Robert Pattinson arriva al lido e fa impazzire Venezia 2026 (Foto Esclusive)
Robert Pattinson a Venezia 83 per Primetime, film su Chris Hansen e To Catch a Predator. Il divo quarantenne porta in Concorso il progetto più controverso.
Robert Pattinson è sbarcato questa mattina alla darsena del Palazzo del Casinò al Lido di Venezia, scatenando l'entusiasmo dei fan accorsi in massa per vedere da vicino una delle stelle più luminose del cinema contemporaneo. L'attore britannico, quarantenne e nel pieno di una straordinaria maturità artistica, si presenta alla 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica con un progetto che non passerà inosservato: Primetime, diretto da Lance Oppenheim, un film che l'attore ha anche prodotto e che entra direttamente in Concorso.
Accompagnato dagli altri membri del cast di "Primetime" – Merritt Wever, Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers e Bokeem Woodbine – l'attore ha salutato i fotografi con un sorriso discreto prima di immergersi nelle attività stampa della giornata. Ma è il film stesso a catalizzare l'attenzione, più ancora della presenza fisica della sua star. "Primetime" racconta infatti una storia vera, scomoda, controversa: quella di Chris Hansen, il celebre giornalista americano che nel suo programma televisivo "To Catch a Predator" smascherava pedofili in collaborazione con le forze dell'ordine, attirandoli con l'inganno e facendoli arrestare in diretta televisiva.
Venezia, con il suo prestigio e la sua capacità di accendere i riflettori sui film che contano davvero, è la vetrina perfetta per "Primetime", come lo è stata per le altre star negli scorsi giorni, con i loro look ricercati. Il film arriva in un momento in cui il dibattito sull'etica dei media è più acceso che mai, in un'epoca dominata dai social network, dalle fake news e dalla spettacolarizzazione della cronaca nera. La storia di Chris Hansen, per quanto datata, suona incredibilmente attuale. E la scelta di Pattinson di produrre e interpretare questo progetto dice molto sulla sua maturità non solo come attore, ma anche come figura capace di leggere i tempi e di scommettere su narrazioni che abbiano qualcosa da dire.