Spider-Man: Brand New Day, dietro la battaglia più spettacolare si nasconde un omaggio agli X-Men
Una delle battaglie più spettacolari di Spider-Man: Brand New Day nasconde un riferimento a Jean Grey e alla Fenice che pochi fan avranno notato.
Quando Destin Daniel Cretton si è trovato a sviluppare Spider-Man: Brand New Day, una domanda lo tormentava: quali avversari avrebbero potuto offrire le sequenze d'azione più spettacolari per l'Uomo Ragno. La risposta è arrivata con una scelta audace che fonde misticismo, arti marziali e un riferimento sottile ma potente all'universo degli X-Men. Seguono spoiler importanti nell'articolo.
Nel film, ora nelle sale cinematografiche, Spider-Man si scontra con The Hand, il leggendario clan di ninja assassini dotati di poteri mistici, in quella che potrebbe essere una delle scene d'azione più tecnicamente complesse mai realizzate per il personaggio. La battaglia culminante del film porta Tom Holland nei sotterranei del Dipartimento del Damage Control, l'agenzia governativa che ha rapito Sara, sorella di Jean Grey interpretata da Sadie Sink. Quando Spider-Man tenta di salvare Jean e impedirle di vendicarsi del direttore William Metzger, si trova faccia a faccia con venti ninja controllati mentalmente dalla giovane mutante.Non si tratta di semplici avversari: sono guerrieri le cui menti e corpi sono un'estensione della volontà di Jean, un esercito che si muove come un singolo organismo letale. Per Peng Zhang, lo stunt designer incaricato di dare vita a questa visione, la sfida era chiara fin dall'inizio: mantenere il combattimento radicato nella realtà fisica, nonostante gli elementi fantastici in gioco. "Volevamo che lo scontro risuonasse con tutti i pubblici: i fan dei videogiochi di Spider-Man, quelli dei film, dell'animazione", spiega Zhang. Ma c'era un elemento in più da considerare: gli appassionati di arti marziali dovevano riconoscere l'autenticità di ogni movimento. Niente scorciatoie, niente trucchi visivi che tradissero la tradizione marziale.
L'ispirazione per la coreografia è arrivata da un luogo inaspettato. Zhang ricorda uno spettacolo a cui aveva assistito anni prima, dove venti ballerini rappresentavano un pavone. "Insieme formavano le ali del pavone", racconta lo stunt coordinator. Quell'immagine di movimenti sincronizzati, di individui che diventano parti di un tutto più grande, è diventata il fondamento concettuale della scena. Ma Zhang ha voluto spingersi oltre, intrecciando un secondo livello di significato che pochi spettatori coglieranno alla prima visione.
"Ho iniziato a pensare: facciamo in modo che questo combattimento sembri un uccello, una Fenice", rivela Zhang. L'idea era di rendere omaggio alla connessione di Jean Grey con la Forza Fenice nei fumetti degli X-Men, quel potere cosmico che la definisce come personaggio. Il ninja centrale rappresenta la testa della Fenice, mentre quelli ai lati formano le ali. Ogni formazione, ogni movimento collettivo durante lo scontro è stato costruito attorno a questa geometria aviana. Non è un riferimento esplicito, ma una firma visiva per chi conosce la mitologia del personaggio.La sfida tecnica di tradurre questa visione in realtà cinematografica è stata monumentale. La sequenza è stata girata nella prigione di Dorchester, nel Dorset inglese, un location reale che ha imposto vincoli logistici significativi. "Volevamo girarla in una location vera, quindi abbiamo passato molto tempo a sviluppare il sistema di cavi", spiega Zhang. Il problema non era solo tecnico ma anche geometrico: i rigger che controllavano i cavi per i voli e le acrobazie non potevano nemmeno vedere i performer, separati da loro da muri di cemento e sbarre. Hanno dovuto installare un sistema di telecamere per coordinare i movimenti, con cavi che dovevano essere instradati attorno a ostacoli strutturali.
