Nel cuore oscuro degli anni di piombo: su Netflix arriva Il Falsario, un viaggio tra depistaggi, violenza e verità negate

Il nuovo film Netflix con Pietro Castellitto attraversa gli anni più oscuri dell'Italia repubblicana.

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L’attesa intorno a Il Falsario cresce giorno dopo giorno, alimentata da un mix di curiosità, fascino storico e un protagonista che negli ultimi anni ha sta dimostrando tutto il suo talento.

Pietro Castellitto torna su Netflix con un ruolo che sembra cucito addosso alla sua energia irrequieta: quello di un artista geniale e pericoloso, capace di muoversi tra bellezza e inganno con la stessa naturalezza con cui altri respirano.

Il Falsario, un viaggio nelle ombre italiane

Il film, diretto da Stefano Lodovichi, affonda le radici nella Roma degli anni ’70, un periodo in cui la città era un crocevia di tensioni politiche, criminalità organizzata e misteri ancora oggi irrisolti. In questo scenario prende forma la storia di Toni, un giovane pittore arrivato nella capitale con il sogno di affermarsi nel mondo dell’arte. Il talento non gli manca, ma è la sua inclinazione a sfidare le regole – e a piegarle quando serve – a trasformarlo in qualcosa di diverso: un falsario straordinario, capace di replicare opere con una precisione quasi inquietante.

La sua ascesa non è solo artistica. Toni diventa presto una figura ambigua, un uomo che si muove tra poteri oscuri e organizzazioni che vedono nel suo talento un’arma preziosa. La Banda della Magliana, i NAR, le Brigate Rosse, persino i servizi segreti: tutti sembrano incrociare la sua strada, attratti da un uomo che non appartiene davvero a nessuno, ma che tutti vogliono usare per i loro piani. Il film non si limita a raccontare la sua vita, ma la trasforma in un viaggio dentro un’Italia sporca, contraddittoria, affascinante e pericolosa.

Castellitto interpreta Toni con una fisicità nervosa, quasi elettrica. Il suo personaggio vive in bilico tra genialità e autodistruzione, tra il desiderio di essere riconosciuto come artista e la consapevolezza che il suo talento trova spazio soprattutto nell’ombra. Accanto a lui si muove un cast ricco di volti noti del cinema italiano contemporaneo, da Giulia Michelini ad Andrea Arcangeli, fino a Claudio Santamaria ed Edoardo Pesce. Una squadra che contribuisce a dare corpo a un mondo in cui nessuno è davvero innocente e ogni scelta ha un prezzo.

Image courtesy of the official Netflix trailer.

Lodovichi costruisce un film che mescola thriller, noir e heist movie, mantenendo però un’anima profondamente italiana. La Roma degli anni di piombo non è solo sfondo, ma personaggio a sua volta: rumorosa, decadente, bellissima e crudele. Le sue strade, i suoi vicoli, i suoi palazzi diventano il teatro perfetto per una storia che parla di arte, potere e identità. La sceneggiatura di Sandro Petraglia aggiunge profondità a un racconto che non vuole limitarsi alla biografia di un falsario, ma esplorare il confine sottile tra verità e menzogna, tra ciò che appare e ciò che viene nascosto. Toni non è un eroe né un villain: è un uomo che cerca un posto nel mondo e finisce per trovarlo dove nessuno dovrebbe.

Il debutto su Netflix è fissato per il 23 gennaio, e tutto lascia pensare che Il Falsario sarà uno dei titoli italiani più discussi dell’anno. Un film che promette di unire intrattenimento e riflessione, ricostruzione storica e tensione narrativa, portando sullo schermo una figura tanto controversa quanto irresistibile.

Cover Photo: courtesy of the official Netflix trailer.

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