Su Netflix, c'è l'adattamento (sottovalutato) di un racconto di Stephen King: è migliore rispetto a It
1922 di Stephen King su Netflix ha il 92% su Rotten Tomatoes ma è poco conosciuto. Scopri perché questo film del 2017 con Thomas Jane merita di essere visto.
Mentre il pubblico mondiale si accalcava nelle sale per assistere al trionfo di It, che avrebbe incassato oltre 700 milioni di dollari nel mondo, Netflix rilasciava silenziosamente questo adattamento oscuro e disturbante (e migliore). 1922 è un film che non ha goduto della stessa attenzione mediatica, ma che rappresenta una delle trasposizioni di Stephen King più fedeli e atmosfericamente riuscite. La storia si svolge nel Nebraska rurale del 1922 e segue Wilf James, interpretato da un intenso Thomas Jane, un agricoltore che lavora la sua terra insieme alla moglie Arlette e al figlio Henry. Quando Arlette annuncia l'intenzione di vendere il terreno per trasferirsi in città, Wilf convince il figlio a compiere l'impensabile: uccidere la madre.
Il film diretto da Zak Hilditch sceglie di seguire la discesa agli inferi psicologica di Wilf con una lentezza deliberata. Le immagini della campagna del Nebraska, inizialmente idilliache, si trasformano progressivamente in un paesaggio di desolazione e decadimento. Il pozzo dove giace il corpo di Arlette diventa un simbolo fisico del rimorso, un buco nero che attira tutto ciò che Wilf ama. Thomas Jane offre una delle sue migliori interpretazioni. Il suo Wilf è un uomo comune divorato dall'ambizione e dall'orgoglio, incapace di accettare che la sua visione del mondo non sia l'unica possibile. Jane costruisce il personaggio con sfumature sottili: non è un mostro, ma un padre e un marito che compie una scelta mostruosa e poi viene distrutto dalle conseguenze.
Uno degli elementi più disturbanti del film è la presenza dei topi. Nel racconto di King, come nel film, questi roditori diventano messaggeri di morte, complici silenziosi del crimine e poi strumenti di una punizione che sembra orchestrata da forze superiori. Le scene con i topi sono girate con un realismo nauseante, contribuendo a quell'atmosfera di sporcizia morale che permea l'intera narrazione. La critica ha apprezzato il coraggio di Hilditch nel rispettare il tono cupo dell'originale, senza cercare di alleggerirlo o di inserire elementi più "commerciali". Il 92% su Rotten Tomatoes certifica questa scelta artistica. Il pubblico, come spesso accade con opere così oscure rilasciate in streaming, ha mostrato maggiore divisione, fermandosi a un punteggio inferiore. Ma questo è normale per film che non offrono catarsi facili o finali confortanti.
Il film non offre jump scare o effetti speciali spettacolari. Il suo orrore è quello della coscienza che non trova pace, della colpa che rode dall'interno, dei ratti che escono dal pozzo come incarnazione fisica del peccato. È un horror psicologico che lavora sulla suggestione e sull'accumulo di dettagli inquietanti. Forse è proprio questa assenza di elementi più immediati a spiegare perché 1922 non abbia trovato lo stesso pubblico di It. In un'epoca dominata dall'horror più spettacolare e rumoroso, un film come questo richiede tempo, attenzione, disponibilità a immergersi in un'oscurità senza luce in fondo al tunnel. Ma per chi è disposto a fare questo viaggio, la ricompensa è un'esperienza cinematografica potente e memorabile.