Steven Spielberg inseguì James Bond per anni, poi accadde qualcosa che cambiò tutto
Steven Spielberg ha rivelato di aver cercato più volte di dirigere un film di James Bond. Un retroscena rimasto nascosto per decenni che ha finito per cambiare la sua carriera in modo inaspettato.
Ci sono storie che sembrano impossibili da credere a posteriori ed una di queste riguarda Steven Spielberg e James Bond. Oggi l'idea di vedere il regista di Jaws, E.T. e Indiana Jones alla guida di un film con protagonista l'agente 007 sembra quasi naturale. Eppure non è mai successo e non perché Spielberg non lo volesse, anzi per anni il celeberrimo cineasta ha inseguito quel sogno, ricevendo sempre la stessa risposta. Un secco no.
Ma Spielberg non si arrese e nel 1977, dopo il successo di Incontri ravvicinati del terzo tipo, si presentò una seconda opportunità, questa volta innescata proprio da Broccoli. Il produttore chiamò il regista per chiedere il permesso di utilizzare la celebre sequenza di cinque note musicali del film in Moonraker, il prossimo capitolo di Bond in lavorazione. A quel punto Spielberg colse la palla al balzo e propose uno scambio: le cinque note in cambio della regia di un film 007. Ma ancora una volta, la risposta fu negativa. Spielberg concesse comunque l'uso della colonna sonora, ma senza ricevere nulla in cambio.
Ad ogni modo, perché Cubby Broccoli continuò a rifiutare uno dei registi più talentuosi della sua generazione, che aveva appena dimostrato di saper gestire blockbuster da record di incassi? Spielberg stesso ha ammesso che non ha mai ricevuto una spiegazione. Le ragioni potrebbero essere molteplici: il controllo creativo ferreo che la famiglia Broccoli ha sempre esercitato sul franchise, con diritto di veto su ogni aspetto produttivo, potrebbe aver scoraggiato l'ingresso di un regista dal forte ego autoriale come Spielberg.
La nazionalità americana di Spielberg potrebbe quindi aver giocato un ruolo determinante nella chiusura dei Broccoli, nonostante il curriculum impressionante del regista. Ma con il senno di poi, questa doppia porta in faccia si è rivelata una benedizione per Spielberg. Difatti quando il regista raccontò la vicenda a George Lucas nel 1977, durante una vacanza alle Hawaii in attesa dell'uscita di Star Wars: Una nuova speranza, l'amico nonché creatore di Guerre stellari gli offrì qualcosa che avrebbe cambiato tutto. Lucas aveva in mente un progetto alternativo, inizialmente chiamato Indiana Smith, che avrebbe dato vita a una delle saghe più amate della storia del cinema: Indiana Jones.
I Predatori dell'Arca Perduta uscì nel 1981 e divenne immediatamente un fenomeno culturale, inaugurando un franchise che ha rivaleggiato e spesso superato lo stesso James Bond in termini di impatto popolare. Spielberg non solo aveva trovato il suo agente segreto personale, ma aveva contribuito a crearlo da zero, con una libertà creativa totale che probabilmente la gabbia produttiva di Bond non gli avrebbe mai concesso.
Nel frattempo, il franchise 007 ha continuato la sua strada, passando per le mani di registi di talento come Sam Mendes, Martin Campbell e Terence Young. Con l'acquisizione da parte di Amazon e l'annuncio di Denis Villeneuve, regista canadese di Dune, alla regia di Bond 26, sembra che la rigidità della famiglia Broccoli si stia ammorbidendo. Il tutto mentre prosegue la ricerca per il prossimo James Bond.