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Su Netflix, la vera storia di Luka Magnotta: quando la fame di popolarità trasforma in assassino

La docuserie Netflix sul serial killer Luka Magnotta ispirato a Basic Instinct. Storia vera di omicidio, caccia online e ossessione digitale

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Immagina l'orrore di un crimine talmente atroce che persino una piattaforma streaming come Netflix, abituata a contenuti senza filtri, non può mostrarlo per intero ma solo descriverlo. Don't F--k With Cats - Giù le mani dai gatti si muove proprio in questo territorio oscuro, documentando una serie di atti reali che lasciano un effetto agghiacciante su chiunque li osservi, umani e animali indistintamente. La docuserie in tre episodi diretta da Mark Lewis racconta una caccia all'uomo di nuova generazione, resa possibile dall'interconnessione globale di internet. Da un lato, un gruppo di investigatori improvvisati sparsi per il mondo che si organizzano online per catturare un killer. Dall'altro, lo stesso assassino che sfrutta l'anonimato del web per commettere crimini sempre più efferati, alimentando una spirale di violenza che culminerà in un omicidio.

Gli eventi narrati in Don't F--k With Cats avrebbero potuto costituire la trama di un film horror di successo, se non fosse che sono accaduti davvero. Il documentario presenta le due facce della medaglia digitale: da una parte, il senso di comunità che internet può creare quando persone sconosciute si uniscono per un obiettivo comune. Dall'altra, il livello di depravazione che la rete può abilitare e amplificare. La storia inizia nel 2010, quando un video intitolato "1 boy 2 kittens" diventa virale su YouTube. Le immagini mostrano un uomo incappucciato che sigilla sottovuoto due gattini fino a soffocarli. La reazione è immediata e viscerale: nasce un gruppo Facebook dedicato alla ricerca dell'autore del video, composto da detective improvvisati determinati a identificare chi ha compiuto quell'atto orribile.

A guidare l'indagine ci sono Deanna Thompson, che sul social network usa il nome Baudi Moovan, e il popolare autore John Green. Man mano che la caccia prosegue, l'uomo dietro i video inizia chiaramente a godere dell'attenzione ricevuta. Nel 2011 pubblica un secondo filmato, intitolato "Bathtime LOL", in cui annega un gattino legandolo a un manico di scopa. La crudeltà dei suoi gesti aumenta, così come l'ossessione degli investigatori del web che vogliono vederlo dietro le sbarre a tutti i costi. Utilizzando indizi nascosti nei video caricati online, l'indagine cerca di tracciare l'identità del killer. Con persone provenienti da ogni angolo del pianeta che si uniscono all'iniziativa, inclusa persino una gang di motociclisti, l'investigazione ottiene alcuni risultati: l'uomo viene identificato come Luka Rocco Magnotta, un ex aspirante attore con un passato controverso.

Ma prima di poter celebrare il successo, il gruppo si confronta con una realtà agghiacciante. Un uomo di nome Edward Jordan diventa bersaglio dell'ira collettiva quando viene erroneamente scambiato per il killer dei gattini. Jordan, che già soffriva di depressione, si suicida poco dopo. Sebbene sia impossibile stabilire con certezza un nesso causale diretto, sarebbe ingenuo pensare che essere vittima di una caccia alle streghe online non abbia giocato alcun ruolo nella sua tragica decisione. A questo punto della narrazione, proprio come Magnotta, anche il gruppo che lo insegue diventa in qualche modo complice di una morte, seppur involontariamente. È qui che Don't F--k With Cats solleva per la prima volta un interrogativo inquietante: quanto la caccia ossessiva del gruppo potrebbe aver spinto Magnotta a cercare ulteriore notorietà attraverso crimini ancora più gravi?

Magnotta raggiunge l'apice della sua infamia quando Lin Jun, uno studente cinese, diventa la sua ultima vittima, costringendo finalmente la polizia a intervenire direttamente. Dopo aver caricato online un video che mostra l'uccisione di Lin Jun con un cacciavite camuffato da punteruolo da ghiaccio e lo smembramento del corpo, Magnotta commette atti di cannibalismo e necrofilia prima di spedire parti del cadavere in diverse zone della città, compresi gli uffici del Partito Liberale e del Partito Conservatore del Canada. Al di là della cronaca degli eventi, Don't F--k With Cats solleva questioni profonde e scomode. La serie chiede un esame di coscienza al gruppo di investigatori improvvisati che hanno condotto gran parte dell'indagine. Emerge il dubbio che Magnotta non sarebbe mai passato dall'uccisione di gattini a quella di un essere umano se non avesse ricevuto l'attenzione mediatica che cercava disperatamente.

La docuserie mette in discussione il genere stesso del true crime: non è quindi solo la cronaca di una caccia all'uomo portata a termine con successo. È un'analisi disturbante di come internet abbia creato un ecosistema in cui la depravazione può trovare un pubblico, la notorietà può diventare un fine a sé stante, e la linea tra bene e male si confonde quando tutti, cacciatori e prede, cercano la stessa cosa: essere visti, essere ricordati, lasciare un segno nel mondo digitale. La docuserie di Mark Lewis rimane un documento essenziale per comprendere i lati oscuri della cultura online contemporanea, un monito su quanto facilmente la giustizia fai-da-te possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso, e un'indagine sui meccanismi psicologici che trasformano la ricerca di attenzione in una forza distruttiva capace di travolgere vite umane. Se sei fan del genere true crime, non puoi perderti neanche questa serie in vetta alle classifiche.

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