Questo film con Bruce Willis su Netflix non è il flop che tutti pensano (e ha una rivincita in streaming)
Questo film su Netflix merita una rivalutazione critica a più di 30 anni dal flop. Scopri perché il film con Bruce Willis non è il disastro che tutti pensano.
Novanta milioni di dollari bruciati al botteghino. Nomination ai Razzie Awards come uno dei peggiori film del decennio. Una reputazione così tossica che persino Richard E Grant, uno dei protagonisti, lo ha definito "un mucchio fumante di escrementi d'asino", aggiungendo che chiunque lo apprezzi è "un idiota". Eppure Hudson Hawk - Il mago del furto, il bizzarro action-comedy del 1991 con Bruce Willis disponibile su Neflix, continua a raccogliere una schiera di difensori appassionati che ne rivendicano il valore nascosto. Questa non è la classica difesa d'ufficio di un film di culto. È una rivalutazione critica che merita attenzione, soprattutto ora che tre decenni ci separano dall'isteria mediatica che accompagnò l'uscita del film. Perché dietro il clamoroso insuccesso commerciale si nasconde un'opera troppo creativa, troppo affascinante e troppo audace per meritare l'infamia che l'ha accompagnata.
Concepito dallo stesso Willis, al suo unico credito come sceneggiatore insieme al suo vecchio amico musicista Robert Kraft, Hudson Hawk è strutturato come una fiaba, completo di libro delle favole che apre e chiude la narrazione. La sottile ironia è che questa è davvero una favola: assurda, pretenziosa, ma indiscutibilmente intrattenente. La critica del tempo non colse, o non volle cogliere, questa volontaria esagerazione stilistica. Grant e Bernhard non stanno semplicemente recitando in modo sopra le righe: stanno divorando letteralmente ogni singolo elemento scenografico, prop dopo prop. Willis e Aiello sembrano una versione postmoderna di Martin e Lewis mescolati con Dick Dastardly e Muttley, costruendo un cameratismo basato su battute argute.
Un elemento particolarmente degno di nota sono i due numeri musicali swing in cui Willis e Aiello sincronizzano i loro colpi cronometrandoli su classici standard della musica pop americana. È insensato, certo, ma straordinariamente divertente mentre i due attori esibiscono un fascino da Rat Pack, emulando Frank Sinatra e Dean Martin. Questi momenti ci ricordano anche l'abilità comica ormai dimenticata di Willis, quella che aveva affinato in Moonlighting. Dal punto di vista tecnico, il lavoro del compositore Michael Kamen e della sua troupe è impressionante. La fotografia abilmente eseguita di Dante Spinotti conferisce alle location romane un'atmosfera propriamente operistica, mentre la colonna sonora jazzata di Kraft e Kamen ha una scorrevolezza rilassata, con il tema di Hawk fastidiosamente orecchiabile.