Venezia 74: Ammore e Malavita, i Manetti Bros. presentano il film alla stampa
Il nostro resoconto della presentazione di Ammore e Malavita dei Manetti Bros. al Festival di Venezia
Marco Manetti ha esordito in conferenza in sala stampa spiegando di essere convinto che Napoli, nel bene e nel male, sia sopra le righe e basti semplicemente raccontarla per risultare un po' esagerati: "La città è contraddistinta da emozioni forti, a volte negative e altre molto positive. La ritengo però la capitale italiana della cultura per quanto riguarda il teatro, la musica, il cinema e l'architettura".
L'attore protagonista Giampaolo Morelli ha quindi parlato delle differenze del lavoro sul set rispetto a un film privo di numeri musicali: "A un certo punto canti. Considero il film come un grande omaggio alla sceneggiata napoletana ed è una chiave di lettura del progetto completamente diversa rispetto ad altri film. In questo caso la parte cantata porta avanti la storia e aiutava ad amplificare le emozioni".
Serena Rossi, sull'argomento, ha aggiunto: "Una cosa è fare un musical a teatro e un'altra su un set cinematografico. La colonna sonora ci faceva emozionare tantissimo. All'inizio c'era un po' di difficoltà con il playback e nei momenti in cui si doveva recitare a un ritmo accelerato per realizzare poi le sequenze al rallentatore".
Claudia Gerini ha invece ricordato che quando si canta si interpreta comunque, rimanendo all'interno del personaggio, anche se la nottata in cui è stata girata la sequenza in cucina è stata piuttosto complicata, pur dando vita a un'esperienza fantastica sul set".
Carlo Buccirosso, sull'argomento, ha infine chiarito: "Non bisogna mai pensare al film come se fosse un musical, anche perché a teatro si usano personaggi volutamente sopra le righe mentre qui si deve cantare rimanendo nel personaggio, un legame con lui. Nel mio caso ho avuto problemi solo perché dovevo iniziare a cantare con una canzone la mia interpretazione e mentre ero 'morto'".
Commentando l'uso dell'accento napoletano Claudia Gerini ha voluto spiegare di avere delle origini un po' napoletano perché suo nonno materno è nato in città, anche se sul set ha chiesto l'aiuto di Buccirosso come dialect coach d'eccezione. Il ruolo affidatole ha comunque rappresentato una sfida perché non voleva realizzare una caricatura ma un personaggio vero e spontaneo, risultato ottenuto aiutandosi un po' anche con la gestualità.
Nonostante Paolo Del Brocco abbia confermato di aver proposto Ammore e Malavita al direttore della Mostra Alberto Barbera come la "risposta italiana a La La Land", i Manetti non avevano avuto modo di vederlo prima di iniziare il lavoro sul set e nemmeno il montaggio, sottolineando come si sia trattato di un vero e proprio colpo di fortuna che l'opera di Damien Chazelle abbia riportato alla ribalta i musical.