Non è riuscito a fare il cosiddetto “clean sweep” del Ritorno del Re, ovvero 11 statuette per 11 nomination, ma ci è andato vicino Everything Everywhere All At Once, portando a casa ben 7 Oscar su 11 candidature e tagliando diversi traguardi sulla strada.

Una cerimonia dove tutto è andato liscio come l’olio

A dominare le nomination era stato proprio Everything Everywhere All At Once, con 11 candidature, seguito da Niente di nuovo sul fronte occidentale e Gli spiriti dell’isola con 9, Elvis con 8, The Fabelmans con 7, Tár e Top Gun: Maverick con 6.

Alla vigilia degli Oscar, gli scenari che avevamo dipinto nei nostri pronostici erano due: uno nel quale il film dei Daniels vinceva un gran numero di Oscar, un altro nel quale i premi venivano distribuiti maggiormente. Alla fine ha prevalso proprio il primo scenario, ed Everything Everywhere All At Once ha portato a casa il premio come miglior film, miglior regia, migliore attrice (Michelle Yeoh), migliore attrice non protagonista (Jamie Lee Curtis), migliore attore non protagonista (Ke Huy Quan), miglior sceneggiatura e miglior montaggio. Tutti Oscar “pesantissimi” che dimostrano l’apprezzamento trasversale da parte dell’Academy (oltre 9500 membri votanti) per un film di genere che è riuscito a trionfare a gran parte dei premi di categoria, dei premi della critica e anche agli Independent Spirit Awards prima di approdare al premio più importante di Hollywood.

Sette statuette per Everything Everywhere All At Once, dicevamo. L’altro film a prendere il maggior numero di statuette è stato Niente di nuovo sul fronte occidentale: quattro premi per il war movie targato Netflix (l’unico a non essere uscito al cinema tra i candidati a miglior film), che ha portato a casa miglior film internazionale, miglior fotografia, miglior colonna sonora e migliori scenografie.

L’unica altra pellicola a prendere due Oscar è The Whale, ovvero migliore attore (un commosso Brendan Fraser: “Ecco, quindi, com’è il multiverso!”) e miglior trucco e parrucco. Non era un Oscar scontato, ma in molti prevedevano e speravano che andasse a Fraser.

Per il resto, gli Oscar sono stati divisi tra numerosi altri titoli. Sarah Polley ha portato a casa l’Oscar per la miglior sceneggiatura adattata per Women Talking, quasi un premio dovuto vista la mancata candidatura come migliore regista (nessuna donna era candidata quest’anno, e alla fine no, Mandy Walker non ce l’ha fatta, non è diventata la prima donna a vincere l’Oscar per la miglior fotografia per Elvis).

Avatar: la via dell’acqua ha vinto l’Oscar per i migliori effetti visivi dopo il trionfo ai VES Awards, mentre Top Gun: Maverick ha vinto l’Oscar per il miglior sonoro. Il miglior documentario è Navalny, distribuito dalla Warner Bros., mentre L’elefante, la talpa, la volpe e il cavallo ha vinto come miglior corto animato (unico Oscar di Apple TV+ dopo il trionfo di CODA un anno fa). Un Oscar, infine, anche a Black Panther: Wakanda Forever, per i migliori costumi, proprio come era accaduto al primo film.

Il monologo di apertura di Jimmy Kimmel

Tutto è andato come doveva andare, a partire dalla cerimonia, condotta per la terza volta da Jimmy Kimmel, chiamato a tenere salde le redini di una trasmissione che non doveva fallire dopo l’incidente avvenuto un anno fa in diretta mondiale con Will Smith. Il presidente dell’Academy lo aveva promesso: sarà una cerimonia in cui si celebrerà il cinema, in cui le categorie verranno presentate tutte in diretta (lontano quindi dalle polemiche dell’anno scorso) e in cui si cercherà anche di fare spettacolo.

Così è stato: Kimmel ha presentato con charme e umorismo, citando con ironia l’assenza di Tom Cruise e James Cameron (“quelli che hanno riportato la gente in sala non sono in sala”), accennando all’incidente dello schiaffo (“chiunque commetta un atto di violenza sappia che risponderemo consegnando l’Oscar come migliore attore”) e scherzando più volte sulla durata della cerimonia (ben oltre le tre ore e mezza). Non si poteva chiedere di più, e l’impressione è che presso l’Academy si sia tirato un grande sospiro di sollievo, soprattutto dalle parti della fantomatica unità di crisi annunciata solo qualche settimana fa.

