Viggo Mortensen come Aragorn anche fuori dal set: il gesto segreto fa commuovere
Viggo Mortensen, il volto indimenticabile di Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli, si rese protagonista di un gesto molto, molto positivo, che in pochi conoscono.
Ci sono storie che definiscono un attore ben oltre la sua performance sullo schermo. Viggo Mortensen, il volto indimenticabile di Aragorn nella trilogia de Il Signore degli Anelli, ha scritto una di queste storie lontano dai riflettori, in un gesto di generosità che solo ora viene pienamente alla luce.
La questione nacque da un problema di pagamenti, con gli stuntman della produzione che si trovarono coinvolti in una disputa legale quando uno dei responsabili del team sostenne che il gruppo non aveva lavorato le ultime due settimane di produzione, negando così parte del compenso dovuto. Una circostanza che costrinse gli stuntman a ricorrere a un avvocato per far valere i propri diritti. Le parcelle legali si accumularono settimana dopo settimana, arrivando a coprire un periodo tra le sette e le otto settimane.
Per professionisti che lavorano dietro le quinte, spesso con contratti meno remunerativi rispetto alle star protagoniste, quella cifra rappresentava un peso insostenibile. Baker racconta come il team si ritrovò a discutere con crescente preoccupazione di come avrebbero potuto saldare quelle spese, consapevoli che nessuno di loro disponeva delle risorse necessarie. Era una situazione che minacciava di trasformare una vittoria legale in una sconfitta economica.
La condizione posta dal benefattore era una sola: rimanere anonimo. Non voleva riconoscimenti, non cercava pubblicità. Solo in seguito il team scoprì che dietro quel gesto si celava Viggo Mortensen, che aveva attinto alle proprie tasche per risolvere il problema di coloro che avevano lavorato al suo fianco ogni giorno e ogni notte sul set.
Questo non è il primo aneddoto che testimonia la generosità e l'impegno di Mortensen sul set de Il Signore degli Anelli. È già noto come l'attore abbia acquistato e portato a casa diversi cavalli utilizzati durante le riprese, prendendosene cura dopo la fine della produzione. Altrettanto celebre è l'episodio delle due dita del piede fratturate quando calciò un elmo degli Uruk-Hai, un momento di autentico dolore che finì nella versione finale del film, trasformando un incidente in una delle scene più intense dell'intera trilogia.
In un'industria spesso criticata per la sua superficialità e il suo cinismo, storie come questa ricordano che dietro la magia del cinema ci sono persone reali, con valori reali. E che a volte il vero re non è solo quello che si vede sul grande schermo, ma quello che agisce nell'ombra per proteggere chi ha combattuto al suo fianco.