Star Wars, Mark Hamill rivela: "Volevo riunire Luke, Han e Leia, ma nessuno mi ha ascoltato"

Mark Hamill rivela che J.J. Abrams rifiutò la sua proposta di riunire Luke, Han e Leia nella trilogia sequel di Star Wars. Un'occasione perduta per sempre.

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Ci sono errori che si possono correggere, aggiustare con un sequel o una serie televisiva. E poi ci sono quelli irreversibili, quelli che lasciano un vuoto permanente nel cuore di una saga. La trilogia sequel di Star Wars appartiene a questa seconda categoria, e Mark Hamill ha appena ricordato al mondo esattamente quale sia stata l'occasione perduta più dolorosa: la reunion mai avvenuta tra Luke Skywalker, Han Solo e Leia Organa.

Durante la prima Actors Roundtable del 2026 organizzata da The Hollywood Reporter, l'attore che ha dato vita a Luke per oltre quarant'anni ha risposto senza esitazione quando gli è stato chiesto con quale attore vivente avrebbe voluto lavorare. La sua risposta è arrivata come un pugno nello stomaco per i fan: Harrison Ford nella trilogia sequel. Non il Ford di Indiana Jones, né quello di Blade Runner. Proprio il Ford che interpretava Han Solo negli episodi VII, VIII e IX, con cui Hamill non ha mai condiviso una vera scena dopo Il ritorno dello Jedi del 1983.

"Nella trilogia sequel ho avuto solo due cameo", ha spiegato Hamill con quella miscela di ironia e frustrazione che solo lui sa dosare. "Dissi: 'Non avremo un momento in cui ci ritroviamo tutti e tre insieme per far saltare il banco? Basterebbero trenta secondi'. E JJ Abrams mi rispose: 'Beh, Mark, questa non è più la storia di Luke'". La risposta di Hamill a quella obiezione dimostra una comprensione della saga più profonda di chi l'ha scritta: "Star Wars non era la storia di Obi-Wan, eppure Alec Guinness ha avuto un ruolo cruciale, fondamentale... Comunque, nessuno mi ascolta". Quella battuta finale, detta quasi sottovoce, contiene più amarezza di mille recensioni negative.

Mark Hamill in Star Wars - Lucasfilm



Portare indietro il trio originale per un'unica scena condivisa avrebbe fatto esattamente questo: rinforzare il passaggio del testimone verso Rey, Finn e Poe. Invece, la scelta di tenerli separati nel nome di una "focalizzazione" che doveva proteggere i nuovi protagonisti ha finito per indebolire entrambe le generazioni. I nuovi eroi sono apparsi scollegati dal passato, mentre i volti storici sono stati marginalizzati senza un vero congedo.

E qui arriviamo al punto più doloroso: questa è un'occasione perduta che non potrà mai essere recuperata. Carrie Fisher ci ha lasciati nel 2016, portando con sé qualsiasi possibilità di un vero ritorno di Leia. Harrison Ford ha dichiarato più volte, con la franchezza che lo contraddistingue, di non avere alcun interesse a tornare nella galassia lontana lontana. La finestra temporale in cui quella reunion era possibile è stata aperta per pochi anni, tra il 2015 e il 2017, e ora è chiusa per sempre.

L'assenza di questa reunion è diventata il simbolo perfetto di tutti i problemi della trilogia sequel. Una mancanza di visione d'insieme, una paura di abbracciare pienamente il proprio passato, una pianificazione frammentaria che ha privilegiato le singole decisioni dei registi rispetto alla coerenza narrativa complessiva. J.J. Abrams ha fatto alcune scelte in Il risveglio della Forza, Rian Johnson ha preso una direzione diversa in Gli ultimi Jedi, e Abrams è tornato a correggere il tiro in L'ascesa di Skywalker. Ma nessuno, evidentemente, stava guardando il quadro completo.

Fonte / THR.com
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