Un plauso, poi, alle splendide scenografie (in gran parte digitali, grazie a un imponente schermo curvo) che hanno incorniciato perfettamente alcuni dei momenti più commoventi della serata.

L’Italia a mani vuote

Italia a mani vuote: non erano molti i nostri connazionali candidati, e quei pochi non hanno vinto: né Alice Rohrwacher per il cortometraggio Le Pupille, né Aldo Signoretti per il trucco e il parrucco di Elvis. C’era anche un po’ di Italia nella candidatura di Applause di Diane Warren e Sofia Carson come miglior canzone originale per Tell it like a Woman, film antologico prodotto dall’italiana ILBE – Iervolino & Lady Bacardi Entertainment e diretto e prodotto dall’italiana Chiara Tilesi. L’Oscar, però, è andato a un’altra canzone, Naatu Naatu per RRR.

Chi rimane a bocca asciutta

Tra i numerosi delusi della serata c’è la Warner Bros. con Elvis, che su otto candidature non ha portato a casa neanche una statuetta. In particolare, Austin Butler puntava moltissimo all’Oscar come migliore attore e in molti (noi inclusi) erano convinti che ce l’avrebbe fatta. Anche Tár è rimasto a bocca asciutta, così come Gli spiriti dell’isola, tornato a casa senza premi nonostante le nove nomination. Solo singoli premi tecnici, poi, per i grandi blockbuster che hanno riportato il pubblico in sala, cioè Top Gun: Maverick e Avatar: la via dell’acqua. C’è poi Triangle of Sadness: non candidato dalla Svezia come miglior film internazionale, ha ottenuto tre nomination importanti ma nessun Oscar.

Infine, la delusione sul volto di Angela Bassett era evidente quando Jamie Lee Curtis ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista:

Le interpretazioni canore di Rihanna e Lady Gaga

OSCAR 2023: tutti i vincitori

Miglior film

Migliore regia

  • Martin McDonagh – Gli spiriti dell’isola
  • Daniel Kwan e Daniel ScheinertEverything Everywhere All At Once
  • Steven Spielberg – The Fabelmans
  • Todd Field – Tár
  • Ruben Ostlund – Triangle of Sadness

Migliore attore protagonista

  • Austin Butler – Elvis
  • Colin Farrell – Gli spiriti dell’isola
  • Brendan FraserThe Whale
  • Paul Mescal – Aftersun
  • Bill Nighy – Living

Migliore attrice protagonista

  • Cate Blanchett – Tár
  • Ana de Armas – Blonde
  • Andrea Riseborough – To Leslie
  • Michelle Williams – The Fabelmans
  • Michelle YeohEverything Everywhere All At Once

Migliore attore non protagonista

  • Brendan Gleeson – Gli Spiriti dell’Isola
  • Brian Tyree Henry – Causeway
  • Judd Hirsch – The Fabelmans
  • Barry Keoghan – Gli Spiriti dell’Isola
  • Ke Huy Quan Everything Everywhere All At Once

Migliore attrice non protagonista

  • Angela Bassett – Black Panther: Wakanda Forever
  • Hong Chau – The Whale
  • Kerry Condon – Gli Spiriti dell’Isola
  • Jamie Lee Curtis Everything Everywhere All At Once
  • Stephanie Hsu – Everything Everywhere All At Once

Migliore sceneggiatura originale

Migliore sceneggiatura non originale

Miglior film internazionale

Miglior film d’animazione

Migliore fotografia

Migliore scenografia

Miglior montaggio

Migliore colonna sonora

  • Volker BertelmannNiente di nuovo sul fronte occidentale
  • Justin Hurwitz – Babylon
  • Carter Burwell – Gli spiriti dell’isola
  • Son Lux – Everything Everywhere All at Once
  • John Williams – The Fabelmans

