Upfront: come si costruisce un palinsesto negli USA?
Quali sono le scelte strategiche che determinano la programmazione di un network televisivo? Lo spiega Preston Beckman, capo della programmazione della FOX.
I veri appassionati di televisione però non terranno gli occhi solo sui diversi show, ma faranno caso a quando andranno in onda. Le fasce orarie e i palinsesti sono tutto: leggendoli si può capire quali nuove serie stanno cercando di prevalere su altre più deboli e concorrenti, quali grandi hit vengono spostate per affrontarsi apertamente l'un l'altra, e così via. Fatto sta che, se i sempre più numerosi servizi di registrazione automatica (come i DVR) e di televisione on demand hanno reso praticamente inutile la programmazione nella moderna era televisiva, i network prendono molto seriamente il collocamento dei loro prodotti nelle diverse fasce orarie. La decisione di rimuovere American Idol dal martedì sera sarebbe costata milioni alla FOX se non fosse andata a buon fine; al contrario, è riuscita a fornire al canale un giovedì competitivo, e ha trasformato Bones in una hit ancora più grande.
Come vengono prese queste scelte strategiche? Il sito americano Vulture ne ha parlato con qualcuno che sa il conto suo: Preston Beckman, il capo della programmazione della FOX, un uomo che ha alle spalle 30 anni di esperienza nella composizione del palinsesto. Quanto di queste scelte è commerciale, quanto gioca l'istinto, quanto è importante la strategia?
Sebbene gran parte del lavoro per assemblare i diversi pezzi del puzzle sia condotta a stretto contatto con il presidente della Fox Entertainment Kevin Reilly e con il capo della Fox Networks Group, anche altre divisioni prendono parte al processo. "Ci sono diversi gruppi di interesse," spiega Beckman. "Le persone responsabili della ricerca e sviluppo, della programmazione attuale, del marketing, delle vendite. Ogni parte viene ascoltata." E con tutti questi attori che possono avere voce in capitolo, che cosa determina la scelta degli show che finiscono sul palinsesto, e dove? Oltre a ciò che è ovvio – verranno scelti i prodotti che porteranno maggiori profitti al network – tre sono secondo Beckman le grandi variabili che plasmano le decisioni definitive della programmazione:
La conformazione del palinsesto attuale. "Abbiamo bisogno di mandare in onda telefilm che soddisfino i bisogni della nostra programmazione," racconta. "Non vogliamo gonfiarla per trasmettere uno show a tutti i costi." Tradotto in parole povere: semplicemente perché si ha tra le mani un ottimo pilot, questo non significa che esso verrà necessariamente selezionato. Un contendente promettente come, ad esempio, Locke and Key, potrebbe potenzialmente essere un successo, ma se gli esecutivi sono dell'opinione di avere già abbastanza serie televisive science fiction, il progetto non proseguirà nel suo cammino. (Nel caso sepcifico sembra ormai chiaro che questo progetto sia morto, sebbene sia Beckman che la Fox non abbiano fornito dettagli.)
Fegato. Gli alti ufficiali dei network vengono spesso dipinti come delle macchine senz'anima interessate ai numeri, a rating elevati, ai profitti. Ma Beckman sostiene che, per quanto riguarda la programmazione, non si può fare a meno di considerare la passione delle persone che vi si dedicano. C'è sempre uno show per cui alcune persone si battono sebbene ci siano numerose prove che ne testimoniano la debolezza, oppure non c'è assolutamente spazio nella programmazione... Troviamo diversità di opinioni. Ma si supera. "E' quello che è successo alcuni anni fa con Glee."
Quando la FOX non riusciva a decidere se dare il via libera allo show musical e, alla fine, dove collocarlo nella programmazione, "alcuni di noi erano scettici," ha ammesso Beckman, includendosi nella categoria. Ma una volta che il telefilm fu selezionato, Beckman divenne velocemente parte del Team Glee: "Era un po' 'Okay, com'è che facciamo funzionare questa cosa?'" La sua idea: spostare temporaneamente So You Think You Can Dance dall'estate all'autunno in modo da offrire a Glee una valida presentazione quando sarebbe andato in onda per la prima volta. L'idea ha funzionato, e Glee è stato uno dei capisaldi della FOX negli ultimi due anni. "Non bisogna sabotare gli show, anche se l'istinto ti direbbe che non funzioneranno."
Che cosa si nasconde dietro a un colpo di scena così importante? "La funzione vendite ci stava minacciando di morte," ha rivelato Beckman. "Avevamo in mente di mandare in onda degli show unscripted il martedì, ma qualcuno nelle vendite mi ha detto che mi avrebbe ucciso se fossimo andati a New York con quella programmazione." Ai tempi, nell'era pre-Survivor, unscripted erano i prodotti come Misteri Irrisolti, qualcosa di poco apprezzato dagli sponsor. "Ci ho pensato e ripensato, e poi una notte mi sono svegliato alle 3 con l'idea di spostare Frasier al martedì."
Sebbene spesso ci si immagina i diversi network elaborare le loro strategie di programmazione come se stessero giocando a una partita a scacchi, spostando gli show per fronteggiare i loro rivali, Beckman afferma che la migliore strategia di programmazione è rimanere concentrati sulla propria offerta. "Più ci si concentra su se stessi e meno ci si preoccupa degli altri meglio è," consiglia. Il che è più facile da mettere in pratica quando ci si presenta all'inizio della settimana, subito dopo la NBC. "Se non fossimo i primi a presentare la programmazione, reagiremmo," ammette. "Cercheresti di fare delle modifiche, e non funziona così."
Beckman è un realista per quanto riguarda il palinsesto, capisce che lo scenario televisivo è cambiato radicalmente nell'ultimo decennio, con i DVR e tutte le altre tecnologie che permettono di scavalcare i problemi di tempo che hanno reso ancora più intricate le vecchie regole del gioco. Ma, "non rende inutile il nostro lavoro," dice. "Siamo evoluti assieme ai cambiamenti nell'individuare i pattern. Molte delle mosse che abbiamo fatto hanno preso in considerazione questi cambiamenti. Spostare Fringe al venerdì è stata probabilmente la prima scelta di programmazione che ha considerato la visione ritardata di uno show."
E poi c'è da dire che non tutti guardano la TV con i DVR e i download. "La maggior parte del pubblico guarda ancora la TV in diretta," afferma. "Il palinsesto è ancora importante."
