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Pierluigi Diaco rischia il licenziamento dopo il caso Ravagnani? Cosa può decidere davvero la Rai

Pierluigi Diaco rischia il posto dopo le polemiche per l'intervista ad Alberto Ravagnani? Ecco cosa prevedono il contratto e le regole della Rai.

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Le scuse ufficiali della Rai non sembrano essere bastate a spegnere le polemiche intorno a Pierluigi Diaco e all'intervista ad Alberto Ravagnani, andata in onda il 3 novembre durante BellaMà. Dopo le critiche di Milly Carlucci, gli esposti presentati alle autorità competenti e le numerose richieste di provvedimenti comparse sui social, adesso emerge un interrogativo destinato a far discutere: il conduttore rischia davvero di perdere il proprio posto in Rai? La risposta è meno scontata di quanto si potrebbe immaginare, soprattutto perché la posizione contrattuale di Diaco è diversa da quella di un normale dipendente dell'azienda.

A riaccendere il dibattito è stata proprio la decisione della Rai di intervenire pubblicamente sulla vicenda, visto che venerdì 6 novembre 2026, Angelo Mellone, direttore dell'Intrattenimento Day Time, ha diffuso una nota ufficiale nella quale l'azienda ha espresso rammarico per quanto accaduto, rivolgendo le proprie scuse ad Alberto Ravagnani e ai telespettatori. Nel comunicato, alcuni passaggi dell'intervista sono stati giudicati “non adeguati ed eccessivi”, soprattutto rispetto ai principi di rispetto ed equilibrio che dovrebbero caratterizzare il servizio pubblico. Una presa di posizione significativa, arrivata dopo giorni di discussioni che hanno coinvolto non soltanto i protagonisti della vicenda, ma anche altri volti della televisione italiana.

Il caso era esploso martedì 3 novembre, quando Diaco aveva ospitato a BellaMà l'ex sacerdote Alberto Ravagnani, attualmente concorrente di Ballando con le Stelle. Durante la conversazione, il giornalista aveva rivolto all'ospite diverse domande sulla sua vita privata e riguardanti la sfera intima, insistendo anche quando quest'ultimo aveva manifestato apertamente il proprio disagio. Le immagini avevano provocato numerose reazioni sui social, con diversi spettatori che avevano criticato il comportamento del conduttore e chiesto un intervento dei vertici Rai.

Alberto Ravagnani e Pierluigi Diaco, fonte: YouTube

Ma Pierluigi Diaco può essere effettivamente licenziato per quanto accaduto? Come spiegato da Fanpage, bisogna innanzitutto chiarire un aspetto fondamentale: Diaco non è un dipendente Rai assunto con un ordinario contratto di lavoro subordinato, ma collabora con l'azienda attraverso un contratto legato alla conduzione del programma. Questa distinzione cambia sensibilmente il quadro delle possibili conseguenze. Il licenziamento, infatti, è un provvedimento che riguarda il rapporto tra un datore di lavoro e un dipendente, ma nel caso di un conduttore legato all'emittente da un accordo professionale, le eventuali decisioni possono riguardare la risoluzione anticipata del contratto oppure il mancato rinnovo alla sua scadenza.

Non significa che la Rai non possa intervenire, ma che gli strumenti contrattuali e le condizioni necessarie sarebbero differenti. Per interrompere anticipatamente una collaborazione, inoltre, non basta necessariamente che un comportamento abbia provocato numerose polemiche. Bisognerebbe valutare le clausole effettivamente previste dall'accordo e l'eventuale presenza di un inadempimento sufficientemente grave da giustificare la risoluzione. Il contenuto integrale del contratto di Diaco non è pubblico e, di conseguenza, non è possibile stabilire con certezza quali provvedimenti sarebbero concretamente applicabili.

C'è però un altro dettaglio importante, contenuto proprio nella nota con cui la Rai ha chiesto scusa, dato che l'azienda ha criticato i toni utilizzati durante l'intervista, senza mettere in discussione il diritto del conduttore di rivolgere domande anche particolarmente difficili. Angelo Mellone ha infatti ribadito la legittimità del confronto giornalistico, sottolineando contemporaneamente la necessità di rispettare la dignità delle persone intervistate, evitando di sottoporle a pressioni eccessive. Una posizione che distingue le modalità con cui Diaco ha gestito la conversazione dalla possibilità, in linea generale, di affrontare argomenti delicati durante un'intervista.