Migliore canzone

  • Applause (musiche e testo di Diane Warren) – Tell It Like a Woman
  • Hold My Hand (musiche e testo di Lady Gaga e BloodPop) – Top Gun: Maverick
  • Lift Me Up (musiche di Tems, Rihanna, Ryan Coogler e Ludwig Göransson; testo di Tems e Ryan Coogler) – Black Panther: Wakanda Forever
  • Naatu Naatu (musiche di M. M. Keeravani; testo di Chandrabose) – RRR
  • This Is a Life (musiche di Ryan Lott, David Byrne e Mitski; testo di Ryan Lott e David Byrne) – Everything Everywhere All at Once

Migliori effetti visivi

Miglior sonoro

  • Niente di nuovo sul fronte occidentale
  • Avatar: la via dell’acqua
  • The Batman
  • Elvis
  • Top Gun: Maverick

Migliori costumi

Miglior trucco e acconciatura

  • Niente di nuovo sul fronte occidentale
  • The Batman
  • Black Panther: Wakanda Forever
  • Elvis
  • The Whale

Miglior documentario

  • All That Breathes
  • All The Beauty and the Bloodshed (Tutta la bellezza e il dolore)
  • Fire of Love
  • A House Made of Splinters
  • Navalny

Miglior cortometraggio documentario

  • Raghu – Il piccolo elefante
  • Haulout
  • How do you measure a year?
  • L’effetto Martha Mitchell
  • Stranger at the Gate

Miglior cortometraggio

  • Tom Berkely e Ross White – An Irish Goodbye
  • Anders Walter e Rebecca Pruzan – Ivalu
  • Alice Rohrwacher e Alfonso Cuarón – Le Pupille
  • Eirik Tveiten e Gaute Lid Larssen – Night Ride
  • Cyrus Neshvad – The Red Suitcase

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo (The Boy, the Mole, the Fox and the Horse), regia di Peter Baynton e Charlie Mackesy
  • The Flying Sailor, regia di Amanda Forbis e Wendy Tilby
  • Ice Merchants, regia di João Gonzalez e Bruno Caetano
  • My Year of Dicks, regia di Sara Gunnarsdottir e Pamela Ribbon
  • An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It, regia di Lachlan Pendragon

Oscar 2023: i vincitori per numero di premi

  • Everything Everywhere All At Once – 7
  • Niente di nuovo sul fronte occidentale – 4
  • Pinocchio di Guillermo del Toro – 1
  • Women Talking – 1
  • The Whale – 2
  • Black Panther: Wakanda Forever – 1
  • Navalny – 1
  • Top Gun: Maverick – 1
  • Avatar: la via dell’acqua – 1
  • Raghu – Il piccolo elefante – 1
  • RRR – 1
  • An Irish Goodbye – 1
  • Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo – 1

Oscar 2023: i vincitori per studio (con più di 2 statuette)

  • A24 – 9
  • Netflix – 6
  • Disney – 2

Oscar 2023: le curiosità

  • È dai tempi di The Millionaire (2009) che il vincitore dell’Oscar a miglior film non vince così tanti premi: Everything Everywhere All At Once ne ha raccolti ben 7
  • Guillermo del Toro è la prima persona ad aver vinto l’Oscar per miglior film, miglior regista e miglior film d’animazione
  • Michelle Yeoh è la prima donna di origini asiatiche a vincere l’Oscar come migliore attrice
  • Ruth Carter è la prima donna nera a vincere due Oscar (per i costumi di Black Panther e Black Panther: Wakanda Forever)
  • Con Naatu Naatu, RRR è il primo film di Tollywood a vincere un Oscar
  • Lo studio cinematografico A24 ha vinto tutti e 4 gli Oscar per la migliore interpretazione (per Everything Everywhere All At Once e The Whale)
  • È la prima volta che un film d’animazione uscito in streaming vince l’Oscar, parliamo di Pinocchio di Guillermo del Toro uscito su Netflix
  • È la prima volta che un film che ha debuttato al SXSW Film Festival di Austin, Texas (un festival primaverile incentrato su titoli popolari e di genere) vince l’Oscar come miglior film
  • È solo la sesta volta nella storia degli Oscar che un film vince miglior film, regia, sceneggiatura e tre categorie di attori
  • È la prima volta in 95 anni che un film vince l’Oscar come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e TRE attori (due non protagonisti e un protagonista). Everything Everywhere All At Once non entra nel record dei “big five“, ma è come se coniasse una sua categoria “big six”

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