Tre settimane seguendo la Bibbia alla lettera: l'esperimento di Pif che sconvolge tutto è su Netflix
Pif dirige e interpreta questa commedia su fede e amore. Arturo promette di seguire Dio alla lettera per 3 settimane.
Lo scorso aprile è uscito nelle sale italiane "...Che Dio perdona a tutti", la commedia diretta e interpretata da Pif (disponibile su Netflix) che segna il ritorno del cineasta siciliano dietro la macchina da presa. Distribuito da PiperFilm e prodotto da Kavac, il film si inserisce nel solco della tradizione autoriale di Pierfrancesco Diliberto, capace come sempre di mescolare ironia pungente e riflessione profonda, questa volta affrontando temi come la fede, l'amore e l'identità personale attraverso una lente che è al tempo stesso comica e disincantata. La storia nasce dall'omonimo romanzo d'esordio dello stesso Pif, pubblicato da Feltrinelli nel 2018, e viene ora trasposta sul grande schermo grazie a una sceneggiatura scritta a quattro mani con Michele Astori. Il risultato è un racconto che conserva il sapore letterario dell'opera originale ma si adatta perfettamente al linguaggio cinematografico, mantenendo quella capacità di parlare agli italiani con una voce riconoscibile e autentica.
Pur di conquistarla, Arturo decide di adattarsi alle convinzioni religiose della donna, arrivando a impersonare nientemeno che Gesù durante una Via Crucis. Quello che dovrebbe essere un gesto di avvicinamento spirituale si trasforma però in un calvario personale fatto di errori, gaffe e situazioni al limite del blasfemo. Nonostante il percorso accidentato, Flora si innamora e per un periodo i due vivono una relazione che sembra aver trovato un suo equilibrio. Ma in una commedia che parla di verità e finzioni, di compromessi e autenticità, l'equilibrio è destinato a non durare. Quando Flora scopre la reale indifferenza religiosa di Arturo, la relazione entra in crisi. È qui che il protagonista, tra sfinimento e provocazione, decide di compiere un gesto estremo: promette di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane. Non una lettura simbolica o interpretativa, ma un'adesione letterale ai precetti biblici.
Questa decisione segna un punto di svolta radicale nella vita di Arturo, mettendo in discussione abitudini consolidate, certezze personali e relazioni con gli altri. Il percorso che ne deriva non è solo una sfida spirituale ma diventa un esperimento esistenziale che lo costringe a confrontarsi con se stesso e con il mondo che lo circonda. E a rendere ancora più singolare questa avventura fuori dall'ordinario c'è la presenza di un complice davvero inaspettato: il Papa. Il film si propone come una delle commedie italiane più attese della stagione, capace di intrecciare leggerezza e profondità senza mai scadere nel moralismo. Pif costruisce una narrazione che parla agli italiani con una voce che sanno riconoscere, affrontando il tema del rapporto con la religione in modo personale e mai scontato. La fede diventa così non un tabù intoccabile ma un terreno di confronto, di dubbio, di ricerca personale.