Nolan confessa ad Alberto Angela: "Sergio Leone e Pasolini hanno ispirato il mio Odissea"
Christopher Nolan rivela a Noos di Alberto Angela le influenze di Pasolini e Leone per The Odyssey. Intervista esclusiva sul kolossal ispirato al poema omerico.
Christopher Nolan ha scelto lo studio televisivo di Noos, il programma di divulgazione scientifica condotto da Alberto Angela su Rai 1, per svelare i retroscena del suo nuovo colossal cinematografico. Un incontro che ha fatto impazzire i social ancor prima della messa in onda, perché nessuno avrebbe mai immaginato di vedere il regista britannico premio Oscar dialogare con il più amato divulgatore italiano, in un confronto che ha mescolato archeologia, mitologia greca e segreti del set.
La puntata del 12 luglio 2026 che ha inaugurato la quarta stagione di Noos - L'avventura della conoscenza è stata un evento nell'evento. Da una parte Alberto Angela, erede spirituale di Piero e custode di quella tradizione divulgativa che ha fatto la storia della televisione italiana. Dall'altra Christopher Nolan e Matt Damon, impegnati nella promozione mondiale di Odissea, il film ispirato al poema omerico in arrivo nelle sale il 16 luglio. In mezzo, il Mediterraneo, Omero e un cavallo di Troia che il regista inseguiva da oltre vent'anni.
Alberto Angela ha aperto il dialogo con una domanda semplice e rivelatrice: qual è il primo ricordo legato all'Odissea. Nolan ha risposto con un flash di memoria infantile che svela molto del suo approccio al cinema: aveva quattro o cinque anni, era alla scuola elementare e stava assistendo a una messa in scena del cavallo di Troia. "E poi Ulisse con le sirene che tentavano di ammaliarlo. Credo che sia proprio questo il mio primo ricordo", ha raccontato il regista. Quel cavallo immaginato da bambino è diventato realtà più di quarant'anni dopo, ma il percorso per arrivarci è stato lungo e tortuoso.
"Adattare un testo al mondo contemporaneo è la sfida più importante. Non si tratta di seguire l'opera originale. Quello che si crea è un processo di immersione, leggendo più volte il testo, attraverso anche traduzioni diverse. Poi metto tutto da parte e inizio a scrivere affidandomi alla memoria". - Christopher Nolan
Eppure, durante il lavoro di scrittura, Nolan ha fatto una scoperta che lo ha sorpreso: temi che inizialmente sembravano lontani dai valori contemporanei, in realtà sono vicinissimi. L'esempio più evidente è il principio del trattare gli altri come vorresti essere trattato tu stesso, un concetto che attraversa l'Odissea e che resta attuale dopo tremila anni. "I valori sono rimasti gli stessi di allora. Omero continua ad affascinare perché parla di verità umane universali", ha spiegato il regista.
Matt Damon, protagonista del film nel ruolo di Ulisse, ha portato una prospettiva diversa ma complementare. "Il motivo per cui quest'opera continua a vivere ai giorni nostri è perché continua a parlare dell'uomo. È una storia che è alla base di ogni storia che raccontiamo", ha detto all'intervistatore. Secondo l'attore, ogni persona può trovare nell'Odissea una lettura personale a seconda del momento della vita in cui si avvicina al testo. C'è chi vi vede una storia di guerra, chi di famiglia, chi di amore o di ritorno a casa. Damon ha raccontato un aneddoto significativo: un veterano di guerra presente nella troupe ha definito l'Odissea il migliore testo che abbia mai letto sul disturbo da stress post-traumatico.
"Tempo fa ho visto una copia de Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini e sono rimasto molto colpito dall’idea sua di prendere quella storia e semplicemente mettersi la macchina da presa in spalla, camminare e scoprire la realtà mentre gli si rivela. Mi ha colpito soprattutto il mondo così concreto, accessibile e autentico che descrive in continuo contrasto tra l’intimità di quei meravigliosi dettagli e la dimensione epica dell’insieme". - Christopher Nolan
Ma la vera rivelazione dell'intervista è arrivata quando il discorso si è spostato sulle influenze cinematografiche. Nolan ha confessato di essersi ispirato a due maestri del cinema italiano che sulla carta sembrerebbero lontanissimi dal suo universo estetico: Pier Paolo Pasolini e Sergio Leone. Un'ammissione che ha stupito molti, considerando che stiamo parlando di un kolossal da centinaia di milioni di dollari prodotto da una major hollywoodiana.
