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Questo sci-fi ha preferito l'atmosfera all'azione ed è in vetta alla classifica di Prime Video (ma non tutti lo amano)

The Astronaut con Kate Mara conquista Prime Video ma divide il pubblico. Thriller sci-fi psicologico che scambia l'azione per tensione claustrofobica.

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Ci sono settimane in cui apri Prime Video e la scelta sembra scontata. Succede ora con The Astronaut, thriller fantascientifico che dal 30 aprile 2026 scala direttamente la vetta della classifica dei film più visti sulla piattaforma Amazon negli Stati Uniti. Kate Mara interpreta Sam, un'astronauta sopravvissuta a un violento rientro sulla Terra che dovrebbe segnare l'inizio della guarigione. Invece, i suoi giorni si dissolvono in visioni intrusive e frammenti di memoria che non collimano. Rifugiata con il padre, il generale Harris interpretato da Laurence Fishburne, Sam si trova intrappolata in un labirinto psicologico dove ogni risposta piega la verità precedente, a volte in modo doloroso.

Il film sceglie una strada diversa rispetto ai canoni del genere spaziale cui Hollywood ci ha abituato negli ultimi anni. The Astronaut scava nella fiducia familiare e nell'inaffidabilità della memoria, costruendo tensione attraverso silenzi e sguardi piuttosto che attraverso sequenze d'azione mozzafiato. È fantascienza claustrofobica, che trasforma la vastità dello spazio in una prigione mentale. Negli USA, il film occupa stabilmente la prima posizione nella classifica dei film in tendenza su Prime Video negli Stati Uniti.

Un risultato notevole per un'uscita diretta in streaming, che arriva però accompagnato da reazioni divise. Secondo Moviepilot, sito europeo di tracking cinematografico, i punteggi medi degli utenti si attestano su un tiepido 4.6 su 10. Un dato che suggerisce una risposta polarizzata: o lo ami o lo lasci a metà. Questa dicotomia tra successo di visualizzazioni e freddezza nelle valutazioni racconta qualcosa di interessante sul consumo contemporaneo di contenuti. La curiosità sta vincendo, alimentata dal passaparola sui social e dalle visioni notturne di chi cerca qualcosa di diverso dal solito blockbuster spaziale.

Il cast stellare aiuta: Kate Mara porta credibilità e fragilità al ruolo di Sam, mentre Laurence Fishburne conferisce peso e autorità a una figura paterna che nasconde più di quanto riveli. La produzione ha scelto consapevolmente di bypassare le sale, puntando tutto sulla distribuzione streaming. Prime Video diventa così il terreno ideale per esperimenti narrativi più rischiosi, film che possono trovare il loro pubblico attraverso algoritmi di raccomandazione e liste "top ten" piuttosto che attraverso campagne marketing da decine di milioni di dollari.

The Astronaut fa parte di un filone di fantascienza psicologica che negli ultimi anni ha trovato casa proprio sulle piattaforme streaming. Titoli che privilegiano l'atmosfera rispetto all'azione, il dubbio rispetto alla certezza, l'ambiguità rispetto alla risoluzione netta. Sono film che chiedono allo spettatore di mettersi comodo e accettare un ritmo meno forsennato, più meditativo. Non per tutti, evidentemente, come dimostrano i voti divisi, a differenza di un film come Project Hail Mary, che è stato il film di fantascienza più unanimemente amato dell'anno.

La scelta di ambientare gran parte della vicenda dopo il ritorno sulla Terra, piuttosto che nello spazio, è un'altra deviazione dal genere. La vera minaccia non viene dal cosmo, ma dalla mente di Sam, dai suoi ricordi frammentati, dalla difficoltà di distinguere tra realtà e allucinazione. Il rapporto con il padre diventa il fulcro emotivo, un legame familiare messo alla prova da segreti e mezze verità che emergono lentamente. L'ascesa di The Astronaut sottolinea come gli spettatori continuino ad abbracciare la fantascienza atipica quando arriva direttamente nelle loro case. Le piattaforme streaming continuano a riempire questo spazio, accumulando uscite con nomi (e rischi) importanti per tutto il 2026.

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