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"Non censureremo la libertà di parola" George Clooney difende Mark Ruffalo a Venezia 2026

George Clooney riceve il Leone d'Oro a Venezia e difende Mark Ruffalo sulla libertà di espressione. Critiche alla fusione Paramount-Warner Bros e all'IA.

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L'arte imita la vita, o forse è il contrario. George Clooney torna al Festival di Venezia, questa volta non con un film ma per ricevere il Leone d'Oro alla carriera. Un riconoscimento che arriva esattamente un anno dopo la sua presenza al Lido con Jay Kelly, pellicola in cui interpretava, guarda caso, una star hollywoodiana invecchiata che viaggia in Italia per ritirare un premio alla carriera. La realtà supera la finzione, ancora una volta.

Durante la conferenza stampa di mercoledì mattina, prima della cerimonia ufficiale, l'attore sessantacinquenne non si è limitato a ringraziamenti di circostanza, ma ha affrontato temi scottanti: dallo stato della politica americana all'intelligenza artificiale, dalla libertà di stampa alla controversa fusione tra Paramount e Warner Bros. E soprattutto, ha preso posizione in difesa di Mark Ruffalo.

George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia 83 - ©Giulia Parmigiani

Il collega dei Marvel Studios è finito nell'occhio del ciclone dopo che Paramount lo ha accusato di utilizzare "termini antisemiti" in seguito alle sue dichiarazioni contro il deal tra i due colossi hollywoodiani. Ruffalo aveva attaccato duramente l'operazione, sia per le potenziali conseguenze sull'industria cinematografica sia per questioni politiche legate alla famiglia Ellison. David Ellison, CEO di Paramount Skydance, è finito nel mirino dell'attore che lo ha accusato di complicità nel "genocidio" contro i palestinesi.

"Sostengo la capacità di Mark Ruffalo di parlare liberamente. È ridicolo. Non censureremo la libertà di parola. Credo nella libertà di espressione anche quando sono completamente in disaccordo con essa. Questo è importante. Anzi, fa parte del funzionamento della democrazia". - George Clooney

Una dichiarazione che suona particolarmente significativa in un momento storico in cui il dibattito sui limiti della libertà di parola si fa sempre più acceso, specialmente quando tocca temi sensibili come il conflitto israelo-palestinese. Clooney, pur non entrando nel merito delle posizioni specifiche di Ruffalo, ha scelto di difendere il principio fondamentale: il diritto di esprimersi, anche quando le opinioni non sono condivise.

George Clooney arriva alla Mostra del cinema di Venezia 83 - ©Giulia Parmigiani

Ma l'attore non si è fermato qui, sulla fusione Paramount-Warner Bros. Sulla stessa operazione che ha scatenato le polemiche, Clooney ha espresso forti perplessità. "È una cosa complicata e non so come andrà a finire", ha ammesso con franchezza. "Non vedo come questa fusione possa avere senso dal punto di vista finanziario per le persone che stanno cercando di realizzarla. Vedremo. Mi preoccupo sempre quando una grande azienda ne ingoia un'altra".

La preoccupazione dell'attore è concreta, umana, legata alle conseguenze reali che queste mega operazioni finanziarie hanno sulla vita delle persone. "Mi preoccupo sempre quando grandi compagnie si consolidano perché significa che molte persone perderanno il lavoro", ha aggiunto. Un tema che in Italia, con la sua storia di crisi industriali e delocalizzazioni, risuona con particolare forza.

George Clooney in arrivo alla Mostra del cinema di Venezia 83 - ©Giulia Parmigiani

Il Leone d'Oro a Clooney non è certo immeritato. La sua carriera è un percorso che attraversa decenni e generi, dalla televisione al cinema d'autore, dalle commedie agli impegni civili. Tutto è iniziato con "ER", la serie che lo ha reso una star negli anni Novanta, per poi evolversi in una filmografia che include capolavori come "Syriana", "O Brother Where Art Thou", "Up in the Air" e naturalmente la trilogia di "Ocean's". Senza dimenticare il suo lavoro da regista, da "Good Night, and Good Luck" fino al recente "The Boys in the Boat" del 2023.

Il rapporto di Clooney con Venezia è lungo e profondo. La prima volta era il 1998 con "Out of Sight" di Steven Soderbergh. Poi sono arrivati "Good Night, and Good Luck" nel 2005, "Michael Clayton" nel 2007, "Gravity" nel 2013, "Suburbicon" nel 2017, "Wolfs" nel 2024 e "Jay Kelly" nel 2025. Quest'ultimo gli era costato una sinusite che lo aveva costretto a saltare la conferenza stampa. Stavolta è arrivato in perfetta forma, pronto a godersi il suo momento di gloria lagunare.

Ma l'attore ha anche lanciato un teaser per i fan. C'è in programma un nuovo capitolo della saga Ocean's con Brad Pitt e Matt Damon. "Farei qualsiasi cosa con loro", ha confessato con entusiasmo. "Appena riusciamo a far combaciare le nostre agende, gireremo". Una promessa che scalda il cuore degli appassionati di heist movie e che dimostra come, nonostante i Leone d'Oro e i riconoscimenti alla carriera, George Clooney abbia ancora voglia di divertirsi facendo cinema.

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