Neill Blomkamp "incolpa" Chappie per il fallimento del suo film di Alien
Durante la promozione stampa del suo nuovo lungometraggio, Demonic, Neill Blomkamp torna a parlare dell'Alien che non ha mai girato
È stato proprio lui a dire del film, nel 2017, che:
Elysium è qualcosa che sento avrei potuto fare meglio. […] Ma mi piace ancora l’ambientazione che ho dato al film. L’idea della separazione tra le classi e di quell’anello separato da tutti gli altri è qualcosa che mi colpisce profondamente: in effetti, mi piacerebbe poter tornare indietro e fare un altro film ambientato nel mondo di Elysium, sarebbe una sfida. Credo che potrei fare un lavoro migliore nello stabilire le tematiche e nel rendere più chiare le motivazioni dei personaggi.
Ora però, in una recente intervista rilasciata dal regista al Guardian durante la promozione stampa del suo nuovo lungometraggio, Demonic, è proprio Chappie a finire sul banco degli imputati in merito al fallimento del progetto relativo al sequel di Aliens - Scontro finale cui Neill Blomkamp è stato collegato per diverso tempo.
L'Alien di Neill Blomkamp: il punto della situazione
Sono passati diversi anni da quando abbiamo appreso che Neill Blomkamp avrebbe girato un nuovo capitolo della saga di Alien interpretato da Sigourney Weaver che si sarebbe andato a collegare direttamente agli eventi di Aliens – scontro finale, il seminale film diretto da James Cameron.
Nella chiacchierata fatta dal filmmaker col Guardian scopriamo che, a suo modo di vedere, è stato proprio il fallimento di Chappie ad aver - forse - portato il suo illustre collega Ridley Scott a staccare la spina al tutto.
Game over man, game over!
Il regista sudafricano naturalizzato canadese spiega al quotidiano inglese:
È possibile che Ridley Scott abbia visto Chappie e abbia pensato che il tizio dietro alla macchina da presa di quel film non era in grado di dirigere un nuovo Alien.
Nell'intervista, il regista parla anche di Sigourney Weaver che, nel corso del tempo, si è prima lanciata, nel 2016, in un'accorata difesa di Chappie dalle pagine di Collider e poi, nel 2017, in un'altrettanto appassionata difesa dell'Alien di Blomkamp che, all'epoca, non era stato ancora cancellato, ma accantonato per via della precedenza accordata dall'allora 20Th Century Fox e da Ridley Scott ad Alien: Covenant:
Mi sento anche male per Sigourney perché era davvero convinta di quello che avevo intenzione di fare. Mi pareva che, per il pubblico che amava Alien, ci fosse l'opportunità di dare vita a un nuovo film della saga interpretato da Sigourney, qualcosa che avrebbe saziato la sete di quelle persone che erano alla ricerca di un qualcosa che stavo ricercando anche io. La cosa strana è che mi pareva davvero quello che la gente desiderava ed è bizzarro perché la Fox non era solita rifiutare l'opportunità di fare soldi.
Il filmmaker specifica anche che, da quella volta, non ha mai più parlato con Ridley Scott perché una simile esperienza non può dare spazio alla ricucitura di eventuali strappi e lacerazioni:
Non si torna indietro da esperienze come questa.