Sergio Castellitto è il protagonista di questa serie tv su RaiPlay: una storia italiana da riscoprire ora
Una delle interpretazioni più intense di Sergio Castellitto dà volto a Carlo Alberto dalla Chiesa in una miniserie che racconta gli anni della lotta al terrorismo e la nascita del Nucleo speciale antiterrorismo
Se siete alla ricerca di una serie italiana da recuperare in streaming, su RaiPlay c'è una miniserie storica che merita di essere riscoperta, Il nostro generale. Al centro della vicenda c'è Sergio Castellitto, chiamato a interpretare una delle figure più importanti e controverse della storia italiana recente: il generale Carlo Alberto dalla Chiesa. La serie, composta da otto episodi, ripercorre un decennio drammatico, quello compreso tra gli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, segnato dall'offensiva delle Brigate Rosse e dalla risposta dello Stato. Ma non è soltanto il racconto di una stagione politica e giudiziaria: il punto di forza della fiction è anche la dimensione umana del suo protagonista, restituito attraverso il rapporto con i suoi uomini e con la famiglia.
La serie è disponibile gratuitamente su RaiPlay, ed è quindi possibile recuperare gli otto episodi online senza dover ricorrere a servizi a pagamento. La produzione era stata trasmessa originariamente su Rai 1 nel gennaio 2023, in quattro serate, con due episodi per appuntamento. La Rai la presenta come una ricostruzione della vicenda professionale e umana del generale dalla Chiesa e della squadra di giovani carabinieri che lavorò con lui nella lotta alle Brigate Rosse. La durata complessiva è di circa 400 minuti e la regia è firmata da Lucio Pellegrini e Andrea Jublin. La sceneggiatura è di Monica Zapelli e Peppe Fiore, mentre la produzione è di Rai Fiction e Stand By Me.La storia prende avvio negli anni Settanta, quando Carlo Alberto dalla Chiesa, dopo l'esperienza maturata nella lotta alla mafia in Sicilia, viene trasferito a Torino. Qui si trova davanti a una minaccia che lo Stato non ha ancora compreso pienamente: le Brigate Rosse. Il generale intuisce prima di molti altri che non si tratta semplicemente di una serie di attentati isolati. Per contrastare il terrorismo occorre conoscere la struttura dell'organizzazione, comprenderne i collegamenti e penetrare negli ambienti frequentati dai militanti.
Nasce così il Nucleo speciale antiterrorismo, formato da giovani carabinieri impegnati in un'attività investigativa che, per l'epoca, introduce metodi innovativi. Dalla Chiesa punta infatti sull'analisi delle informazioni, sulle infiltrazioni e, successivamente, sulla collaborazione dei pentiti. Una strategia che contribuisce a mettere in difficoltà la struttura delle Brigate Rosse. La narrazione attraversa alcuni degli episodi più drammatici di quella stagione, arrivando fino al rapimento di Aldo Moro, alla collaborazione di Patrizio Peci e alla fase finale della lotta al terrorismo. Sullo sfondo rimane sempre la figura di un uomo destinato a essere ucciso a Palermo il 3 settembre 1982, nella strage di via Carini.
È soprattutto Sergio Castellitto a sostenere il peso della storia. L'attore non costruisce un generale semplicemente autoritario o celebrativo, ma interpreta un uomo abituato al rigore che deve anche fare i conti con le paure e le fragilità di chi gli sta intorno. Il dalla Chiesa di Castellitto è un comandante esigente, consapevole della responsabilità che grava sulle sue spalle, ma anche profondamente legato ai ragazzi della sua squadra. Sono giovani uomini che vengono coinvolti in una guerra difficile, spesso senza sapere fino in fondo quali saranno le conseguenze del lavoro che stanno svolgendo.È proprio questo rapporto a dare il titolo alla serie: non soltanto il generale come figura istituzionale, ma il generale visto attraverso gli occhi degli uomini che lo hanno seguito. La stessa Rai sottolinea come al centro della storia ci sia il legame tra dalla Chiesa e il gruppo di giovani che aveva personalmente riunito. Per Castellitto si tratta di un altro importante ruolo storico dopo personaggi come padre Pio, Fausto Coppi, don Lorenzo Milani ed Enzo Ferrari. La sua carriera televisiva comprende inoltre produzioni come Un cane sciolto, In Treatment, Pezzi unici e, più recentemente, Storia della mia famiglia.
La sua carriera cinematografica, del resto, lo ha portato a lavorare con alcuni dei più importanti registi italiani e internazionali, da Ettore Scola a Mario Monicelli, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore e Luc Besson. È anche regista di film come Non ti muovere, Venuto al mondo e Fortunata. In questa mini serie accanto a Castellitto troviamo Antonio Folletto, che interpreta Nicola, appuntato dei carabinieri e voce narrante della storia. È uno dei personaggi attraverso i quali la fiction racconta la trasformazione dei giovani uomini coinvolti nella lotta al terrorismo.
Nel cast ci sono inoltre Flavio Furno nel ruolo del capitano Gian Paolo Sechi, Andrea Di Maria nei panni di Trucido, Viola Sartoretto in quelli di Minnie, Romano Reggiani come Funzionario e Alessio Praticò nel ruolo del capitano Umberto Bonaventura. Importante è anche la componente familiare. Teresa Saponangelo interpreta Dora Fabbo, la moglie del generale, mentre Camilla Semino Favro, Luigi Mola e Cecilia Bertozzi sono rispettivamente Rita, Nando e Simona dalla Chiesa. Tra gli altri interpreti figurano Roberto De Francesco, Stefano Rossi Giordani, Renato Marchetti e diversi attori chiamati a dare volto ai protagonisti della stagione del terrorismo.
Uno degli aspetti più interessanti della serie è proprio l'equilibrio tra la ricostruzione degli eventi e la dimensione privata. La vicenda professionale non cancella infatti l'uomo: il marito, il padre, il comandante e il punto di riferimento per una squadra di ragazzi che finisce per considerarlo quasi una figura paterna.La produzione ha inoltre lavorato con una consulenza storica importante e con il coinvolgimento dei familiari del generale, di membri del Nucleo speciale antiterrorismo e di magistrati che parteciparono alle indagini e ai successivi processi. Alcune scene sono state girate nei luoghi legati realmente alle vicende narrate, tra cui la caserma dei Carabinieri Pietro Micca di Torino.