FILM

Modernità, suggestioni d'infanzia e una Sicilia ancestrale, in questo commovente film italiano su Netflix

Gioia mia di Margherita Spampinato è su Netflix: il film italiano vincitore di 2 David di Donatello con Aurora Quattrocchi.

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Su Netflix è approdato uno degli esordi cinematografici più promettenti dell'ultimo periodo: Gioia mia di Margherita Spampinato. Un film che ha saputo conquistare critica e pubblico, portando a casa due prestigiosi David di Donatello per la Miglior regista esordiente e la Migliore attrice protagonista, Aurora Quattrocchi, oltre a una candidatura per la miglior sceneggiatura originale.

La pellicola rappresenta un gioiello del cinema italiano contemporaneo, un film commovente capace di raccontare con delicatezza e profondità l'incontro tra generazioni distanti, tra mondi agli antipodi che trovano un legame speciale nella memoria e nella bellezza del presente. Un'opera prima che affonda le radici nei ricordi personali della regista e che restituisce un ritratto vivido, costruito a piccoli passi, di un'Italia verista e a tratti nostalgica.

La storia ruota attorno a Nico, un bambino abituato alla tecnologia e ai ritmi frenetici della vita urbana, che si trova costretto a trascorrere l'estate in Sicilia dall'anziana zia Gela. L'arrivo nell'antico palazzo segna per il piccolo protagonista un vero e proprio shock culturale: niente WiFi per il suo telefono, nessuna televisione, solo ventagli al posto dell'aria condizionata e pareti tappezzate di statue e ritratti di Gesù e dei Santi.

Gela, interpretata magistralmente da Aurora Quattrocchi, appare inizialmente come una figura scorbutica, rigida e profondamente abitudinaria, con idee precise sull'educazione e il comportamento di un bambino. Tra le grandi stanze dalle tapparelle perennemente abbassate per difendersi dal sole cocente, riecheggiano rumori e suoni misteriosi che le vicine di casa, amiche e coetanee di Gela, attribuiscono ai sospiri degli spiriti. Sono convinte che Padre Felice dovrebbe benedire il palazzo per dare serenità alle anime inquiete e pensano addirittura che Nico abbia il dono della sensitività, visto che anche lui riesce a percepirli.

Il bambino dovrà adattarsi a un ritmo di vita completamente nuovo, fatto di regole rigide, sapori inediti e abitudini che non gli appartengono. Ma col passare dei giorni, il rapporto tra zia e nipotino comincia a trasformarsi. Gela gli insegna come comportarsi a tavola, trasmette le basi dei piatti della tradizione siciliana che definisce fondamentali, spiega l'importanza di un letto ben fatto, di lenzuola perfettamente stirate, dell'amore e del rispetto verso gli animali, in particolare verso il cagnolino Frank.

Nel frattempo, Nico incontra gli altri bambini del palazzo e fa amicizia con Rosa, interpretata da Martina Ziami. Mentre Gela e le amiche si ritrovano per giocare a carte e preparare insieme il pranzo della domenica, i due ragazzini si avventurano negli altri appartamenti a caccia di fantasmi, esplorando quegli spazi carichi di memoria e mistero. È proprio durante una di queste esplorazioni che, nella stanza di Gela, trovano una scatola piena di vecchie fotografie. La donna dapprima si arrabbia per l'intrusione, ma poi decide di raccontare a Nico la sua storia personale, svelando il significato profondo di quell'espressione che dà il titolo al film.

Questo intreccio di modernità, suggestioni d'infanzia e tradizioni crea un racconto di grande suggestione visiva e narrativa. Il film è arrivato nelle sale italiane l'11 dicembre 2025, distribuito da Fandango, ricevendo recensioni generalmente favorevoli con apprezzamenti per la regia, la sceneggiatura e le interpretazioni dei protagonisti. Ora, con l'approdo su Netflix, Gioia mia diventa accessibile a un pubblico ancora più vasto, pronto a lasciarsi incantare da questa delicata storia di formazione ambientata in una Sicilia ancestrale e bellissima.

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