Paramount e Warner Bros. fanno la storia di Hollywood, Ellison dopo la fusione: “Oggi è un giorno storico”
Paramount e Warner Bros. sono ufficialmente sotto lo stesso tetto: completata la maxi operazione guidata da David Ellison, che promette di cambiare per sempre Hollywood.
È ufficialmente iniziata una nuova era per Hollywood, visto che dopo mesi di trattative, battaglie legali e ostacoli regolatori, Paramount e Warner Bros. Discovery sono ora ufficialmente parte della stessa compagnia: la maxi operazione guidata da David Ellison è stata completata nella giornata i oggi del 6 ottobre 2026, dando vita a uno dei più grandi colossi dell'intrattenimento mondiale.
Il risultato è un catalogo difficilmente paragonabile a quello di qualsiasi altra major, visto che nella nuova Skydance convivono proprietà e franchise come Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Game of Thrones, DC, Mission: Impossible, Top Gun e Yellowstone, oltre agli studi Paramount Pictures e Warner Bros., HBO, CBS, CNN, Nickelodeon, Cartoon Network e numerosi altri marchi. Sul fronte streaming, inoltre, finiscono nella stessa famiglia HBO Max e Paramount+.
A guidare il nuovo gigante rimane David Ellison, presidente e CEO di Skydance, affiancato nel ruolo di co-CEO da Ynon Kreiz, reduce da diversi anni alla guida di Mattel. La divisione dei compiti è già stata delineata: Ellison manterrà il controllo sulla strategia generale, sulle attività creative e sulla tecnologia, mentre Kreiz sarà maggiormente concentrato sulle operazioni quotidiane e soprattutto sull'integrazione delle due gigantesche strutture.
L'ultimo grande ostacolo è stato superato grazie a un accordo che prevede, tra le altre cose, maggiori investimenti nella produzione cinematografica americana, sostegno ai lavoratori che potrebbero essere colpiti dalla fusione e una serie di impegni sulla distribuzione nelle sale. Skydance si è inoltre impegnata a distribuire almeno 30 film all'anno nelle sale cinematografiche per i prossimi due anni, cifra destinata a salire a 32 nei tre successivi. Un dettaglio particolarmente importante in un momento in cui il futuro dell'esperienza cinematografica tradizionale continua a essere uno dei grandi temi dell'industria.
Resta naturalmente da capire cosa significherà tutto questo sul lungo periodo per gli studi coinvolti e, soprattutto, per lavoratori e produzioni. La nuova società punta infatti a ottenere circa 6 miliardi di dollari di risparmi, e l'integrazione di due gruppi di queste dimensioni potrebbe inevitabilmente portare a riorganizzazioni e tagli.