Milla Jovovich e Dave Bautista su Prime Video, in un fantasy che riunisce La torre nera e Resident Evil
Un fantasy tra La torre nera e Resident Evil. Analisi del film con Milla Jovovich e Dave Bautista, tra flop e ambizione narrativa.
Quando si pensa a George R.R. Martin, la mente corre inevitabilmente a Westeros, ai draghi, al Trono di Spade e alle infinite trame politiche di Game of Thrones. Eppure, l'autore texano ha nel suo bagaglio narrativo storie che vanno ben oltre i Sette Regni, racconti che esplorano angoli diversi del fantastico. Uno di questi è In the Lost Lands, un racconto breve che nel 2025 è approdato al cinema sotto la direzione di Paul W.S. Anderson, con Milla Jovovich e Dave Bautista nei ruoli principali. Il film rappresenta un territorio inesplorato per chi conosce Martin solo attraverso le sue opere più celebri. Niente guerre dinastiche, niente complessi intrighi di corte. In the Lost Lands ci porta invece in una landa desolata e post-apocalittica, popolata da demoni, mutaforma e fanatici religiosi.
Un mix esplosivo che ricorda, per certi versi, l'atmosfera cupa e desertica di La torre nera di Stephen King, unita all'azione frenetica e alle creature mostruose tipiche della saga di Resident Evil. La protagonista è Gray Alys, una potente strega interpretata da Jovovich, legata da un patto che la costringe a non rifiutare mai una richiesta. Quando viene rintracciata dalla Regina, Alys si trova costretta ad accettare una missione pericolosa: trovare e uccidere un lupo mannaro, estrarne il potere e consegnarlo alla sovrana entro il plenilunio successivo. Per completare l'incarico, la maga ingaggia Boyce, un cacciatore indurito dalla vita nelle terre perdute, un personaggio che Dave Bautista porta sullo schermo con la consueta presenza fisica e un'intensità drammatica inaspettata.Il viaggio dei due attraverso queste lande infestate costituisce il cuore pulsante della storia. Il paesaggio distopico, infestato da creature demoniache e attraversato da zeloti pronti a tutto in nome della loro fede, ricorda da vicino il mondo desolato attraversato da Roland Deschain nella saga di King. C'è lo stesso senso di decadenza, la stessa malinconia per un mondo che fu e non è più. Boyce stesso, come archetipo del cacciatore solitario dal passato oscuro, richiama la figura del pistolero, seppur in una chiave più muscolare e meno filosofica. Dall'altra parte, il legame con Resident Evil non si limita alla presenza del regista Paul W.S. Anderson e della sua musa cinematografica Milla Jovovich, già protagonista di quella saga videoludica portata sul grande schermo.
C'è una somiglianza strutturale più profonda: una protagonista femminile forte, segnata da un passato difficile, che deve farsi strada attraverso territori infestati da creature pericolose. La preferenza accordata all'azione e al fantastico rispetto al realismo crea un'esperienza viscerale, dove la magia si manifesta attraverso pistole doppie e scontri corpo a corpo tanto quanto attraverso incantesimi. Rispetto al Martin di Il trono di spade, In the Lost Lands rappresenta un cambio di registro netto. La storia è autoconclusiva, non parte di un mondo narrativo più ampio che richiede anni di lettura o visione per essere compreso. Il focus si sposta dal conflitto politico alla pura avventura, dalla guerra per il potere alla ricerca di sopravvivenza in un mondo ostile.
Ciò che sembra essere mancato è la capacità di tradurre efficacemente la visione letteraria di Martin in un linguaggio cinematografico coerente e coinvolgente. Il mondo delle Lost Lands, così come immaginato sulla pagina, ha perso la sua forza evocativa nel passaggio allo schermo, soffocato da una realizzazione tecnica inadeguata e da scelte narrative che non hanno reso giustizia al materiale originale. Nonostante l'accoglienza tiepida, In the Lost Lands merita comunque l'attenzione degli appassionati di fantasy e dei fan dell'autore americano. Ora che il film è disponibile su Prime Video, diventa più accessibile per chi vuole farsi una propria idea, libero dai condizionamenti delle recensioni negative. Nell'attesa della serie sulla Torre Nera, una storia più immediata, il film offre comunque uno sguardo su un lato meno noto della sua produzione letteraria.