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Toy Story 5: svelata la scena eliminata con la toccante reunion tra Jessie ed Emily

Ecco perché la Pixar ha scelto di tagliare l'emozionante reunion tra Jessie ed Emily in Toy Story 5

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Se c'è una costante nell'universo Pixar, oltre ai cammei dell'iconico furgoncino di Pizza Planet, è la sadica perversione degli sceneggiatori nel voler far piangere a dirotto adulti consenzienti. Da quando nel lontano Toy Story 2 ci spiegarono il significato dell'abbandono sulle note di When She Loved Me, la povera Jessie è diventata il simbolo vivente—si fa per dire—della sindrome da stress post-traumatico in formato plastica e stoffa.

Con Toy Story 5, arrivato nelle sale per ricordarci che la cowgirl di Emeryville non ha intenzione di fermarsi mai, Jessie riconquista il centro della scena. E, a quanto pare, per poco non siamo stati travolti da un'ondata di melassa spinta oltre ogni limite di guardia.

Entertainment Weekly ha infatti riportato alla luce un animatic inedito che avrebbe dovuto sancire la reunion in carne, ossa e rughe tra Jessie ed Emily, la padroncina originale che la abbandonò inscatolandola sotto il letto.

Una scena di Toy Story 5 (Pixar Animation Studios)

Nella scena tagliata, una Jessie esitante finisce per rincontrare un'Emily ormai diventata nonna, complice il cavallo Bullseye che, con la grazia di un elefante in una cristalleria, tira il cordino del parlante rivelando l'identità del giocattolo. Segue momento amarcord, lacrime, ricordi rievocati davanti al nipotino e un carico emotivo che avrebbe fatto apparire Schindler's List una commedia leggera.

Ma qui interviene la vera notizia: il regista Andrew Stanton e la co-regista McKenna Harris hanno avuto la lucidità di tirare il freno a mano.

Harris ha giustamente riconosciuto che, per quanto l'idea di una catarsi hollywoodiana fosse una tentazione irresistibile, sbattere in faccia allo spettatore una riconciliazione così didascalica avrebbe snaturato il senso profondo del viaggio di Jessie. Toy Story 5 mette i nostri beniamini di fronte alla minaccia definitiva del XXI secolo: non più i bambini che crescono, ma i bambini ipnotizzati dagli schermi piatti. Con la piccola Bonnie totalmente assorbita dal nuovo tablet "Lilypad", la claustrofobia dell'abbandono torna a bussare alla porta di Jessie.

Scegliere di evitare la melassa del ricongiungimento diretto in favore di un percorso di guarigione più intimo e silenzioso—dove la cowgirl trova le tracce del ricordo di Emily senza dover necessariamente ricevere una benedizione dal vivo—è una decisione di pura maturità di scrittura. Invece di trasformare l'animazione in una seduta di psicoterapia d'accatto per nonne nostalgiche, gli autori hanno capito che la vera chiusura per il personaggio non passava dall'approvazione altrui, ma dal smettere di considerarsi un giocattolo "difettoso".

I sequel d'animazione soffrono sempre più spesso di fan-service compulsivo e strizzate d'occhio ai nostalgici degli anni '90, la scelta di tagliare questa reunion è un raro sprazzo di dignità cinematografica. Jessie non aveva bisogno di un abbraccio geriatricamente corretto per ritrovare se stessa; le bastava capire che il suo valore non dipende dal tempo di utilizzo di un display o dalla nostalgia di chi l'ha amata ieri. Un plauso dunque ai forbiciatori della Pixar: per una volta, togliere ha reso il racconto infinitamente più ricco.

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