Sebastian Stan e Lily James nella serie su Prime Video che restituisce dignità a un'icona anni '90
Analisi della miniserie su Prime Video che da commedia irriverente si trasforma in riflessione profonda sullo scandalo del sex tape e sulla misoginia mediatica.
C'è un trend affascinante che sta attraversando il panorama televisivo e cinematografico degli ultimi anni, un fenomeno culturale che va ben oltre la semplice nostalgia o il revival. Si tratta del desiderio collettivo di riesaminare alcuni degli scandali più rumorosi delle ultime decadi con uno sguardo più distante, più maturo, più consapevole. Non è solo questione di rivedere i fatti: è offrire una prospettiva più profonda a chi fu coinvolto, spesso donne, che all'epoca vennero massacrate dall'opinione pubblica per presunte trasgressioni che, a ben guardare, non meritavano quella ferocia mediatica. È in questo solco che si inserisce Pam & Tommy, la miniserie su Prime Video diretta da Craig Gillespie, lo stesso regista che nel 2017 ci aveva regalato Tonya. Il marketing della serie vorrebbe farci credere che ci troviamo di fronte all'ennesima dark comedy irriverente, condita da musiche d'epoca e dita medie alzate al cielo.
Sebastian Stan interpreta Tommy Lee come un personaggio rumoroso, selvaggio: un rocker afflitto da una possibile sindrome di Peter Pan. È un uomo che lotta per mantenere la presa sulla propria fama mentre i Mötley Crüe vedono il loro pubblico sfumare a favore dei Nirvana e dei Third Eye Blind. Contemporaneamente, la stella di Pamela Anderson non potrebbe brillare di più. Il suo ruolo in Baywatch l'ha resa una delle donne più desiderate del pianeta, richiestissima ovunque, mentre lei mira a compiere il grande salto dalla televisione al cinema. I due si incrociano in un nightclub affollato. Non è amore a prima vista da manuale, ma la connessione è innegabile. Da quel momento la serie ci catapulta nel loro romance da montagne russe, con Tommy che porta via Pamela dal noioso compito di corteggiare affiliati della rete televisiva in Messico per una serie di notti folli, alimentate da alcol e droghe, che culminano in un matrimonio sulla spiaggia.
E poi c'è il famigerato sex tape. Ma Pam & Tommy vuole chiarire fin da subito, quasi a ogni svolta narrativa, che questa non è una storia che mira a ritrarre o ricreare i momenti più intimi di quella registrazione. Non davvero. Tutto inizia quando l'operaio Rand Gauthier, interpretato da Seth Rogen, convinto di essere stato fregato dal batterista dei Mötley Crüe dopo essere stato licenziato a metà di un lavoro di ristrutturazione, orchestra un furto eccessivamente elaborato per riprendersi ciò che ritiene gli spetti. Invece di portare via i suoi attrezzi da carpentiere o denaro contante, si impossessa della cassaforte di Tommy, dentro la quale c'è un piccolo nastro tra altri oggetti vendibili. Quando Rand consegna il materiale al regista-produttore di porno Uncle Miltie (Nick Offerman), capiscono subito di avere tra le mani una potenziale miniera d'oro.
Ed è proprio in questa seconda metà che Lily James ottiene la sua vera occasione di brillare, e brilla con una luce accecante. L'attrice rende Pamela Anderson molto più di un'effigie costruita di fantasia e silicone, ritraendola come una donna con insicurezze e vulnerabilità che dovrebbe comunque mantenere i diritti sul proprio corpo, anche se il resto del mondo è convinto del contrario. La serie sottolinea che Pamela si trova in una posizione impossibile dopo la diffusione del tape, grazie alla crescente popolarità e all'anonimato del World Wide Web, un terreno ancora selvaggio e senza regole. Quello che Pam & Tommy riesce a fare con maestria è mostrare come la stessa azione possa avere conseguenze radicalmente diverse a seconda del genere di chi la compie.
La serie non si limita a raccontare uno scandalo: racconta come quello scandalo sia stato amplificato, distorto e utilizzato per danneggiare in modo sproporzionato una donna rispetto a un uomo. E lo fa senza predicare, semplicemente mostrando i fatti, le reazioni, le conseguenze. Pam & Tommy è una serie che inizia come una commedia irriverente e si trasforma in qualcosa di molto più profondo: un ritratto dolente di come la fama possa distruggere l'intimità, di come il mondo tratti in modo diverso uomini e donne, di come l'industria dell'intrattenimento possa divorare chi la alimenta. È una serie che, a metà strada, cambia registro e diventa esattamente ciò che serve: non uno spettacolo sullo scandalo, ma una riflessione sul prezzo umano di quello scandalo.