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Montalbano, Vigata esiste davvero? La città della fiction nasconde una storia che pochi conoscono

Vigata esiste davvero? Da Porto Empedocle a Scicli e Punta Secca, ecco quali luoghi hanno ispirato Camilleri e dove è stata girata la fiction.

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Chiunque abbia seguito almeno una puntata de Il commissario Montalbano conosce Vigata, la cittadina siciliana in cui Salvo Montalbano conduce le sue indagini, incontra i suoi collaboratori e si ritrova puntualmente alle prese con delitti, misteri e personaggi indimenticabili. Ma c'è un particolare che molti spettatori potrebbero non conoscere: la Vigata dei romanzi di Andrea Camilleri e quella mostrata nella fiction con Luca Zingaretti non sono esattamente lo stesso luogo. Anzi, per ritrovare tutti gli scenari della serie bisognerebbe attraversare una parte considerevole della Sicilia, seguendo un percorso che comincia dalla città natale dello scrittore e arriva fino alle località diventate celebri grazie alla televisione.

Vigata nasce infatti dalla fantasia di Andrea Camilleri, ma non è affatto un luogo inventato da zero, e per immaginare la cittadina in cui ambientare le avventure del commissario, lo scrittore si ispirò soprattutto a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dove era nato nel 1925. Le strade, il porto, le atmosfere e persino alcuni personaggi delle sue storie affondano le radici nei ricordi della Sicilia della sua infanzia, trasformati attraverso la scrittura in un universo narrativo autonomo. Non si tratta però di una riproduzione fedele della città reale, visto che Camilleri costruì una Vigata letteraria, mescolando luoghi, esperienze e suggestioni provenienti anche da altre località dell'Agrigentino.

Lo stesso vale per Montelusa, il capoluogo immaginario che compare frequentemente nei romanzi e che richiama Agrigento. In questo modo, lo scrittore riuscì a creare una geografia riconoscibile e allo stesso tempo completamente personale, nella quale i lettori potevano ritrovare la Sicilia autentica senza essere vincolati a una mappa precisa. Il legame tra Vigata e Porto Empedocle è diventato talmente forte da aver prodotto una conseguenza piuttosto insolita. Nel 2003 il Comune decise di adottare Vigata come secondo nome della città, ottenendo il consenso dello stesso Camilleri.

Il commissario Montalbano, fonte: Rai

Per un periodo, dunque, il paese immaginario del commissario Montalbano è comparso persino nella denominazione e sui cartelli stradali della località siciliana. L'iniziativa aveva anche uno scopo turistico: permettere ai visitatori di riconoscere immediatamente il legame tra Porto Empedocle e il mondo dei romanzi. Ma c'è un altro dettaglio curioso: la decisione di utilizzare Vigata come secondo nome venne revocata nel 2009. Oggi la città conserva il nome di Porto Empedocle, anche se il suo rapporto con Camilleri rimane profondissimo. In via Roma, per esempio, si trova una statua dedicata proprio al commissario Montalbano.

A questo punto, però, arriva la vera sorpresa per chi conosce soprattutto la fiction televisiva. La Vigata che gli spettatori vedono sullo schermo non si trova a Porto Empedocle, perché la produzione scelse di girare gran parte della serie nella Sicilia sudorientale, soprattutto in provincia di Ragusa. Il regista Alberto Sironi e la produzione individuarono nei centri barocchi del Ragusano le ambientazioni ideali per dare un volto alla cittadina immaginata da Camilleri. Così, anziché ricostruire un'unica Vigata, decisero di comporla utilizzando edifici, piazze e paesaggi appartenenti a comuni differenti, ed il risultato è una città televisiva che sembra perfettamente coerente, ma che nella realtà è formata da luoghi anche piuttosto distanti tra loro.

Il commissariato di Vigata, per esempio, si trova a Scicli, una delle cittadine più affascinanti della provincia di Ragusa. L'edificio utilizzato per gli esterni è il municipio, situato in via Francesco Mormino Penna, mentre alcuni ambienti del palazzo sono stati impiegati anche per rappresentare gli uffici della questura. È uno dei luoghi più facilmente riconoscibili della serie, tanto da essere diventato una meta per gli appassionati. Le piazze e le strade in cui Montalbano passeggia o incontra i suoi concittadini appartengono invece, in numerosi casi, a Ragusa Ibla, il suggestivo quartiere storico della città.

Il commissario Montalbano, fonte: Rai

Le sue architetture barocche, i vicoli e gli scorci panoramici hanno contribuito a definire quell'atmosfera sospesa nel tempo che rappresenta uno degli elementi più caratteristici della fiction. Anche Modica e Ispica hanno prestato i propri scenari alla produzione, insieme ad altre località della Sicilia orientale. E chi ricorda la Mànnara, uno dei luoghi più inquietanti e riconoscibili delle indagini del commissario, potrebbe rimanere sorpreso nello scoprire che le scene sono state girate presso la Fornace Penna di Sampieri, un imponente complesso industriale abbandonato affacciato sul mare.

C'è poi un luogo che, forse più di ogni altro, è entrato nell'immaginario degli spettatori: la casa di Montalbano a Marinella, con la terrazza sul mare dalla quale il commissario osserva l'orizzonte e la spiaggia che raggiunge per le sue celebri nuotate mattutine. Anche Marinella è una località immaginaria, ma la casa esiste davvero. Si trova a Punta Secca, frazione marinara del comune di Santa Croce Camerina, sempre in provincia di Ragusa. L'edificio, affacciato direttamente sulla spiaggia, è diventato uno dei simboli più amati della serie, al punto che il borgo viene spesso associato al nome di Marinella dai turisti che arrivano per vedere dal vivo l'abitazione del commissario.

Il commissario Montalbano, fonte: Rai

Ed è proprio qui che si comprende meglio il lavoro compiuto dalla produzione. La casa di Montalbano, il suo commissariato e le piazze di Vigata non appartengono alla stessa città, eppure il montaggio televisivo riesce a trasformarli in un unico ambiente narrativo. Lo spettatore ha l'impressione che bastino pochi passi per spostarsi da un luogo all'altro, quando nella realtà potrebbe essere necessario percorrere diversi chilometri. La distinzione è quindi fondamentale: Porto Empedocle è soprattutto la Vigata di Andrea Camilleri, mentre Scicli, Ragusa Ibla, Punta Secca e gli altri centri del Ragusano compongono quella di Luca Zingaretti. Due interpretazioni dello stesso universo che, pur partendo da luoghi differenti, riescono a conservare un'identità comune.

E forse è proprio questo il segreto della città più famosa del commissario Montalbano. Vigata non esiste come singolo comune da cercare su una cartina, ma esiste nei ricordi di Camilleri, nei paesaggi della Sicilia e negli occhi di milioni di spettatori. Una città nata sulla pagina che la televisione ha trasformato in qualcosa di concreto, al punto da convincere molti che, da qualche parte, debba esserci davvero un cartello con scritto semplicemente: benvenuti a Vigata. E questa è soltanto una delle tante particolarità legate alla celebre fiction: Il commissario Montalbano nasconde infatti numerose curiosità che anche i fan più affezionati potrebbero non conoscere, tra retroscena, dettagli sorprendenti e piccoli segreti che hanno contribuito al successo della serie.

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