Su Prime Video, c'è un film che voleva ispirarsi a Incontri Ravvicinati (ma non tutto è andato bene)
Il debutto alla regia di Eric Demeusy prometteva un omaggio ai classici sci-fi anni '80, ma purtroppo ha un problema enorme.
Quando un esperto di effetti speciali decide di mettersi dietro la macchina da presa, le aspettative sono alte. Eric Demeusy, il cui curriculum vanta contributi a produzioni di peso come Tron: Legacy e Stranger Things, sembrava avere tutte le carte in regola per confezionare un thriller di fantascienza degno di nota. Proximity, il suo debutto alla regia uscito nel 2020, prometteva di essere un omaggio ai classici dell'incontro ravvicinato, con quella patina nostalgica anni Ottanta che funziona sempre. Eppure, qualcosa è andato profondamente storto lungo il percorso.
La sequenza dell'abduction è uno dei pochi momenti in cui Proximity mostra il suo potenziale. Demeusy sfrutta la sua esperienza negli effetti visivi per creare un alieno filiforme che ricorda quelli di Signs, seguito dal tracking della telecamera che accompagna Isaac nella sua ascesa verso il disco volante. Il problema è che il ragazzo non riesce a filmare la navicella stessa prima che la videocamera vada in statico, un dettaglio che sembra più una svista narrativa che una scelta artistica. Gli effetti speciali restano il vero punto di forza: un pickup sollevato in aria e capovolto, esseri umani attratti verso l'alto da raggi traenti, una sequenza di inseguimento sul tetto di un vagone ferroviario ripresa in infrarossi.
Sono momenti visivamente accattivanti che ricordano perché Demeusy ha fatto carriera in quel settore. Ma circondare questi momenti con un cast di attori poco carismatici, una trama che si sgretola sotto il peso delle sue stesse contraddizioni e una durata di quasi due ore è una ricetta per il disastro. Il film abbandona troppo in fretta la sua premessa più forte: quella frenesia mediatica intorno a una prova apparentemente genuina di vita extraterrestre. C'era materiale per esplorare temi rilevanti come la diffusione virale delle informazioni, il rapporto tra verità e credibilità nell'era digitale, la fame di sensazionalismo dei media.
Per gli appassionati di fantascienza disposti a perdonare molte mancanze in cambio di qualche effetto speciale ben realizzato e di un'atmosfera volutamente retrò, Proximity (e questo film con Casey Affleck) potrebbe offrire un paio d'ore di intrattenimento leggero. Ma per chiunque cerchi una storia avvincente, personaggi credibili o anche solo una logica interna coerente, questo incontro ravvicinato con il cinema di Demeusy rischia di lasciare più domande che risposte, e non del tipo che stimola la riflessione.