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Maturità e Gen Z, in questa serie italiana su RaiPlay che racconta senza filtri l'ultimo anno di liceo

Questa serie su RaiPlay racconta l'ultimo anno di liceo con studenti veri del Liceo Vittoria Colonna. 12 episodi tra ansie, maturità e un brano inedito di Ariete.

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C'è un momento nella vita in cui tutto sembra accelerare all'improvviso. L'ultimo anno di liceo è quella terra di mezzo sospesa tra l'adolescenza che finisce e l'età adulta che incombe, carica di promesse e terrore in egual misura. È proprio questo limbo esistenziale che FOMO - Fear Of Missing Out decide di raccontare, senza filtri né retorica consolatoria. Disponibile su RaiPlay in 12 episodi, la docu-serie sceglie la via del realismo puro per immergersi nelle vite di un gruppo di studenti del Liceo Vittoria Colonna di Roma. Non si tratta del classico teen drama patinato in cui gli attori trentenni interpretano liceali perfetti. Qui i protagonisti sono ragazzi veri, studenti reali che le telecamere hanno seguito per un anno intero: dal primo giorno di quinta fino alla notte prima degli esami di Maturità. Un anno spartiacque, denso di interrogazioni a sorpresa, assemblee d'istituto cariche di tensione, adrenalina dell'autogestione, festeggiamenti per i diciottesimi, gite di classe, esperienze Erasmus, il prom e il tradizionale conto alla rovescia dei cento giorni.

La forza di FOMO sta nella sua capacità di fondere il linguaggio documentaristico con l'estetica del teen drama moderno. La regia di Pietro Daviddi e David Gallerano, che hanno anche curato la sceneggiatura, opta per una camera a mano e la luce naturale, catturando la quotidianità senza artifici sia tra i banchi di scuola sia nell'intimità delle camere dei ragazzi. Ma la narrazione non si limita agli spazi fisici. Il mondo digitale dei protagonisti diventa parte integrante del racconto: le notifiche che irrompono sullo schermo del telefono, i vocali infiniti su WhatsApp, le Storie Instagram, i balletti TikTok non sono semplici contorni scenografici, ma elementi narrativi a tutti gli effetti. Perché i diciottenni di oggi vivono simultaneamente online e offline, senza alcuna linea di confine percepibile. E la serie lo mostra con una naturalezza che solo chi appartiene alla Generazione Z può davvero riconoscere come autentica.

Il titolo stesso, FOMO, è più di un acronimo cool. Fear Of Missing Out è un malessere reale, una sindrome dell'ansia sociale che affligge soprattutto i giovani: la paura costante di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa di importante mentre la vita scorre altrove. Per i protagonisti di questa storia non è un'astrazione psicologica da manuale, ma un sentimento quotidiano che si manifesta nella pressione di dover sempre apparire vincenti, impeccabili, accettati dalla comunità. L'ansia da prestazione scolastica si mescola alla tensione sociale, alla paura del giudizio, alla necessità spasmodica di essere sempre connessi e aggiornati. La serie scava in questo malessere senza giudicarlo né banalizzarlo, offrendo uno sguardo autentico sul senso di smarrimento di una generazione che lotta per trovare la propria identità tra scoperte sentimentali, conflitti familiari e la domanda che aleggia su tutto: cosa farò da grande. Una domanda apparentemente semplice che porta con sé il peso di scelte definitive, aspettative genitoriali, pressioni sociali. Università o lavoro. Restare o partire. Seguire la passione o la sicurezza.

La colonna sonora gioca un ruolo fondamentale nel dare voce a queste emozioni contrastanti. Curata da Warner Music Italy, la musica della serie parla la lingua dei giovani grazie alle produzioni elettroniche del duo Voga, formato da Enrico Esposito e Lorenzo Biscione. Ma il vero gioiello sonoro è il brano inedito scritto appositamente dalla cantautrice Ariete, icona indiscussa della sua generazione, capace di tradurre in note quella fragilità poetica che caratterizza i ragazzi di oggi. FOMO non è una serie pensata solo per i coetanei dei protagonisti. È uno strumento prezioso anche per genitori ed educatori che cercano una chiave di accesso per comprendere davvero il cuore degli adolescenti contemporanei. Perché dietro i like, le Storie e i filtri Instagram c'è un mondo complesso fatto di paure legittime, aspirazioni autentiche e una vitalità straordinaria che merita di essere raccontata con rispetto.

Quello che rende FOMO un'opera innovativa è la sua capacità di non cadere negli stereotipi del genere. Non ci sono i soliti personaggi da cliché: il bulletto, la cheerleader, il nerd emarginato. Ci sono persone vere con contraddizioni vere, che provano a orientarsi in un momento storico complesso, in cui le certezze del passato sono crollate e quelle del futuro sembrano nebbia fitta. Ragazzi che convivono con l'ansia climatica, la precarietà economica, le aspettative social e la paura di non essere all'altezza. La tristezza per la consapevolezza di dover lasciare dopo cinque anni professori e compagni di classe si mescola alla gioia per un viaggio che si sta concludendo e alla tensione per ciò che verrà dopo. È questo mix esplosivo di emozioni contrastanti che FOMO riesce a catturare con una sensibilità rara, offrendo uno spaccato generazionale che va oltre la cronaca e diventa documento antropologico di un'Italia giovane che cerca la sua strada.

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