Il sindacato degli attori sudcoreani chiede salari migliori a Netflix, senza ricevere risposta
Netflix non risponde alla richiesta di incontro del sindacato degli attori sudcoreani, un mercato dove lo streamer investe miliardi
Fin da quando è iniziato il primo dei due scioperi in corso attualmente a Hollywood, quello degli sceneggiatori, Netflix ha affermato davanti agli azionisti di essere meglio posizionata rispetto ai competitor nel caso queste mobilitazioni dovessero prolungarsi (cosa che sta avvenendo), e questo grazie al lungo elenco di produzioni in corso all'estero.
È il caso del sindacato degli attori della Corea del Sud, la Korea Broadcasting Actors Union, come spiega una lunga inchiesta del Los Angeles Times.
La Corea del Sud è uno dei paesi in cui Netflix sta investendo e investirà di più nei prossimi anni, grazie al successo delle sue produzioni in tutto il mondo - a partire da Squid Game, ad oggi tuttora la serie Netflix originale più vista a livello globale. In Corea subappalta tutte le proprie produzioni a studios locali, e quindi non viene classificato come un datore di lavoro. Questo rende impossibili le comunicazioni con le sigle sindacali, come spiega il presidente del sindacato attori Song Chang-gon: "Una delle loro priorità quando entrano in un mercato locale dovrebbe essere stabilire un canale di comunicazione con gruppi come il nostro, ma non c'è alcuna risposta a riguardo".
Netflix ha portato nel paese budget enormi, che vengono offerti in particolare alle grandi star locali, in grado di guadagnare fino a 400 mila dollari per episodio (pur senza pagamenti residuali). Per contro, i compensi degli attori non protagonisti sono rimasti molto bassi, e partono da soli 300 dollari per episodio (sempre senza pagamenti residuali e bonus), che sono i minimi contrattati dal sindacato con gli studios coreani prima che arrivasse il gigante dello streaming. Una situazione insostenibile per molti attori, anche perché le serie Netflix durano meno degli standard 16 episodi della televisione coreana e le giornate di lavoro spesso sono maggiori della media. I compensi, poi, non includono trasporti o il vitto.
"Ci assicuriamo che gli attori non protagonisti vengano compensati secondo gli standard locali o anche oltre, e lavoriamo con i nostri partner locali per assicurarci che tutti ricevano paghe adeguate e il giusto trattamento," ha commentato Netflix, sottolineando però che la responsabilità è delle case di produzione a cui subappalta le serie.
Per il momento, il sindacato degli attori sudcoreani attende ancora di avere notizie da Netflix sulla possibilità di fissare un incontro. L'obiettivo è stabilire dei pagamenti residuali non dissimili da quelli che stanno contrattando i sindacati americani. Se ciò non dovesse accadere in tempi accettabili, potrebbe scattare uno sciopero...