FILM

Su Prime Video, c'è film post-apocalittico con Alicia Silverstone che nessuno si aspettava

Analisi del thriller post-apocalittico con Alicia Silverstone e Stephen Moyer. Trama, twist narrativo e recensione del film di Drew Mylrea.

Condividi

Last Survivors, disponibile su Prime Video, è uno di quei film che vive e muore sulla capacità di sorprendere. Un thriller post-apocalittico che gioca tutto sulla sospensione dell'incredulità e su un colpo di scena che ridefinisce ciò che hai visto fino a quel momento. Uscito nelle sale americane e on demand il 4 febbraio 2022, questo indie sci-fi di 98 minuti diretto da Drew Mylrea porta sullo schermo Alicia Silverstone e Stephen Moyer in ruoli che non ti aspetteresti, affiancati da Drew Van Acker nel ruolo del protagonista Jake. La storia parte da un trauma: Jake perde la madre da bambino e viene portato via dalla tragedia dal padre Tro, interpretato da Moyer. Da quel giorno terribile, i due vivono isolati tra le montagne innevate del Montana, lontani da tutto e da tutti. Ma non si tratta di una morte ordinaria, né di un giorno come gli altri. Ora venticinquenne, Jake è cresciuto conoscendo solo la paura e il disprezzo per gli estranei, chiunque cerchi di disturbare il loro stile di vita recluso.

Addestrato a cacciare, a vivere della terra e a non lasciare mai la proprietà, Jake ha imparato molte cose da suo padre. Non tutte buone, non tutte vere. Questo diventa evidente quando incontra per la prima volta qualcuno diverso da Tro: Henrietta, interpretata da Silverstone, la prima estranea che non uccide a vista. Lei gli mostra esattamente cosa si è perso rinchiuso con suo padre per tutti questi anni, spingendolo a farsi domande nuove, seppur ovvie, sul mondo esterno. Dire di più sulla trama di Last Survivors significherebbe rovinare l'esperienza. C'è un momento cruciale in cui tutto cambia, e il film merita credito per aver preso una decisione ferma su quando e dove operare questo shift narrativo. A differenza dei peggiori film di M. Night Shyamalan, il twist non fa o distrugge Last Survivors: fornisce piuttosto un contesto al world-building e alla mitologia che il film costruisce.

Sul fronte delle performance, Silverstone e Moyer portano a casa il risultato. In ruoli di supporto che spesso si scontrano tra loro, i due veterani fanno un ottimo lavoro in un film piccolo ma dignitoso. La celebrità nostalgica della Silverstone non distrae mai, così come Moyer non viene sfruttato come sex symbol maturo. Non si tratta esattamente di recitare contro il proprio tipo, ma sicuramente entrambi escono dalla loro comfort zone attoriale, con risultati convincenti che lasciano voglia di vederli in altri progetti indie di genere. Il punto debole è Drew Van Acker. Va detto che fisicamente sembra perfetto per l'età del personaggio, nonostante nella realtà abbia quasi 15 anni in più. Il problema è che non gli viene dato un ambiente come il liceo o personaggi della sua età con cui confrontarsi, lasciandolo letteralmente e metaforicamente nella natura selvaggia. Il risultato è una performance altrettanto ferale: un'iperrecitazione intensa che mostra fisicamente quanto stia provando a essere bravo, ma che in certi punti risulta difficile da guardare.

Interpretare un giovane uomo la cui crescita mentale è stata bloccata dall'isolamento a lungo termine richiede scelte attoriali distinte e consistenti, ma quelle di Acker non funzionano sempre. Alla fine, il twist da solo vale il prezzo del biglietto. Last Survivors ha qualcosa che non vuoi perderti, anche se devi sopportare qualche momento traballante lungo il percorso. Non è un capolavoro, ma è un esperimento riuscito che dimostra come un buon concept, una regia solida e un paio di veterani motivati possano creare qualcosa di memorabile anche con risorse limitate.

Continua a leggere su BadTaste