The Immortal Man: Paul Anderson svela il destino di Arthur Shelby (e un indizio sul futuro di Peaky Blinders)

Arthur Shelby è morto in Peaky Blinders: The Immortal Man? Paul Anderson svela il destino del personaggio e lascia un dettaglio criptico sul futuro della saga.

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Quattro anni dopo la fine della sesta stagione, il momento che i fan di tutto il mondo aspettavano è finalmente arrivato. Peaky Blinders: The Immortal Man ha debuttato, due settimane fa, nelle sale selezionate, portando sullo schermo grande le vicende della famiglia Shelby con un cast rinnovato che include Barry Keoghan e Rebecca Ferguson accanto ai volti storici della serie creata da Steven Knight. Il film è disponibile da oggi, 20 marzo 2026, su Netflix.

Ma tra tutte le domande che hanno preceduto l'uscita del film, una dominava su tutte le altre: che fine avrebbe fatto Arthur Shelby, il fratello tormentato e violento di Tommy, interpretato da Paul Anderson per tutte e sei le stagioni della serie BBC? In un'intervista esclusiva rilasciata a LADbible, l'attore ha finalmente sciolto ogni dubbio, anche se le sue parole lasciano spazio a qualche interrogativo.

Arthur non c'è. O meglio, non fisicamente. Il personaggio che per anni ha incarnato la violenza istintiva e la fragilità emotiva dei Peaky Blinders sopravvive nel film solo attraverso la coscienza tormentata di Tommy, interpretato da Cillian Murphy. Una presenza spettrale, un peso sulla coscienza, un fantasma che continua a perseguitare il capo della famiglia Shelby mentre affronta quella che viene descritta come "la sua resa dei conti più distruttiva".

Anderson non fa mistero del fatto che Steven Knight lo avesse avvertito in anticipo di questo epilogo "triste" per Arthur, e la sua reazione potrebbe sorprendere chi si aspettava resistenze o polemiche. "Beh, cosa puoi farci? È così. Ho pensato di lasciarli fare", ha dichiarato l'attore, che ha definito il creatore della serie una persona che "adora".

La scelta narrativa, secondo Paul Anderson, è "potente" e rappresenta qualcosa di inedito per la televisione. "È qualcosa che non si vede in TV. Tutti pensavano che Arthur sarebbe morto. Sono rimasto abbastanza sorpreso, a volte ero piuttosto cattivo, non ero molto gentile con la gente. Ma la gente mi amava", ha spiegato l'attore, riflettendo sul contrasto tra la brutalità del personaggio e l'affetto del pubblico.

Quando gli viene chiesto se questo segni definitivamente la conclusione per il fratello di Tommy, la sua risposta è volutamente ambigua: "Voglio dire, sì, immagino... Non è così semplice come pensate. Ma vedremo".

Peaky Blinders - NETFLIX

Un indizio criptico che assume ancora più significato se si considera che Steven Knight ha già annunciato altre due stagioni televisive ambientate diversi anni dopo gli eventi del film. "Hanno in programma di fare altre due stagioni ma non so se vuole farle con una generazione più giovane o una nuova squadra di Peaky Blinders", ha rivelato Anderson. "Quello che intendo è che Tommy ci sarà ancora e la mia memoria – se sono morto – ci sarà ancora".

L'attore ha anche confessato di essere stato "apprensivo" riguardo all'idea stessa di trasformare Peaky Blinders in un film. "Abbiamo fatto un buon show, non abbiamo fatto abbastanza stagioni – penso che avremmo dovuto fare solo un paio di stagioni in più. Non vedo una ragione per fare un film, a essere onesto", ha dichiarato senza peli sulla lingua.

La sua filosofia? "Sono un convinto sostenitore del lasciare la gente con la voglia di più". Ma poi ha aggiunto una considerazione che rivela la natura complessa del rapporto tra artisti e pubblico: "La cosa divertente della recitazione è che non importa cosa ne pensiamo noi, o cosa ne penso io – o chiunque altro in realtà. Si tratta di cosa ne pensano i fan e se non gli piace, siamo alla loro mercé. È come la serie stessa, quando abbiamo iniziato a girare, non avevamo idea di come sarebbe stata".

Peaky Blinders - NETFLIX

Dopo aver visto il film, Anderson promette che gli spettatori "avranno una sorpresa" e vedranno "Arthur sotto una luce molto diversa", anche se la sua presenza è più metafisica che fisica. E mentre si interroga su "come i fan prenderanno" quello che succede al suo personaggio, l'attore ha rivelato quale sia stato il ruolo migliore della sua carriera: quello di padre del suo bambino.

La domanda che rimane sospesa è quella lasciata da Paul Anderson: Arthur è davvero morto o c'è qualcosa di più complesso sotto la superficie? In un mondo dove Tommy Shelby ha sempre avuto un piano, dove la morte stessa è stata più volte sfidata e dove i fantasmi del passato pesano quanto i vivi, forse nemmeno la fine è così definitiva come sembra.

Fonte / LadBible.com
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