Venezia 71 - Variety Opening Party - Una recensione culinaria
Hannibal ci accompagna in un itinerario che passa per le vie del palato al Variety Opening Party del 71esimo Festival di Venezia
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Hannibal Lecter ci tiene a ringraziare Stefano Giaquinta & Starwood Hotels per l'invito[/caption]
Non senza nostalgia, ho alternato il sapore delicato dei blinis al caviale a quello più marcato del manzo alla Stroganoff; al gusto un po' lezioso del risotto al cioccolato bianco, si è accompagnato quello ben più stuzzicante dei gamberi caramellati alla Pina Colada. Qualche grande classico della mia amata cucina francese, come l'intramontabile quiche lorraine, e qualche gustosa imprecisione - un ottimo tortino al salmone spacciato per tortino di granchio, e sono sicuro che palati ben meno raffinati del mio abbiano notato l'errore.
Ho sofferto, in cuor mio, la mancanza di accenni alla cucina giapponese, da me tanto apprezzata: ma, vale la pena ripeterlo, l'estasi del palato ha avuto la meglio su qualunque malinconica assenza.
A causa di un recente periodo di particolare stress, ho preferito astenermi quasi del tutto dalle bevande alcoliche; tuttavia, ciò non ha impedito ai miei sensi di captare l'ottima qualità dei cocktail, degli spumanti e dei liquori serviti durante il ricevimento - eccezion fatta per qualche champagne, offerto a temperatura lievemente sopra la norma.
In conclusione, posso dirmi del tutto soddisfatto da questa prima serata veneziana. Confido che sia il degno antipasto di un menù via via sempre più stimolante per il mio palato; e chissà che, un giorno di questi, non possa contribuire io stesso a uno di questi banchetti in laguna, magari con una delle mie peculiari, esclusive ricette rigorosamente NON vegetariane.

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