Wonder Man arriva nel MCU: la serie di gennaio che collega Shang‑Chi, Iron Man e il futuro degli Avengers

La serie in arrivo a gennaio svela vela il lato nascosto di Hollywood nel MCU.

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C’è un momento, nel percorso di ogni universo narrativo, in cui un personaggio apparentemente minore diventa la chiave per capire un intero mosaico. È quello che sta per accadere con Wonder Man, la nuova serie Marvel in arrivo su Disney+ a gennaio 2026.

Un progetto che, sulla carta, potrebbe sembrare una semplice origin story, ma che in realtà è molto di più: un ponte tra epoche diverse del Marvel Cinematic Universe, un tassello che ricuce fili lasciati in sospeso e prepara il terreno per ciò che verrà.

Wonder Man arriva su Disney+ e cambia il volto del MCU

Al centro della storia c’è Simon Williams, attore fallito, stuntman disilluso, uomo che vive ai margini di Hollywood. Un protagonista insolito per un universo popolato da geni miliardari, semidei e maghi supremi. Ed è proprio questa sua normalità a renderlo interessante: Simon è un uomo che cerca un posto nel mondo, e lo trova nel modo più imprevedibile possibile, diventando un supereroe. Ma Wonder Man non è solo la storia della sua trasformazione: è un viaggio dentro l’industria dello spettacolo, una satira affilata che mostra come Hollywood e il mondo dei supereroi siano più simili di quanto sembri.

La serie si muove su un terreno meta-narrativo, giocando con il dietro le quinte del cinema, con i meccanismi della fama e con la costruzione dell’immagine pubblica. E qui entra in scena un personaggio che i fan del MCU conoscono bene: Trevor Slattery, l’attore fallito che in Iron Man 3 interpretava il falso Mandarino. La sua presenza non è un semplice cameo nostalgico: è il filo che collega Wonder Man a una delle storyline più discusse della saga. Slattery rappresenta il lato grottesco di Hollywood, la sua capacità di creare miti e distruggerli con la stessa rapidità. Metterlo accanto a Simon Williams significa far incontrare due specchi deformanti dello stesso mondo.

Ma il legame con Iron Man non è l’unico. Wonder Man si collega direttamente anche a Shang‑Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, dove Slattery era stato recuperato e inserito nel nuovo corso narrativo dei Dieci Anelli. La serie riprende quel tono ironico e meta-cinematografico, ampliandolo e trasformandolo in un vero e proprio linguaggio. È un ponte tra due epoche del MCU: quella dei primi Avengers e quella più recente, e se vogliamo, più sperimentale

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E poi c’è il futuro. Nei fumetti, Wonder Man è uno dei membri storici degli Avengers, un personaggio centrale in molte saghe cosmiche e terrestri. Introdurlo ora, in un momento in cui il MCU sta ridefinendo la propria identità, non è un caso. La serie non è solo un racconto di origini: è un modo per preparare il terreno alla nuova formazione degli Avengers, per inserire un personaggio che potrà diventare fondamentale nelle prossime fasi. Simon Williams è un eroe complesso, potente, emotivamente fragile: un profilo perfetto per un universo che sta cercando nuove sfumature.

La forza della serie sta proprio in questo intreccio: Wonder Man non è un progetto isolato, ma un nodo narrativo che unisce passato, presente e futuro. Riprende fili lasciati aperti, ne introduce di nuovi e li intreccia con una leggerezza che solo una storia ambientata nel mondo dello spettacolo può permettersi. È una serie che parla di identità, di fallimento, di seconde possibilità. E lo fa con un tono che alterna ironia e introspezione, satira e azione, costruendo un racconto che può sorprendere anche chi crede di conoscere a memoria il MCU.

Quando Wonder Man arriverà su Disney+, il prossimo 28 gennaio, non sarà solo l’ennesima aggiunta al catalogo Marvel. Sarà un tassello che aiuterà a capire dove sta andando l’universo narrativo più grande del cinema contemporaneo. Un universo che, come Simon Williams, sta cercando di reinventarsi, di trovare un nuovo equilibrio, di costruire un futuro che sia all’altezza del proprio passato.

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