Top Gear Italia chiude in bellezza tra dune di sabbia e superbolidi
Siamo giunti al sesto ed ultimo appuntamento con questa prima edizione di Top Gear Italia: il programma ha convinto, tornerà con una seconda edizione?
Il programma, partito un po' in sordina, si è riscattato poco per volta, concludendo con una puntata "avventurosa" - a metà strada tra un Camel Trophy e un episodio di Fantozzi - che ha visto il povero Davide Valsecchi letteralmente abbandonato nel deserto del Marocco per ben tre lunghi giorni.

Giocosamente la sfida viene vinta dalla futuristica Pagani, auto con cui anche il vero Stig segna il tempo di record su pista con supercar di questa edizione.


Stavolta sembra proprio che la produzione abbia giocato un brutto tiro a Valsecchi. Lo vediamo passare da uno stato di tranquillità, ad un'insolita agitazione fino a cadere nella più cupa disperazione e nell'inconsolabile sconforto, e sembra davvero che non sia al corrente che la sua permanenza in un luogo tanto inospitale possa protrarsi per giorni. Non sembra affatto che stia recitando un copione, ma pare proprio un protagonista ignaro di un reality non annunciato!


Cambio repentino di scenario: creata la giusta suspense, si ritorna in studio con il super ospite della serata, Cesare Cremonini, l'ultimo che si cimenterà nell'ormai ben noto giro in pista su utilitaria economica. Sappiamo che il cantautore bolognese ha una certa familiarità con le due ruote, in particolare con una certa Vespa 50 special, ma forse non tutti conoscono la sua passione per le auto e per i rally. A grande sorpresa Cremonini si classifica primo nel giro in pista superando inaspettatamente Max Gazzè e consacrandosi così vincitore di questa prima edizione di Top Gear Italia.

Ma ora è giunto il momento di scoprire se Valsecchi verrà salvato dai suoi compagni e tornerà tra noi. E come ogni bella storia che si rispetti, la puntata non può che terminare con un lieto fine. Tutto è bene quel che finisce bene, i nostri tre conduttori sono tornati tutti sani e salvi in studio per i saluti di rito e anche Bastianich, finora visto sempre in versione uomo Denim ovvero "uomo che non deve chiedere mai" (per citare un celeberrimo spot anni '80) si rivela essere un duro dal cuore tenero. Proprio un attimo prima che inizino a scorrere i titoli di coda, confessa, abbracciando i suoi due compagni di avventura, di essere stato davvero bene con loro.
Ci sono quindi i presupposti per una seconda edizione? Squadra che vince non si cambia? Forse è ancora presto per dirlo, ma dovendo tirare le somme del programma, che nella sua versione originale britannica ha avuto per anni un successo planetario (attendiamo di vedere come andrà da quest' anno con i nuovi conduttori che hanno raccolto il pesante testimone lasciato dal trio formato da Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May), possiamo dire che questa edizione italiana, se non eccelsa, alla fine è stata all'altezza delle aspettative. Prima che cali il sipario, promuoviamo a pieni voti questo terzetto, e proprio come alla fine di una corsa automobilistica, Meda si guadagna indiscusso il podio, mentre Bastianich e Valsecchi sono secondi ex aequo. Siete d'accordo?