L'influenza di questi maestri si riflette nell'approccio produttivo scelto da Nolan per Odissea. Il regista ha spiegato ad Angela che il viaggio è stato il punto di partenza concettuale del film. "Ci siamo chiesti cosa volesse dire, per quei tempi, affrontare un viaggio del genere. Così abbiamo trovato una nave, abbiamo cercato di capire il mare, e come vestissero le persone". La troupe e gli attori hanno vissuto un'esperienza immersiva estrema: hanno imparato a remare, a issare le vele, trasformandosi in un vero equipaggio. Nolan ha potuto così posizionare la macchina da presa a bordo e filmare la verità, come se stesse girando un documentario."Sergio Leone, con i suoi western incredibilmente stilizzati, ha avuto per me una grande influenza. Il ritorno a Itaca doveva in qualche modo richiamare il cinema di Leone, l’idea della fattoria, il modo in cui viene inquadrata mentre i cattivi si radunano… Stavamo chiaramente pensando a C’era una volta il West, soprattutto alla scena iniziale quando senti le cicale che si fermano e cala quel silenzio tutto intorno alla fattoria. Abbiamo cercato di evocare proprio quel riferimento". - Christopher Nolan
È esattamente questo approccio semi-documentaristico che richiama il metodo di Pasolini, capace di usare attori non professionisti e ambientazioni reali per costruire mondi antichi credibili. "Abbiamo realizzato il film interamente fuori dagli studi", ha ribadito Nolan. Una scelta produttiva coraggiosa per un progetto di questa portata, che ha portato cast e troupe a viaggiare per mesi attraverso il Mediterraneo e oltre: Sicilia, Grecia, Marocco, Islanda, Scozia.
Matt Damon ha confermato che si è trattato del lavoro fisicamente più impegnativo della sua carriera. "È stato un lavoro 24 ore su 24. Sicuramente è stato il lavoro più duro fatto fino ad ora. Ma è stato davvero entusiasmante e gratificante". Quando sei in mezzo al mare, su una nave vera, dipendi da sconosciuti per acqua, cibo, riparo, esattamente come gli antichi navigatori. Questa dimensione di vulnerabilità e autenticità traspare dalle prime immagini mostrate in anteprima durante Noos.
Alberto Angela ha chiesto ai suoi ospiti quale fosse il luogo in cui hanno sentito maggiormente la presenza di Omero. La risposta di Nolan è stata immediata e ha riempito di orgoglio il pubblico italiano: "Favignana. Siamo stati per settimane lì in Sicilia e abbiamo girato sulla spiaggia e su varie coste dell'isola. Era impossibile non pensare al Mediterraneo, c'è una connessione profonda". La piccola isola delle Egadi è diventata così uno dei set principali di uno dei film più attesi dell'anno, un riconoscimento del valore paesaggistico e culturale del nostro territorio.
Per Matt Damon, invece, il luogo più memorabile è stato la grotta di Zeus in Grecia, il punto in cui secondo la tradizione sarebbe nato il padre degli dei. "Un posto diverso da qualsiasi luogo abbia mai visto prima, difficile, angusto, eravamo circondati da api. Lavorare in questo modo crea connessioni diverse e poi ovviamente c'è un tasso di imprevedibilità molto alto". Parole che confermano come il set di The Odyssey sia stato più un'avventura antropologica che una normale produzione cinematografica.
L'intervista trasmessa su Noos ha segnato il ritorno trionfale di Alberto Angela in prima serata dopo la pausa estiva. Il programma, erede spirituale del Superquark di Piero Angela, continua a raccogliere consensi tra chi cerca contenuti di qualità in televisione. Intanto Odissea si prepara a uscire nelle sale cinematografiche il prossimo 16 Luglio 2026. Il cast stellare comprende, oltre a Matt Damon nei panni di Ulisse, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson, Anne Hathaway, Lupita Nyong'o e Charlize Theron. Un ensemble di superstar che raramente si vede riunito in un unico progetto, come già visto in Oppenheimer. Proprio Tom Holland ha fatto discutere nelle settimane scorse per una presunta gaffe durante la promozione del film, quando avrebbe lasciato intendere dettagli sul finale, scatenando l'ira dei fan più puristi.