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Perché Carlo Acutis è diventato santo? La risposta è nella sua storia e in due miracoli

Il mio nome è Carlo racconta la vita di Carlo Acutis: ecco perché è diventato santo e quali sono i due miracoli riconosciuti dalla Chiesa.

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Carlo Acutis aveva soltanto 15 anni quando morì il 12 ottobre 2006 a causa di una leucemia fulminante. Meno di vent'anni dopo, il ragazzo appassionato di informatica e Internet è diventato uno dei santi più giovani e conosciuti della Chiesa cattolica contemporanea. Ma perché Carlo Acutis è stato proclamato santo? Una domanda destinata a tornare d'attualità anche grazie a Il mio nome è Carlo, il film TV diretto da Giacomo Campiotti che racconta la sua storia e che andrà in onda domenica 27 settembre 2026 in prima serata su Canale 5.

A interpretare Carlo è Samuele Carrino, affiancato nel cast da Lucia Mascino, in un racconto liberamente e parzialmente ispirato alla vita del giovane e a fatti realmente accaduti. La risposta alla domanda sulla sua santità, però, non riguarda soltanto i due miracoli attribuiti alla sua intercessione, visto che il percorso che ha portato alla canonizzazione è iniziato dall'esame della sua vita, della sua fede e di quelle che la Chiesa ha riconosciuto come virtù cristiane vissute in grado eroico.

Nato a Londra il 3 maggio 1991 da genitori italiani e cresciuto a Milano, Carlo ebbe fin da bambino un rapporto particolarmente intenso con la fede. Dopo la Prima Comunione, ricevuta a sette anni, l'Eucaristia diventò uno dei punti centrali della sua vita, ma Carlo era allo stesso tempo un ragazzo perfettamente immerso nella propria epoca. Amava i computer, Internet e i videogiochi e utilizzò proprio le sue conoscenze informatiche per realizzare progetti dedicati alla fede, tra cui una raccolta online sui miracoli eucaristici avvenuti nel mondo.

Carlo Acutis, fonte: YouTube

Una combinazione che negli anni gli è valsa anche definizioni come “patrono di Internet” e, soprattutto dopo la canonizzazione, quella di primo santo millennial. Accanto alla tecnologia c'era però anche un'altra parte importante della sua quotidianità, visto che Carlo aiutava persone senza fissa dimora e famiglie in difficoltà e utilizzava parte dei propri risparmi per chi aveva bisogno. Quando nel 2006 si ammalò di leucemia mieloide acuta, le sue condizioni precipitarono rapidamente e morì all'ospedale San Gerardo di Monza il 12 ottobre, a soli 15 anni.

La fama di santità che iniziò a circondare la sua figura portò alcuni anni più tardi all'apertura ufficiale della causa di beatificazione. Nel 2018 Papa Francesco autorizzò il decreto con cui venivano riconosciute le sue virtù eroiche, permettendo a Carlo di essere dichiarato Venerabile. Per arrivare alla beatificazione, però, era necessario anche il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Il caso arrivò dal Brasile e riguardava Matheus Vianna, un bambino affetto da una grave malformazione congenita del pancreas che gli provocava vomito continuo e una pesante forma di malnutrizione.

La famiglia aveva pregato chiedendo l'intercessione di Carlo e il bambino entrò in contatto con una sua reliquia durante una celebrazione a Campo Grande, in Brasile. La successiva guarigione venne sottoposta all'esame della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel 2019 la Consulta Medica giudicò la guarigione rapida, completa, duratura e scientificamente inspiegabile. Successivamente i teologi riconobbero il legame tra le preghiere rivolte a Carlo e quanto accaduto, con Papa Francesco che autorizzò quindi il decreto sul miracolo nel febbraio 2020 e il 10 ottobre dello stesso anno Carlo Acutis venne proclamato Beato ad Assisi. Ma per arrivare alla canonizzazione serviva un secondo miracolo.

Questa volta la storia conduce in Italia e riguarda Valeria Valverde, una giovane costaricana che studiava a Firenze. Nel luglio 2022 la ragazza rimase coinvolta in un gravissimo incidente in bicicletta, riportando un trauma cranico e un'emorragia cerebrale. Le sue condizioni erano estremamente serie e fu necessario un intervento chirurgico. La madre della ragazza raggiunse Assisi e pregò sulla tomba di Carlo Acutis chiedendo la sua intercessione per la figlia e proprio quel giorno Valeria iniziò a respirare autonomamente. Nelle ore e nei giorni successivi cominciò a muoversi e a recuperare la parola, mentre gli esami mostrarono successivamente la scomparsa dell'emorragia.

Anche questa guarigione venne esaminata secondo l'iter previsto dalla Chiesa. Nel 2024 i consultori teologi e successivamente cardinali e vescovi del Dicastero delle Cause dei Santi riconobbero l'evento come un miracolo attribuito all'intercessione di Carlo Acutis. Papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto il 23 maggio 2024, aprendo definitivamente la strada alla canonizzazione. La cerimonia avrebbe dovuto svolgersi inizialmente il 27 aprile 2025, durante il Giubileo degli Adolescenti, ma venne rinviata in seguito alla morte di Papa Francesco.

A stabilire la nuova data fu Papa Leone XIV: Carlo Acutis è stato proclamato santo il 7 settembre 2025 in Piazza San Pietro, insieme a Pier Giorgio Frassati. I due miracoli hanno quindi avuto un ruolo fondamentale nel processo, ma dire che Carlo Acutis sia diventato santo semplicemente perché avrebbe “compiuto due miracoli” sarebbe riduttivo. Nella prospettiva della Chiesa cattolica, infatti, i miracoli sono stati riconosciuti come avvenuti per la sua intercessione presso Dio, non come azioni compiute direttamente da Carlo. Il processo ha valutato prima di tutto la sua vita e le sue virtù, per poi esaminare separatamente le guarigioni attribuite alla sua intercessione.

È anche per questo che la sua figura ha avuto una risonanza così particolare tra i più giovani, visto che Carlo non era un sacerdote o un religioso e non aveva abbandonato la quotidianità della propria generazione: usava Internet, giocava ai videogiochi e coltivava la propria passione per l'informatica, cercando contemporaneamente di mettere la fede al centro della propria vita. Una storia che adesso Il mio nome è Carlo proverà a portare anche davanti al grande pubblico televisivo, raccontando il ragazzo prima ancora del santo. Perché dietro l'immagine diventata celebre in tutto il mondo c'era innanzitutto un adolescente cresciuto tra scuola, amici, computer e passioni molto simili a quelle di tanti suoi coetanei.

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