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Un amico immaginario e John Cena: questa commedia su Prime Video nasconde un cuore inaspettato

La nuova commedia di Peter Farrelly su Prime Video con Zac Efron e John Cena mescola volgarità ed emozioni autentiche.

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Ricky Stanicky - L'amico immaginario su Prime Video segna il ritorno di Zac Efron nel territorio della commedia sfrontata, quello che lo ha reso una stella dopo l'era High School Musical. Ma stavolta c'è una differenza sostanziale: l'attore non è l'anima trasgressiva del film. Quel ruolo spetta a John Cena, che con la sua interpretazione selvaggia e sorprendentemente toccante trasforma una premessa assurda in qualcosa di memorabile. Diretto da Peter Farrelly, il maestro delle commedie senza freni che ci ha regalato cult come Scemo e più scemo, il film rappresenta la seconda collaborazione tra il regista ed Efron dopo il dramma bellico The Greatest Beer Run Ever del 2022. Ambientazioni completamente diverse, eppure il binomio funziona ancora, mantenendo quel mix di cuore e umorismo che aveva caratterizzato il loro primo lavoro insieme.

La trama ruota attorno a tre amici inseparabili dall'infanzia: Dean (Zac Efron), JT (Andrew Santino) e Wes (Jermaine Fowler). Da bambini, i tre creano un amico immaginario di nome Ricky Stanicky per scaricare su di lui la responsabilità di ogni guaio combinato. Un capro espiatorio perfetto, una bugia innocente che però non muore con l'adolescenza. Vent'anni dopo, ormai adulti con famiglie e carriere, continuano a usare Stanicky come alibi per i loro weekend di libertà, perpetuando una menzogna diventata ormai monumentale. Il castello di carte crolla quando le loro famiglie pretendono finalmente di incontrare questo misterioso Ricky. Presi dal panico, i tre ingaggiano "Rock Hard" Rod (John Cena), un imitatore di celebrità dalla carriera discutibile, per interpretare il loro amico fittizio. Da qui in poi, il caos è garantito.

Farrelly dimostra ancora una volta la sua capacità di bilanciare registri opposti. Il flashback iniziale ricorda l'energia anarchica di Good Boys, stabilendo con precisione chirurgica la dinamica che legherà i tre protagonisti per decenni. Ma è nel presente che il film trova la sua identità più interessante, alternando sequenze di comicità sopra le righe a momenti drammatici che ancorano l'assurdità a una realtà emotiva credibile. Temi pesanti come l'alcolismo e l'abuso infantile vengono toccati con una delicatezza inaspettata, trasformando personaggi che in mani meno abili sarebbero stati semplici macchiette in figure tridimensionali. È proprio questa combinazione di volgarità e profondità a rendere Ricky Stanicky più di una semplice commedia da risate facili.

Il film ti fa ridere con situazioni completamente assurde, con le battute senza filtri di Cena e con l'espressione sempre più disperata di Efron mentre la bugia sfugge al loro controllo, ma poi ti colpisce con momenti di autentica connessione umana. Zac Efron, reduce dalla performance probabilmente migliore della sua carriera nel wrestling drama The Iron Claw, qui si ritaglia un ruolo diverso dal solito. Non è lui a portare avanti le sequenze più trasgressive, ma fa da contrappeso perfetto alla performance esplosiva di Cena. Il suo Dean è lo "straight man" della situazione, quello che cerca disperatamente di tenere insieme i pezzi mentre tutto gli esplode intorno. Efron sa esattamente come dosare umorismo e cuore, rendendo Dean un protagonista per cui è facile fare il tifo.

Ma è John Cena a dominare completamente la scena. Dopo aver trovato la sua dimensione perfetta come Christopher Smith in Peacemaker, la serie DC che ha rivelato il suo talento per mescolare volgarità e vulnerabilità, l'attore sembra aver scoperto esattamente che tipo di performer vuole essere. In Ricky Stanicky eccelle sia nei momenti più trasgressivi che in quelli emotivamente carichi, costruendo un personaggio sorprendentemente stratificato. Rod/Stanicky diventa qualcuno per cui tifare, un'anima persa che trova una famiglia improvvisata, e l'energia che Cena porta in ogni scena trasforma il film in un'esperienza coinvolgente con una profondità inaspettata. Il finale, costruito con cura attraverso la performance di Cena, risulta guadagnato e sorprendentemente soddisfacente. Non è scontato, non è prevedibile, e riesce a chiudere il cerchio emotivo aperto dall'inizio senza tradire il tono dissacrante del resto del film.

Ricky Stanicky non reinventa la commedia, e forse avrebbe potuto osare ancora di più in certi momenti. Ma riesce nell'impresa non banale di bilanciare trasgressione e sentimento, di farti ridere forte e poi toccarti il cuore senza che la transizione risulti forzata. È il tipo di film che ti ricorda perché le commedie "da amici" funzionano quando sono fatte bene: perché sotto le risate e le situazioni assurde, parlano di legami, di errori, di crescita e di seconda possibilità. E se Zac Efron conferma ancora una volta il suo talento nel genere comico, è John Cena a portarsi a casa il film, dimostrandosi ormai un maestro nel ruolo del casinista dal cuore d'oro. Un ritorno alla commedia vietata che vale la visione, soprattutto per chi cerca qualcosa di più di semplici battute volgari.

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