Sacha Baron Cohen: il ritorno nei panni di Borat è stata una forma "di protesta pacifica"
Sacha Baron Cohen è tornato a parlare del perché, a quasi quindici anni di distanza dal primo Borat, ha indossato ancora i suoi panni
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Sacha Baron Cohen ha spiegato ad Anthony Mason che:
Non si tratta di un film fatto da scherzi, ma di una mia forma di protesta pacifica. Si è trattato del primo film in cui sono stato incoraggiato a indossare un giubbotto anti-proiettile in un paio di scene. Una era quella del raduno a Washington dove ho cantato una canzone intitolata "l'influenza di Wuhan". E sì, in quell'occasione un po' di persone si sono staccate dalla folla per assaltare il palco, hanno sopraffatto la sicurezza e uno di loro aveva effettivamente estratto la sua pistola. Sono stato estremamente fortunato ad avere una guardia del corpo eccezionale che ha afferrato il braccio di questo tizio sussurandogli le parole "Non ne vale la pena amico".
British actor, writer & producer @SachaBaronCohen is in two of the most critically-acclaimed films of the past year: a surprise #Borat sequel & Aaron Sorkin’s @trialofchicago7.
— CBS Mornings (@CBSMornings) January 22, 2021
He spoke exclusively with @AnthonyMasonCBS about why he was so driven to make both films. pic.twitter.com/3T1VOrm9DW
Borat Seguito di film cinema: Consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan è uscito su Amazon Prime Video il 23 ottobre.
In questo sequel Borat non è più il presentatore semisconosciuto kazako del 2006. Oggi tutti sanno chi è, quindi deve andare sotto copertura per intervistare le persone.