Venezia 71 - Hannibal alla festa di chiusura del Festival
Hannibal partecipa alla cena di chiusura del Festival di Venezia e medita sul proprio futuro, rivangando il passato
Prima di allontanarmi da questi luoghi che, con il loro rutilante baluginio mi hanno allietato - e confortato dai recenti, drammatici fatti vissuti - ho avuto modo di vivere un'ultima, gioiosa serata, accompagnato dalle nuove e piacevoli conoscenze fatte qui al Lido di Venezia. L'occasione mi è stata fornita dalla cena di chiusura di questo 71esimo Festival del Cinema, conclusosi oggi con una solenne cerimonia di premiazione che ha conferito l'ambito Leone d'Oro allo svedese Roy Andersson.
Purtroppo, il vento sferzante mi ha ben presto costretto a ripararmi sotto l'imponente tendone allestito per ospitare la serata danzante. Le sonorità scelte dal deejay hanno animato la folla, impaziente di scatenarsi sulla pista da ballo. Personalmente, dopo essermi riscaldato un po', ho preferito tornare nei pressi della piscina, dove l'eccellente Principe Maurice allietava i presenti con note più melodiche e nostalgiche.
In un flusso armonico e quasi straniante, mi sono perso nei miei pensieri, ritrovandomi senza bene sapere come a passeggiare sul bagnasciuga, i piedi nudi appena lambiti dal ritmico frangersi delle onde sulla spiaggia. Inebriato dal sapore esotico del delizioso cocktail Cortometraggio e rapito dal bagliore pallido e austero della luna, non sono riuscito a frenare la mia mente dal pensare al mio recente passato, così vicino eppure così lontano. A quest'ora, dall'altra parte del mondo, la sera sta calando e forse la luna si affaccia sopra i rami secchi di Wolf Trap. Inutile fuggire il proprio passato, esso torna sempre a toccarmi, proprio come le onde tornano a bagnare i miei piedi sulla sabbia.
