Questo film in tendenza su Netflix riporta in vita gli slasher anni 2000 che hai sempre amato di nascosto
Questo film di Eli Craig riporta in vita gli slasher anni 2000 con eliminazioni creative e horror-comedy.
C'è stato un periodo, tra la metà degli anni 2000 e l'inizio dei 2010, in cui gli slasher horror proliferavano come funghi dopo la pioggia. Remake di classici come Friday the 13th con Danielle Panabaker, House of Wax con Paris Hilton, il Nightmare on Elm Street con Rooney Mara ancora sconosciuta, gli Halloween di Rob Zombie. E poi c'erano quelli che trovavi in seconda serata su Italia 1 o su qualche canale via cavo: Wrong Turn, Stay Alive, Saw, Hostel, Sorority Row. Non erano necessariamente capolavori, ma li amavi lo stesso. Avevano qualcosa di trasgressivo, o almeno così sembrava quando li guardavi nascosto dai tuoi genitori. Clown in a Cornfield, diretto da Eli Craig e in tendenza su Netflix, riporta in vita esattamente quella sensazione. È un film horror che sa perfettamente cosa vuole essere: un B-movie divertente, con ammazzamenti creativi e quella leggerezza necessaria per non prendersi mai troppo sul serio. E a volte, diciamocelo, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno.
La genialità di Clown in a Cornfield sta nel suo essere consapevole dei propri limiti e delle proprie ambizioni. Quello che fa, e lo fa bene, è giocare con i clichè dello slasher horror sapendo esattamente quali corde toccare. I teenager sono idioti nel modo giusto, le loro morti sono grottesche quanto basta, l'umorismo è calibrato per non sopraffare l'elemento horror. Il paragone più immediato è con un altro slasher recente: il Thanksgiving di Eli Roth. Anche quello era un film che non brillava per profondità ma che compensava con ammazzamenti creativi, humour splatter e adolescenti dal quoziente intellettivo discutibile. C'è qualcosa di confortante in questa formula, una nostalgia per un tipo di cinema horror che non si vergogna di essere quello che è. Clown in a Cornfield ti riporta col pensiero al 2008, quando entravi di nascosto in sala per vedere un film vietato ai minori, o quando rubavi il telecomando per guardare di notte un film che non avresti dovuto vedere.
E questa sensazione è genuina perché il film può essere davvero disturbante quando serve. Le scene di violenza sono crude, viscerali, senza i filtri del politically correct. Ma sono bilanciate da un tempismo comico impeccabile, da dialoghi che strappano risate volontarie e da una costruzione delle scene che dimostra mestiere. Non tutto funziona alla perfezione: trovare l'equilibrio tra horror e commedia è un'arte difficile, e Clown in a Cornfield non centra sempre il bersaglio. Ma il cast è coinvolto, gli attori sembrano divertirsi, e questa energia si trasmette allo spettatore.