Su Netflix, c'è un dramma danese impegnativo che mette alla prova la tua pazienza (ma ne vale la pena)
A Fortunate Man è un dramma danese di Bille August su Netflix. Recensione completa: perché i 162 minuti di questo film storico meritano pazienza e attenzione.
Ci sono film che ti prendono per mano e ti trascinano nella storia fin dai primi secondi. E poi ci sono opere come A Fortunate Man, il dramma storico diretto da Bille August, che ti chiedono qualcosa di più prezioso nel 2020: pazienza. Distribuzione Netflix, origine danese. Sulla carta, tutti gli ingredienti per un'esperienza cinematografica impegnativa. Ma vale davvero la pena imbarcarsi in questo viaggio nella Danimarca di fine Ottocento?
La storia ruota attorno a Peter Andreas, chiamato semplicemente Per, interpretato da Esben Smed. Lo incontriamo nel momento cruciale della sua vita: l'accettazione alla scuola di ingegneria di Copenaghen. Per è cresciuto sotto il giogo di un padre religioso e autoritario, una figura oppressiva che disapprova profondamente le ambizioni del figlio. L'addio tra i due è segnato da uno schiaffo, gesto simbolico di una frattura che permeerà tutta la narrazione.
Nella capitale danese, il giovane Per scopre i piaceri della carne e le asprezze della vita indipendente. Le sue idee ingegneristiche sono rivoluzionarie per l'epoca: energia eolica, un sistema di canali per portare sviluppo e commercio nello Jutland, la parte occidentale e prevalentemente rurale della Danimarca da cui proviene. Ma il mondo non è pronto per le sue visioni, e lui fatica a trovare tanto il denaro quanto il riconoscimento che cerca.
Per non è esattamente un protagonista facile da amare. È testardo, ambizioso fino all'egoismo, tratta le persone intorno a sé con una certa callosità. Il film suggerisce che questi tratti derivino dal trauma infantile, dalla figura paterna opprimente che ha plasmato la sua psicologia. Ma per la prima metà del film, questa dimensione psicologica rimane troppo accademica, troppo distante, quasi fredda.
A Fortunate Man è nato come miniserie in quattro parti per il mercato danese, e la struttura originale traspare. Questo spiega il ritmo dilatato, i tempi morti, la costruzione graduale che sembra fatta per essere consumata in blocchi separati. Guardarlo tutto d'un fiato può risultare un'esperienza faticosa. Ma guardarlo in segmenti, concedendosi pause di riflessione, cambia completamente la percezione.
A Fortunate Man è un film che richiede impegno, che non fa sconti allo spettatore, che sfida le convenzioni del ritmo contemporaneo. È un'opera che appartiene a una tradizione cinematografica europea ormai rara, quella che privilegia l'approfondimento psicologico rispetto all'azione, la riflessione rispetto all'emozione immediata. Non è perfetto, ha difetti evidenti nella costruzione del primo atto e lascia qualche filo narrativo sospeso, ma la sua onestà intellettuale e la forza del ritratto umano che costruisce lo rendono un'esperienza che merita di essere vissuta.