Spider-Man: Brand New Day, Hulk è stato profondamente cambiato: i dettagli che nessuno aveva mai notato
Il supervisore degli effetti visivi di Spider-Man: Brand New Day racconta le difficoltà della produzione, il lavoro su Hulk e un curioso intervento dell'ultimo minuto.
Spider-Man: Brand New Day ha riportato Tom Holland nei panni dell'Uomo Ragno, ma dietro le spettacolari sequenze d'azione del nuovo film Marvel si nasconde una lavorazione molto più complessa di quanto gli spettatori potrebbero immaginare. A raccontarlo è stato Jerome Chen, supervisore generale degli effetti visivi, che durante la VIEW Conference di Torino ha svelato alcuni retroscena sorprendenti sulla produzione. Dalla trasformazione di Hulk alle difficoltà incontrate nelle ultime settimane, il lavoro è stato una vera e propria corsa contro il tempo, tanto che in appena sette giorni sono stati completati ben 445 interventi di effetti visivi. E c'è un dettaglio ancora più curioso: l'ultima modifica al film ha riguardato qualcosa che probabilmente nessuno avrebbe mai notato.
Il dato più impressionante riguarda proprio una delle settimane finali, durante la quale sono state completate circa 445 inquadrature. Per spiegare la portata di questo risultato, Chen ha ricordato che il suo primo film come supervisore, realizzato nel 1999, comprendeva complessivamente 450 inquadrature con effetti visivi e aveva richiesto due anni di lavoro. In pratica, il team di Spider-Man: Brand New Day è riuscito a completare in una sola settimana quasi lo stesso numero di inquadrature che un tempo richiedeva un'intera produzione biennale. Un confronto che dimostra quanto siano cambiati gli strumenti a disposizione degli artisti digitali, ma che solleva anche interrogativi sulle tempistiche sempre più serrate imposte alle grandi produzioni cinematografiche.
Una delle sfide più interessanti ha riguardato Hulk, interpretato ancora una volta da Mark Ruffalo, che nel film assume un aspetto decisamente diverso rispetto alle precedenti apparizioni nel Marvel Cinematic Universe. Il personaggio torna infatti a manifestare una natura molto più selvaggia e incontrollabile, anche a causa dell'influenza telepatica esercitata su di lui. Per rappresentare questa trasformazione, gli artisti hanno dovuto ripensare numerosi dettagli del suo corpo, senza limitarsi ad aumentare le dimensioni dei muscoli. Chen ha spiegato di aver discusso con Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, dell'evoluzione visiva del personaggio e di come il suo aspetto fosse cambiato nel corso degli anni.
Le versioni precedenti del personaggio, infatti, presentavano una colorazione delle unghie giudicata poco naturale, mentre per il nuovo film gli artisti hanno cercato di ottenere un risultato più credibile, studiando anche il modo in cui la pelle di Hulk reagisce alle diverse condizioni di illuminazione. Ma non è tutto. Anche il colore degli occhi del personaggio assume un significato preciso, perché il passaggio dal verde al marrone serve a suggerire il momento in cui Hulk recupera parte della propria umanità. Una scelta visiva discreta, pensata per raccontare qualcosa del personaggio senza dover ricorrere necessariamente ai dialoghi.
Per rendere credibile la presenza di Hulk durante le riprese, la produzione ha inoltre utilizzato sagome a grandezza naturale alte circa tre metri, che hanno permesso agli attori e agli operatori di avere riferimenti concreti per le dimensioni del personaggio. Anche i pantaloni del gigante verde hanno richiesto un'attenzione particolare, dimostrando quanto lavoro possa nascondersi dietro un elemento che sullo schermo sembra del tutto naturale. In una precedente intervista concessa a The Art of VFX, Chen aveva spiegato che la sequenza dello scontro tra Spider-Man e Hulk aveva richiesto circa un anno di sviluppo, tra progettazione, storyboard e previsualizzazioni digitali.
Gli artisti digitali hanno quindi dovuto trasformare strade, edifici e interi quartieri per ricreare l'atmosfera della metropoli americana. Non si è trattato soltanto di sostituire qualche palazzo sullo sfondo, ma di intervenire su numerosi dettagli, dalla segnaletica ai semafori, passando per le automobili, le condizioni meteorologiche e persino i riflessi sulle finestre. L'obiettivo del regista era infatti quello di restituire a Spider-Man una dimensione più concreta e urbana, facendo percepire New York come un elemento fondamentale della storia. Una scelta che ha richiesto una combinazione di scenografie fisiche ed effetti digitali, spesso difficili da distinguere durante la visione del film.
Non tutte le difficoltà, però, hanno riguardato Hulk o le grandi sequenze d'azione e Chen ha raccontato anche di aver dovuto affrontare un problema legato agli effetti energetici di Jean Grey, interpretata da Sadie Sink. Inizialmente il supervisore aveva cercato di evitare un effetto visivo simile a quelli già utilizzati in altre produzioni per rappresentare i superpoteri, preferendo una soluzione differente. A cinque settimane dalla conclusione dei lavori, tuttavia, ha deciso di cambiare direzione e recuperare un linguaggio visivo più riconoscibile, caratterizzato da una sorta di aberrazione cromatica che richiama i colori dell'arcobaleno. Una scelta sulla quale Chen ha espresso anche qualche rimpianto, ammettendo che avrebbe voluto trovare una soluzione migliore.
Una riflessione che assume un significato particolare considerando proprio i numeri di Spider-Man: Brand New Day, completato attraverso una tabella di marcia estremamente serrata. Chen ha persino osservato che riuscire a rispettare quelle scadenze potrebbe rivelarsi controproducente per il settore, perché dimostra agli studi cinematografici che risultati simili possono essere raggiunti anche con tempi di lavorazione così ridotti. Eppure, nonostante tutte queste difficoltà, l'ultimo intervento sugli effetti visivi del film non ha riguardato né Hulk né una delle grandi battaglie di Spider-Man. Quando le società incaricate avevano ormai completato il proprio lavoro, durante una revisione finale qualcuno si è accorto di un particolare inatteso: sotto il braccio dell'Uomo Ragno era visibile una macchia di sudore sul costume.
Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che secondo Chen non poteva essere lasciato nella versione definitiva. “Non si possono avere supereroi che sudano dentro il costume”, ha ricordato il supervisore, raccontando come un piccolo gruppo di artisti abbia dovuto intervenire all'ultimo momento negli uffici Marvel di Burbank. La correzione è stata completata in circa 47 minuti, dopodiché l'inquadratura modificata è stata consegnata e Chen ha potuto finalmente lasciare gli studi, trovando il parcheggio ormai quasi completamente vuoto. Un episodio che racconta meglio di qualsiasi cifra quanto possa essere meticoloso il lavoro dietro un film di queste dimensioni.