Stranger Things 5, Gaten Matarazzo avvisa i fan: "Preparate i fazzoletti per quello che succederà"

"Se muori tu, muoio io": la frase di Stranger Things 5 tra Steve e Dustin potrebbe essere il preludio di una morte tragica.

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Dopo quasi un decennio di avventure nel Sottosopra, Stranger Things si prepara a chiudere i battenti con una quinta stagione che promette di essere emotivamente devastante. E mentre i fan di tutto il mondo trattengono il respiro in attesa del gran finale, gli attori della serie hanno iniziato a lanciare avvertimenti che suonano come campane a morto per i personaggi più amati.

Gaten Matarazzo, il volto di Dustin Henderson dal 2016, ha parlato con una sincerità disarmante in un'intervista a Entertainment Tonight. Le sue parole non lasciano spazio a ottimismi ingenui: "Capisco l'ansia. Vi sento. Siamo tutti qui per supportarvi qualunque cosa accada. Se il vostro personaggio preferito non sarà più con noi o no, chi lo sa? Non ho davvero parole di conforto. Per prepararvi al meglio: procuratevi dei fazzoletti, del gelato, degli amici e della famiglia".

Non è esattamente il tipo di dichiarazione che tranquillizza. Anzi. Quando un attore ti dice di chiamare rinforzi emotivi e fare scorta di consolazioni, significa che i Duffer Brothers hanno preparato qualcosa di grosso. E gli indizi sparsi nei trailer e nelle interviste recenti suggeriscono che stavolta nessuno è al sicuro.

Steve e Dustin in Stranger Things - NETFLIX



Nel trailer del volume 2 della quinta stagione, una scena ha fatto drizzare le antenne a tutti gli appassionati: Dustin e Steve Harrington, interpretato da Joe Keery, ripetono una frase che avevano già pronunciato nella terza stagione. "Se muori tu, muoio io". Una promessa solenne, un patto di sangue tra due personaggi che nel corso delle stagioni sono diventati una delle coppie più amate della serie, una sorta di fratellanza nata dalle trincee dell'orrore soprannaturale.

Ma questa volta quella frase risuona diversamente. Non è più solo un momento di tenerezza tra un adolescente e il suo mentore improbabile. È un presagio. Un indizio narrativo che i creatori della serie hanno disseminato con la precisione chirurgica di chi sa esattamente dove vuole colpire il pubblico. E la storia delle serie TV ci insegna che quando un personaggio ripete una frase carica di significato emotivo, raramente è un caso.

A rendere ancora più inquietante lo scenario c'è un episodio apparentemente innocuo accaduto durante un'intervista dei Duffer Brothers con Jimmy Fallon. I due creatori, giocando con dei Funko Pop dei personaggi principali, hanno allineato le statuette sul tavolo e poi, quasi distrattamente, hanno fatto cadere quella di Steve oltre il bordo della scrivania. Un gesto casuale? I fan non la pensano così. Sui social è esplosa una caccia agli indizi che ha trasformato quel momento in una profezia di morte annunciata.

Steve e Dustin in Stranger Things - NETFLIX



Steve Harrington, del resto, ha già avuto un appuntamento con la morte rimandato più volte. Originariamente il suo personaggio doveva morire già nella prima stagione, ma i Duffer Brothers si sono affezionati a Joe Keery sia come persona che come attore, decidendo di tenerlo in vita. Da allora Steve è diventato uno dei pilastri emotivi della serie, evolvendosi da antagonista superficiale a babysitter eroico del gruppo di ragazzini, un'icona di redenzione e crescita personale.

Ma forse, proprio perché questa è l'ultima stagione di Stranger Things, il destino che era stato rinviato potrebbe finalmente compiersi. In fondo, quale migliore conclusione per un personaggio che ha imparato a mettere gli altri prima di se stesso se non un sacrificio finale? Quale modo più potente di chiudere il cerchio narrativo di Steve Harrington?

In questo contesto, la promessa "se muori tu, muoio io" assume un peso specifico enorme. Non è solo un momento emotivo tra due amici, è potenzialmente il preludio a una doppia tragedia che lascerebbe il pubblico devastato. Dustin e Steve, ognuno disposto a sacrificarsi per l'altro, potrebbero trovarsi in una situazione in cui quella promessa diventa letterale.

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