Che la dirigenza di Netflix veda di buon occhio il generale accorciamento della finestra di distribuzione cinematografica non deve lasciarci troppo sorpresi. Il colosso di Los Gatos vede lo streaming come core business, ma, a essere onesti, non si è sottratto dal portare le sue pellicole di richiamo in sala. Per lo meno opere come Roma o The Irishman, quelle, in sostanza, con le quali ha puntato agli Oscar. Il problema, come vi abbiamo spesso raccontato anche sulle nostre pagine, nasceva nel momento in cui la compagnia doveva trovare un compromesso con gli esercenti in materia di esclusività di permanenza al cinema prima del debutto in streaming. Dei “litigi” che, chiaramente, hanno avuto delle ripercussioni anche in Italia dove le pellicole targate Netflix sono state proposte solo da sale indipendenti.

Da quando la pandemia di nuovo Coronavirus è deflagrata, le varie major hanno dovuto trovare delle vie alternative alla chiusura dei cinema: c’è chi ha rimandato quasi in blocco il proprio listino come la Sony, chi ha scelto la via della distribuzione ibrida sala e streaming come la Warner, c’è chi come la Paramount ha detto senza mezzi termini di puntare a un accorciamento della finestra cinematografica per i propri film in maniera tale da anticipare il debutto su Paramount+, c’è stata Universal che ha fatto letteralmente da apripista con l’accordo stipulato con AMC e poi c’è la Disney che si riserva la possibilità di valutare da caso a caso fino a che i cinema non potranno aprire in sicurezza fra America, Europa e Asia, facendo anche intendere che, quando le cose saranno tornate più o meno normali, il cinema resterà sì una priorità, ma si dovrà necessariamente ragionare in termini di accorciamento della finestra cinematografica (ECCO TUTTI I DETTAGLI).

Durante la Morgan Stanley’s Technology, Media & Telecom Conference (via Deadline), il capo della produzione di Netflix Greg Peters ha potuto commentare la velocizzazione delle discussioni (e delle operazioni) sul tema avvenute durante la pandemia:

Siamo entusiasti di assistere a questo cambiamento che, probabilmente, darà molte, molte più opportunità a noi e agli altri in quanto a opzioni circa l’intrattenimento. Sono ottimista a riguardo. E sono ottimista in primis perché è quello che vuole il consumatore. È difficile contrastare questa tendenza per troppo tempo. Penso che tutto andrà a finire così.

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