Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer, un'assistente racconta: "Trattata in modo orribile sul set"
Fin dal suo debutto su Netflix, la serie Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer di a ha suscitato reazioni negative sia da parte degli spettatori che dei familiari delle vittime. Ora si aggiungono a quest'ondata di criticità anche le dichiarazioni di un'assistente di produzione della serie che ha raccontato su Twitter la sua esperienza negativa sul set.
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"Ho lavorato a questo progetto ed ero una delle due persone di colore della troupe e continuavano a chiamarmi per nome", ha scritto. "Avevamo entrambi le trecce. Lei era scura di pelle e alta 1,75. Io sono alta 1,65. Lavorare a questa serie mi ha portato via tutto quello che avevo, perché sono stata trattata in modo orribile. Anche io ora guardo alle protagoniste nere in modo diverso". (Da allora Alsup ha reso privato il suo account Twitter).
Definendo la serie "uno dei peggiori show" in cui abbia mai lavorato come persona di colore, Alsup ha anche affermato che sul set non c'erano coordinatori per la salute mentale. Ha aggiunto: "Mi chiamavano sempre con il nome di qualcun'altra e l'unica altra ragazza di colore non mi somigliava affatto, e ho imparato i nomi di 300 comparse".
Alsup ha notato che le condizioni del luogo di lavoro sono migliorate durante le riprese del sesto episodio dello show, scritto da Janet Mock e diretto da Paris Barclay, entrambe persone di colore. Tuttavia, Alsup ha detto che, nel complesso, ha trovato l'esperienza "estenuante".
Il progetto composto da 10 puntate seguirà la storia vera dell’uomo che ha ucciso 17 persone, uomini e ragazzi, dal 1978 al 1991. La storia viene raccontata dalla prospettiva delle vittime di Dahmer ed esplora inoltre l’incompetenza della polizia del Wisconsin durante le indagini, situazione che ha permesso a Dahmer di continuare a uccidere.
Il cast della miniserie, prodotta e creata da Ryan Murphy e Ian Brennan, comprende anche Niecy Nash, Penelope Ann Miller, Shaun J. Brown, Colin Ford e Richard Jenkins.
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