Più lungo è il percorso del cavo, maggiore è il ritardo nella risposta quando viene tirato. In una scena dove la sincronia è tutto, dove sette ninja devono inseguire Spider-Man in una ripresa continua, un solo errore di timing avrebbe mandato all'aria l'intera sequenza. Zhang e il suo team hanno lavorato per circa dodici giorni solo per completare questa battaglia, un investimento di tempo che testimonia la complessità dell'impresa. Tom Holland ha reso tutto più ambizioso. L'attore, forte dell'esperienza maturata nei tre film precedenti di Spider-Man, ha eseguito personalmente molte delle acrobazie più pericolose, specialmente nei momenti in cui Peter Parker combatte senza maschera.
"Siamo stati molto fortunati che Tom fosse già stato addestrato per gli ultimi tre film. Il suo background fisico è eccellente, quindi non abbiamo dovuto trattenerci", ammette Zhang con evidente soddisfazione. La presenza di Holland ha permesso al team di progettare sequenze più complicate di quanto inizialmente previsto. C'è un momento particolarmente rischioso in cui Spider-Man salta mentre sette ninja lo inseguono, tutto catturato in un'unica ripresa ininterrotta. Holland è sospeso ai cavi insieme ai sette stuntman: se anche solo uno sbaglia il timing, l'intero take è compromesso. "Con Tom non c'è stato nessun problema, e ci ha aiutato a portare il livello dell'azione molto più in alto di quanto ci aspettassimo", racconta Zhang.
Quello che rende questa sequenza particolarmente interessante è come fonde elementi apparentemente incompatibili. Da un lato, Spider-Man utilizza quella che Zhang definisce "tecnologia aliena", riferendosi probabilmente al costume e ai gadget che caratterizzano questa iterazione del personaggio. Dall'altro, The Hand impiega arti marziali tradizionali, radicate in secoli di disciplina mistica. Il contrasto visivo e stilistico tra questi due approcci al combattimento crea un dinamismo unico sullo schermo. Inoltre la Fenice è uno dei simboli più potenti nella mitologia degli X-Men, rappresenta morte e rinascita, potere cosmico e perdita di controllo.
Vedere la sua forma evocata attraverso i movimenti dei ninja controllati da Jean Grey è un modo elegante di suggerire la crescente connessione del personaggio con quel destino, senza bisogno di dialoghi esplicativi o riferimenti pesanti. Cretton ha dimostrato con questa scelta di comprendere profondamente sia i fumetti che il linguaggio cinematografico. Chi conosce Jean Grey coglierà il riferimento e apprezzerà la scelta creativa. Chi non lo conosce vedrà comunque una scena d'azione visivamente spettacolare e perfettamente funzionale alla narrazione.
Zhang conclude con una riflessione sul processo creativo: "Non si trattava solo di farli aiutare a vicenda, erano uniti". Quella unità, quella sincronizzazione perfetta di venti corpi che diventano uno solo, è la metafora visiva perfetta per la Fenice stessa. Un potere che consuma l'individuo per creare qualcosa di più grande, più potente, più pericoloso. Esattamente ciò che sta accadendo a Jean Grey nel film, esattamente ciò che i ninja rappresentano mentre combattono contro Spider-Man in quella prigione inglese trasformata in arena mistica.
Spider-Man: Brand New Day si inserisce in un momento particolare per l'universo cinematografico Marvel, con i mutanti che iniziano a fare la loro comparsa ufficiale dopo anni di assenza. La presenza di Jean Grey, interpretata da Sadie Sink, e il modo in cui il film intreccia la sua storia con quella di Peter Parker, rappresenta un ponte narrativo importante. Ma è nelle scelte visive e coreografiche come questa che si percepisce la vera ambizione del progetto: non solo connettere universi narrativi, ma farlo con una sofisticatezza che premia l'attenzione e la cultura pop del pubblico.