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Su Netflix, c'è una dark comedy imperdibile dove il lutto diventa amicizia e l'amicizia diventa incubo

Dead to Me: la serie Netflix con Christina Applegate e Linda Cardellini. Un'amicizia nata dal lutto e fondata su un segreto. Dark comedy che mescola dolore e umorismo nero.

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Netflix ha fatto della commedia dark una delle sue firme distintive. Dopo Santa Clarita Diet e altri esperimenti dove il dramma si mescola all'umorismo più nero, arriva Dead to Me - Amiche per la morte, una serie che prende il lutto come punto di partenza e costruisce attorno a esso una storia di amicizia molto intensa, ma pericolosamente fondata su menzogne. Creata da Liz Feldman, già dietro 2 Broke Girls, questa produzione del 2019 mette in scena Christina Applegate e Linda Cardellini in un duo che funziona così bene da rendere quasi secondari i colpi di scena che la narrativa dissemina lungo il percorso.

La trama ruota attorno a Jen, interpretata da Applegate, una agente immobiliare vedova che cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita mentre cresce da sola due figli piccoli. La morte improvvisa del marito l'ha lasciata in un limbo emotivo fatto di rabbia e dolore, un mix esplosivo che Jen scarica su chiunque le capiti a tiro: dalla polizia che non ha risposte sul caso, ai passanti troppo gentili, fino a rifugiarsi nel suo SUV di lusso ad ascoltare death metal a volume devastante. È durante un gruppo di supporto per il lutto che incontra Judy, una donna dall'animo gentile e dallo spirito libero che sembra incarnare tutto ciò che Jen non è: empatica, disponibile, pronta ad abbracciare il dolore altrui come fosse proprio.

Judy si avvicina a Jen con una naturalezza disarmante, offrendole quella spalla su cui piangere che la vedova non sapeva di cercare
. Vive in una casa di riposo dove lavora, ha un legame speciale con Abe, un paziente interpretato da Ed Asner, e sembra portare con sé una fragilità che la rende immediatamente simpatica. Ma c'è un problema, anzi, un segreto. Un segreto così grande da minare alle fondamenta l'intero rapporto che sta nascendo tra le due donne, e da mettere in discussione persino la memoria del marito di Jen. Christina Applegate trova in Jen uno dei ruoli più intensi e sfaccettati della sua carriera.

Ciò che rende la serie meritevole di attenzione è proprio la capacità di esplorare il valore di un'amicizia nata nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, per le ragioni sbagliate. È una riflessione sul lutto che non scivola mai nel melodramma stucchevole, che non cerca di consolare. Il dolore di Jen è rabbioso, caotico, a tratti insopportabile. L'empatia di Judy è sincera ma avvelenata dalla consapevolezza di ciò che nasconde. E nel mezzo, tra questi due poli, si costruisce qualcosa di autentico. Un elemento interessante è come la serie affronti il tema della rabbia femminile.

Guardando Dead to Me si ha l'impressione di assistere a un esperimento riuscito: prendere gli elementi di un thriller psicologico, filtrarli attraverso la lente della dark comedy (il genere di questa serie storica con Elle Fanning), e usarli per raccontare una storia profondamente umana. Il risultato non è perfetto, e l'eccessivo affidamento sui segreti come motore narrativo rimane un limite evidente, ma le performance delle protagoniste e la sincerità con cui viene affrontato il tema del lutto elevano la serie ben oltre le sue imperfezioni.

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