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Su Netflix, Tom Hanks nel film di Clint Eastwood da una storia vera del miracolo di Hudson

Il film di Clint Eastwood racconta il miracolo sul fiume Hudson del 2009. Dove vederlo in streaming e trama completa.

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Il 15 gennaio 2009 il mondo assistette a uno di quegli eventi che restano scolpiti nella memoria collettiva. Il volo U.S. Airways 1549, decollato dall'aeroporto LaGuardia di New York e diretto a Charlotte, perse entrambi i motori a causa di uno stormo di uccelli pochi minuti dopo il decollo. Il capitano Chesley "Sully" Sullenberger prese una decisione che avrebbe dell'impossibile: ammarare l'Airbus A320 nel gelido fiume Hudson, in pieno centro urbano. Tutte le 155 persone a bordo sopravvissero. Fu battezzato il "Miracolo sull'Hudson", e quella storia straordinaria è diventata un film diretto da Clint Eastwood con Tom Hanks nei panni del pilota eroe. Ora Sully è disponibile in streaming su Netflix, il che permette a chi non l'avesse ancora visto di recuperare uno dei thriller più intensi e umani del cinema recente.

Il film, uscito nelle sale nel 2016, non si limita a ricostruire quei 208 secondi di volo che cambiarono la vita di Sullenberger e del suo primo ufficiale Jeffrey Skiles, interpretato da Aaron Eckhart. La struttura narrativa scelta da Eastwood e dallo sceneggiatore Todd Komarnicki segue piuttosto le indagini successive all'incidente, quando il National Transportation Safety Board mise sotto esame le decisioni del capitano. Il film costruisce la sua tensione proprio su questo interrogativo: Sully è davvero un eroe o ha messo a rischio inutilmente i passeggeri quando avrebbe potuto tentare un atterraggio d'emergenza in aeroporto. Questa scelta narrativa, per quanto efficace cinematograficamente, ha generato qualche polemica. Nella realtà, l'NTSB non ha mai davvero messo in discussione l'operato di Sullenberger con l'aggressività mostrata nel film.

Lo stesso pilota e diversi funzionari governativi hanno lodato il lavoro dell'agenzia nelle indagini post-incidente. Si tratta dunque di una libertà creativa presa da Eastwood per amplificare il conflitto drammatico, trasformando quello che avrebbe potuto essere un semplice docudrama celebrativo in un thriller psicologico sul peso delle aspettative e sulla solitudine delle scelte impossibili. Tom Hanks, attore capace come pochi di incarnare l'americano medio trasfigurato dalle circostanze in figura eroica, offre una performance misurata e introspettiva. Il suo Sully non è un supereroe cinematografico ma un professionista consumato, tormentato dai dubbi e dagli incubi, che cerca di capire se davvero ha fatto la cosa giusta o se il suo istinto l'ha tradito. Accanto a lui, Aaron Eckhart costruisce un ritratto complementare del copilota Skiles, leale e pragmatico.

Laura Linney interpreta Lorraine Sullenberger, moglie del pilota, mentre Anna Gunn e Mike O'Malley completano un cast di livello. La regia di Eastwood, ormai ultranovantenne all'epoca delle riprese, dimostra ancora una volta la sua capacità di raccontare storie americane con un'essenzialità quasi classica. Niente effetti speciali roboanti o derive sentimentali eccessive: il regista si affida alla precisione della ricostruzione, alla potenza delle immagini e alla forza dei volti. La sequenza dell'ammaraggio, pur durando pochi minuti, è un concentrato di tensione costruita con maestria attraverso il montaggio e il suono, tanto da valersi una nomination all'Oscar per il miglior montaggio sonoro. Il film si basa sul memoir Highest Duty scritto dallo stesso Sullenberger insieme a Jeffrey Zaslow, e porta sullo schermo non solo la cronaca di un evento ma anche una riflessione più profonda sul concetto di esperienza, preparazione e intuizione.

Sully aveva accumulato oltre quarant'anni di volo quando si trovò ad affrontare quei 208 secondi. Il film suggerisce che l'eroismo non è un lampo improvviso ma il frutto di una vita di disciplina, studio e dedizione. Clint Eastwood, del resto, ha costruito negli ultimi due decenni una seconda carriera dietro la macchina da presa che ha oscurato persino i suoi iconici ruoli davanti alla cinepresa. Dopo aver dominato gli anni Settanta e Ottanta con western e action movie come Il texano dagli occhi di ghiaccio, Fai come ti pare, Gunny e Heartbreak Ridge, Eastwood ha virato verso il cinema drammatico con risultati straordinari.

Million Dollar Baby gli valse l'Oscar come miglior regista e miglior film nel 2005, mentre titoli come Mystic River, Gran Torino, American Sniper e il recente Giurato numero 2 hanno consolidato la sua reputazione come uno dei cineasti più rispettati di Hollywood. Per chi cerca un thriller intelligente, un dramma psicologico o semplicemente un buon film da vedere in streaming, Sully rappresenta una scelta giusta. La presenza su Netflix lo rende facilmente accessibile, e la combinazione Eastwood-Hanks garantisce quella qualità artigianale che oggi nel cinema mainstream si trova sempre più raramente. Novantasei minuti che volano via come quei 208 secondi sul fiume Hudson, lasciando però molto più tempo per riflettere su cosa significhi davvero essere all'altezza del momento quando tutto è in gioco.

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