FILM

Richard Gere ed Edward Norton su Netflix, nel thriller che non puoi perdere se hai amato Adolescence

Dopo Adolescence su Netflix, scopri il thriller con Edward Norton e Richard Gere che sconvolge con colpi di scena e manipolazione psicologica simili.

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Se la miniserie Adolescence ti ha tenuto incollato allo schermo per tutte e quattro le sue claustrofobiche puntate, c'è un film che dovresti recuperare immediatamente. Si tratta di Primal Fear - Schegge di paura, thriller del 1996 diretto da Gregory Hoblit, con Richard Gere nel ruolo di un avvocato difensore e un giovanissimo Edward Norton al suo debutto cinematografico. Due opere separate da quasi trent'anni, eppure legate da un filo rosso inquietante: la capacità di ribaltare ogni certezza dello spettatore attraverso personaggi complessi, ambigui e profondamente disturbanti. Adolescence ha conquistato critica e pubblico grazie a una formula narrativa audace. Ogni episodio è girato in un'unica inquadratura continua, senza stacchi, costringendo lo spettatore a immergersi totalmente nella storia di Jamie, un ragazzo di 13 anni accusato di aver ucciso una compagna di classe.

La serie esplora il terrificante mondo della subcultura incel e della misoginia online, mostrando come un adolescente apparentemente fragile possa nascondere abissi di violenza. Con un punteggio del 99% su Rotten Tomatoes, Adolescence rappresenta uno degli esperimenti più riusciti del true crime recente, dove la tensione non nasce dall'azione ma dalla recitazione magistrale e dalla progressiva rivelazione della verità. Primal Fear costruisce la sua tensione in modo simile. Richard Gere interpreta Martin Vail, un avvocato penalista mediático che decide di difendere Aaron Stampler, un giovane accusato dell'omicidio di un arcivescovo. Aaron sembra un ragazzo terrorizzato, traumatizzato, vittima di abusi. Durante il processo, emerge la possibilità che soffra di disturbo dissociativo dell'identità, con una personalità alternativa violenta chiamata Roy. La struttura del film procede per stratificazioni successive, proprio come Adolescence: ogni nuova informazione modifica completamente la percezione dei personaggi e degli eventi.

Il punto di contatto più evidente tra le due opere è il colpo di scena, ma il modo in cui viene utilizzato è diverso e complementare. Adolescence rivela già alla fine del primo episodio, attraverso le immagini di una telecamera di sorveglianza, che Jamie è effettivamente l'assassino. Questa scelta narrativa ribalta il classico schema del thriller giudiziario: non si tratta di scoprire chi ha commesso il crimine, ma di comprendere perché e come un ragazzo così giovane sia arrivato a tanto. Gli episodi successivi scavano nelle dinamiche familiari, nell'isolamento sociale, nella radicalizzazione online, costruendo un ritratto sempre più complesso e spaventoso. Primal Fear invece riserva la sua rivelazione per gli ultimi minuti. Quando tutto sembra risolto e Aaron viene assolto grazie alla difesa basata sul disturbo dissociativo, il giovane confessa a Martin che Roy non è mai esistito. Era tutto un'elaborata messa in scena per sfuggire alla giustizia.

L'espressione di Edward Norton in quella scena finale, quando il ragazzo terrorizzato si trasforma in un manipolatore freddo e calcolatore, è diventata iconica. Il film passa da buono a memorabile proprio grazie a questo finale che non solo sorprende, ma costringe lo spettatore a riconsiderare tutto ciò che ha visto prima. Entrambe le opere condividono un'altra caratteristica fondamentale: la centralità di debuttanti straordinari. Owen Cooper, che interpreta Jamie in Adolescence, aveva 15 anni e nessuna esperienza di recitazione quando è stato scelto per il ruolo. Ancora più impressionante è il fatto che il terzo episodio, probabilmente il più intenso e disturbante della serie, dove Jamie passa da bambino timido a giovane uomo violento, sia stato il primo a essere girato. Cooper doveva interpretare questa trasformazione terrificante senza alcuna preparazione sul set, e il risultato è stato talmente potente da attirare l'attenzione di Emerald Fennell, che lo ha scelto per interpretare Heathcliff nella sua prossima trasposizione di Cime tempestose.

Edward Norton si trovava in una situazione simile quando girò Primal Fear. Era il suo primo ruolo cinematografico e doveva interpretare non uno ma due personaggi distinti: l'Aaron timido e balbuziente e il Roy aggressivo e sociopatico. La sua performance gli valse una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista e lanciò una carriera costellata di ruoli complessi in film come Fight Club e American History X. È interessante notare come sia Norton che Cooper abbiano costruito le loro carriere iniziali interpretando uomini disturbati, violenti, capaci di improvvisi scoppi di rabbia. La scelta di affidare ruoli così complessi a debuttanti non è casuale. C'è qualcosa di autentico, di non filtrato, nella recitazione di chi non ha ancora sviluppato i tic e le abitudini della professione. Owen Cooper e Edward Norton portano sullo schermo una vulnerabilità genuina che rende ancora più scioccante la rivelazione della loro vera natura.

Lo spettatore si fida di loro proprio perché sembrano innocenti, e questa fiducia tradita è il cuore emotivo di entrambe le storie. Dal punto di vista tematico, Adolescence e Primal Fear esplorano territori simili: l'inaffidabilità della percezione, la manipolazione psicologica, il modo in cui giudichiamo la colpevolezza basandoci su apparenze e pregiudizi. Jamie appare inizialmente come una vittima del bullismo, un ragazzo fragile che ha agito per disperazione. Aaron sembra un giovane traumatizzato, danneggiato dagli abusi subiti. Entrambe le narrazioni ci ricordano quanto sia pericoloso affidarsi alle prime impressioni e quanto sia facile per un manipolatore esperto sfruttare la nostra empatia. Per chi cerca un'esperienza cinematografica dopo aver completato Adolescence, Primal Fear rappresenta il passaggio naturale.

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