Netflix, la lista aggiornata di tutte le serie TV cancellate
La scure dell’algoritmo non risparmia nessuno: ecco l'elenco completo di tutte le serie TV cancellate da Netflix nel 2026
Siamo giunti al giro di boa del 2026 e il colosso di Los Gatos ha già aggiornato il suo personalissimo tassametro delle esecuzioni sommarie. Quando si parla di streaming, d'altronde, è impossibile non considerare le logiche spietate del puro business. E il successo di Netflix ormai si misura sulla rapidità nel ripulire i server dai rami secchi.
A farne le spese non sono necessariamente i prodotti peggiori, e purtroppo lo sappiamo bene. Anzi, la scure di questa prima metà dell'anno ha decapitato progetti che la critica aveva accolto con entusiasmo, il che conferma che il gusto del pubblico e le pretese della finanza viaggiano su binari drammaticamente paralleli.
Quando il pedigree non basta
L'esecuzione più clamorosa di questo inizio estate è senza dubbio The Boroughs. Prodotta dai Duffer Brothers (le menti dietro Stranger Things) e forte di un cast monumentale composto da Geena Davis, Alfred Molina e Bill Pullman, la serie fantascientifica ambientata in una comunità di pensionati vantava un roboante 97% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
Destino speculare ma con "colpe" diverse per The Abandons, il western crudo firmato da Kurt Sutter (Sons of Anarchy) con protagoniste Lena Headey e Gillian Anderson. Qui il disastro è stato completo. Un misero 32% della critica e ascolti da prefisso telefonico, aggravati dalle pubbliche lamentele dello showrunner contro la pretesa di Netflix di piegare l'identità artistica della serie ai voleri del famigerato algoritmo. Quando la rigidità aziendale incontra l'ego dei creatori, il finale è già scritto.
Ma se il live action piange, l'animazione d'autore non ride. Terminator Zero, l'ambizioso progetto sci-fi in otto episodi curato da Mattson Tomlin, è stato soppresso dopo una sola stagione. Nonostante un lodevole 87% di gradimento, lo show non è mai riuscito a scalare le posizioni della Top 10 globale, lasciando a metà un arco narrativo originariamente pianificato su cinque stagioni. Un vero peccato per chi sperava in un’evoluzione complessa della guerra contro Skynet.
Il quadro si chiude con l'addio silenzioso ad Alice in Borderland, che se non altro saluta dopo tre stagioni avendo esaurito il materiale originale dell'omonimo manga, e il naufragio di Miss Governor, la commedia di Tyler Perry affondata a causa di una bizzarra disputa legale sul titolo originale che ne ha polverizzato la già fragile identità di brand. Dietro le quinte, intanto, la mattanza prosegue lontano dai riflettori, con la cancellazione in blocco di format minori e reality sperimentali da Building the Band a Selling The City. Un'altra batosta, dunque, che si aggiunge alla lunga lista di quelle già avvenute in passato, anche traumatiche.