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Lanterns polverizza ogni record HBO Max: 9,3 milioni di spettatori in tre giorni

Lanterns debutta su HBO Max con 9,3 milioni di spettatori in tre giorni, polverizzando i record. Il DCU di James Gunn trova il suo primo campione televisivo.

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Il DC Universe di James Gunn e Peter Safran ha trovato il suo primo, clamoroso campione televisivo. Lanterns, la serie che porta sullo schermo la mitologia delle Lanterne Verdi con un approccio radicalmente diverso dal solito cinemino supereroistico, ha debuttato su HBO Max con numeri che definire impressionanti sarebbe riduttivo. Nei primi tre giorni di disponibilità, la serie ha raccolto 9,3 milioni di spettatori a livello mondiale tra HBO e HBO Max, posizionandosi immediatamente tra i cinque lanci più importanti nella storia della piattaforma.

Questi numeri rappresentano un dato consolidato su scala globale, un consenso trasversale che attraversa continenti e fasce demografiche. Per Warner Bros. Discovery, che ha investito pesantemente nel rilancio del proprio universo DC dopo anni di tentativi frammentari e spesso deludenti, Lanterns rappresenta la conferma che la strategia Gunn-Safran sta funzionando. Il pubblico non stava aspettando l'ennesimo Superman o Batman riciclato: voleva qualcosa di diverso, più maturo, più stratificato.

La scelta di puntare su Hal Jordan e John Stewart come duo protagonista si è rivelata vincente ben oltre le aspettative. Kyle Chandler, volto iconico della televisione americana grazie al suo Coach Eric Taylor in Friday Night Lights, porta sullo schermo un Hal Jordan consumato dall'esperienza, lontano anni luce dal pilota spavaldo e superficiale che abbiamo visto in passato.

Lanterns, fonte: HBO

Accanto a lui, Aaron Pierre interpreta John Stewart con una presenza magnetica che ricorda il miglior Denzel Washington dei suoi esordi. Pierre, che aveva già conquistato critica e pubblico con The Underground Railroad di Barry Jenkins e con il thriller Rebel Ridge su Netflix, si conferma uno degli attori più interessanti della sua generazione.

La chiave del successo di Lanterns risiede proprio nella sua natura ibrida, nel rifiuto di essere semplicemente "la serie delle Lanterne Verdi". James Gunn ha ripetuto più volte che il suo modello di riferimento era True Detective. La serie è strutturata come un murder mystery a combustione lenta, ambientato in una cittadina americana dove i due Lanterns si trovano a indagare su un caso che solo in superficie sembra ordinario. I poteri cosmici, gli anelli alimentati dalla volontà, l'intero apparato fantascientifico del Corpo delle Lanterne Verdi funzionano come livello sovrapposto a una detective story che potrebbe stare in piedi anche senza supereroi.

Il risultato di 9,3 milioni di spettatori in tre giorni non è solo un numero da celebrare nelle sale riunioni di Warner Bros. È un segnale culturale che il pubblico è pronto per supereroi adulti, complessi, calati in narrazioni che non temono i tempi morti e l'ambiguità morale. Dopo anni di Marvel che ha dominato il dibattito con il suo modello action-comedy ottimista, Lanterns dimostra che c'è spazio per un approccio più cupo, riflessivo, radicato in una tradizione televisiva che deve più a HBO che ai fumetti.

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