Milla Jovovich e Dave Bautista su Prime Video, in un fantasy che riunisce La torre nera e Resident Evil
Un fantasy tra La torre nera e Resident Evil. Analisi del film con Milla Jovovich e Dave Bautista, tra flop e ambizione narrativa.
Quando si pensa a George R.R. Martin, la mente corre inevitabilmente a Westeros, ai draghi, al Trono di Spade e alle infinite trame politiche di Game of Thrones. Eppure, l'autore texano ha nel suo bagaglio narrativo storie che vanno ben oltre i Sette Regni, racconti che esplorano angoli diversi del fantastico. Uno di questi è In the Lost Lands, un racconto breve che nel 2025 è approdato al cinema sotto la direzione di Paul W.S. Anderson, con Milla Jovovich e Dave Bautista nei ruoli principali. Il film rappresenta un territorio inesplorato per chi conosce Martin solo attraverso le sue opere più celebri. Niente guerre dinastiche, niente complessi intrighi di corte. In the Lost Lands ci porta invece in una landa desolata e post-apocalittica, popolata da demoni, mutaforma e fanatici religiosi.
Il viaggio dei due attraverso queste lande infestate costituisce il cuore pulsante della storia. Il paesaggio distopico, infestato da creature demoniache e attraversato da zeloti pronti a tutto in nome della loro fede, ricorda da vicino il mondo desolato attraversato da Roland Deschain nella saga di King. C'è lo stesso senso di decadenza, la stessa malinconia per un mondo che fu e non è più. Boyce stesso, come archetipo del cacciatore solitario dal passato oscuro, richiama la figura del pistolero, seppur in una chiave più muscolare e meno filosofica. Dall'altra parte, il legame con Resident Evil non si limita alla presenza del regista Paul W.S. Anderson e della sua musa cinematografica Milla Jovovich, già protagonista di quella saga videoludica portata sul grande schermo.
C'è una somiglianza strutturale più profonda: una protagonista femminile forte, segnata da un passato difficile, che deve farsi strada attraverso territori infestati da creature pericolose. La preferenza accordata all'azione e al fantastico rispetto al realismo crea un'esperienza viscerale, dove la magia si manifesta attraverso pistole doppie e scontri corpo a corpo tanto quanto attraverso incantesimi. Rispetto al Martin di Il trono di spade, In the Lost Lands rappresenta un cambio di registro netto. La storia è autoconclusiva, non parte di un mondo narrativo più ampio che richiede anni di lettura o visione per essere compreso. Il focus si sposta dal conflitto politico alla pura avventura, dalla guerra per il potere alla ricerca di sopravvivenza in un mondo ostile.