Alberto Ravagnani e Pierluigi Diaco, fonte: YouTube

Per il momento, quindi, non risultano annunciati provvedimenti contrattuali nei confronti del conduttore, né una decisione ufficiale riguardante la sospensione o la cancellazione di BellaMà. La situazione potrebbe però avere ulteriori sviluppi, soprattutto considerando le iniziative avviate dalle associazioni dei consumatori. Il Codacons e l'Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi hanno infatti presentato un esposto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al Garante per la Privacy, alla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai e al Consiglio di amministrazione dell'azienda. Le associazioni chiedono di verificare se durante l'intervista siano state rispettate le regole relative alla riservatezza e alla dignità personale, con particolare attenzione alle domande riguardanti la sfera intima dell'ospite.

Le richieste avanzate sono particolarmente significative: sospendere temporaneamente BellaMà fino al completamento degli accertamenti e sollecitare le dimissioni di Pierluigi Diaco. Qualora il conduttore non decidesse di lasciare spontaneamente l'incarico, le associazioni invitano inoltre i vertici Rai a valutare un'eventuale revoca e gli strumenti contrattuali disponibili. Si tratta, naturalmente, di richieste e non di decisioni già adottate. La presentazione di un esposto non equivale infatti all'accertamento di una violazione, né comporta automaticamente conseguenze sul rapporto professionale tra il conduttore e la Rai. Un altro elemento riguarda la fascia oraria della trasmissione.

BellaMà va in onda nel pomeriggio su Rai 2, un momento della programmazione televisiva nel quale la tutela del pubblico più giovane assume particolare importanza. Secondo le contestazioni avanzate, proprio la natura di alcune domande rivolte a Ravagnani potrebbe richiedere ulteriori verifiche da parte degli organismi competenti. Anche in questo caso, tuttavia, le eventuali valutazioni dell'Agcom riguarderebbero anzitutto le responsabilità dell'emittente, mentre le possibili conseguenze per Diaco sul piano professionale richiederebbero un'analisi distinta. Nel frattempo, Milly Carlucci ha accolto positivamente le scuse della Rai, definendo le parole di Angelo Mellone “molto sagge” durante il suo intervento a La vita in diretta.

Alberto Ravagnani e Pierluigi Diaco, fonte: YouTube

La conduttrice ha ribadito la vicinanza della produzione di Ballando con le Stelle ad Alberto Ravagnani, spiegando quanto possa essere difficile affrontare situazioni del genere per una persona che non ha ancora una lunga esperienza nel mondo dello spettacolo. Diaco, invece, aveva precedentemente difeso il proprio operato, sostenendo di aver svolto un'intervista giornalistica e rivendicando la possibilità di affrontare anche argomenti personali. Ma quale potrebbe essere, a questo punto, il futuro di Pierluigi Diaco in Rai? Secondo la ricostruzione di Fanpage, al momento non sarebbe previsto un provvedimento nei suoi confronti.

La nota di Mellone potrebbe rappresentare un tentativo di ridimensionare la controversia, pur riconoscendo gli aspetti problematici dell'intervista. Il vero momento decisivo potrebbe arrivare successivamente, quando l'azienda dovrà valutare il futuro di BellaMà e l'eventuale rinnovo del contratto del suo conduttore. Una decisione che potrebbe tenere conto di diversi elementi, tra cui i risultati del programma, le valutazioni editoriali e il rapporto professionale con l'azienda. Per adesso, dunque, Pierluigi Diaco non è stato licenziato e non risulta una decisione ufficiale per interrompere la sua collaborazione con la Rai.

Le richieste di dimissioni e gli esposti rimangono sul tavolo, soprattutto dopo l'intervento dei giornalisti dell'azienda, ma sarà necessario attendere gli eventuali sviluppi istituzionali e le future scelte dei vertici aziendali. Dopo giorni di tensioni, il caso potrebbe quindi avviarsi verso una conclusione sul piano televisivo, mentre resta ancora aperta la questione degli accertamenti richiesti dalle associazioni. E proprio il futuro di BellaMà potrebbe diventare il prossimo capitolo di una vicenda che ha già provocato uno scontro senza precedenti recenti tra due programmi della stessa azienda.

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