavola calda di Brooklyn, inseguendo il sogno di aprire un negozio di cupcake mentre cercano semplicemente di arrivare a fine mese. La premessa stessa della serie ne rivela la natura di prodotto post-crisi finanziaria del 2008. In un'epoca in cui la recessione aveva stravolto le vite di milioni di americani, 2 Brok-e Girls portava in prima serata le fatiche dei working poor, un gruppo sociale raramente protagonista della televisione generalista.

Gli episodi ruotavano attorno a tentativi disperati di saldare debiti velocemente, piani improvvisati che invariabilmente finivano in disastro, una rappresentazione cruda di quell'instabilità economica che oggi, nel 2026, appare ancora dolorosamente attuale. Ma se il tema aveva potenziale, l'esecuzione divideva nettamente pubblico e critica. I recensori non furono mai teneri con 2 Broke Girls. Le accuse spaziavano dall'uso disinvolto di stereotipi razziali a battute su argomenti sensibili come le aggressioni sessuali. Han Lee, personaggio di supporto, veniva citato come esempio lampante di stereotipo offensivo sia verso gli asiatici che verso la comunità gay.

La serie diventò una presenza fissa nelle liste delle "peggiori serie dell'anno", una reputazione che la accompagnò fino alla cancellazione improvvisa dopo la sesta stagione, senza nemmeno un finale degno di questo nome. Eppure, mentre i critici storcevano il naso, il pubblico non smetteva di guardare. Gli ascolti rimanevano solidi, sufficienti a giustificare sei stagioni in un'epoca in cui le sitcom tradizionali con risate registrate venivano già considerate anacronistiche. Ed è qui che emerge il paradosso più interessante: 2 Broke Girls, pur essendo criticata, ha innescato una rivoluzione silenziosa nel panorama televisivo americano. La serie ha aperto la strada a una generazione di sitcom al femminile che hanno definito il decennio successivo.

Non è un caso che entrambe le protagoniste abbiano continuato a lavorare in sitcom di network di primo piano: Dennings è ora protagonista di Shifting Gears, mentre Behrs recita in The Neighborhood. Il loro percorso professionale testimonia come, nonostante le critiche negative, 2 Broke Girls abbia funzionato come trampolino di lancio e, in modo più sottile, come prova di concetto per un modello narrativo che altri avrebbero poi raffinato. La vera eredità di 2 Broke Girls non sta tanto nella qualità dei suoi episodi, quanto nell'aver dimostrato che esisteva un pubblico affamato di storie al femminile, anche quando raccontate in modo imperfetto.

Ha aperto spazi che altre serie, più consapevoli e sofisticate, hanno poi occupato con maggiore successo. Ha mostrato che le preoccupazioni economiche potevano essere materiale per la commedia mainstream, non solo per drammi indie. Guardare oggi 2 Broke Girls significa confrontarsi con un prodotto contraddittorio: pionieristico nel dare spazio a protagoniste femminili e tematiche economiche, ma goffo e talvolta offensivo nell'esecuzione. È uno specchio di un'epoca di transizione, quando certi progressi narrativi convivevano ancora con residui di un umorismo che stava rapidamente invecchiando.

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